Nel 1983 il prof. Cesare Intrieri presso il DCA dell'Università di Bologna ha ottenuto il vitigno Merlese da un incrocio di Sangiovese col Merlot e nel 2007 è stato iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite. E' un vitigno a bacca nera dell'Emilia Romagna e nel 2018 è stato autorizzato la produzione anche in Toscana. La curiosità principale di questa varietà è quella di aver ereditato da cotanti genitori sia caratteristiche ampelografiche che enologiche. La sua coltivazione è, di regola, su terreni collinari argillosi-calcarei, ha una buona produzione, la sua maturazione è prima del Sangiovese, ma dopo il Merlot, ha una buona resistenza all'oidio, alla peronospora, un po' meno al marciume e alla botrite. Il grappolo è di medie dimensioni, piramidale, spargolo, alato, l'acino è medio, sferoidale, con buccia poco pruinosa, di colore blu-nero. Il vino ha un colore rosso rubino con riflessi violacei, al naso è intenso, con note floreali e fruttate di more, ciliegia, frutti di bosco, con note di vegetali, quali il peperone, e speziati, nonchè aromi di frutta secca, quali mandorle e nocciola, al palato ritornano i sentori precedenti, è sapido, morbido, secco, poco tannico, persistente, armonico, di corpo. L'abbinamento ideale è con primi piatti strutturati, secondi di carni rosse, arrosti, formaggi stagionati, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.

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