lunedì 31 ottobre 2022

VITIGNO VERDETTO

Originario della provincia di Rimini, il Verdetto è un vitigno a bacca bianca dell'Emilia Romagna, che in passato veniva spesso confuso con il Verdicchio, con il quale non ha nulla in comune, considerando la testimonianza delle recenti indagini. E' un vitigno a rischio di estinzione, attualmente esistono solo pochi ceppi in vecchi vigneti nella zona di San Giovanni in Marignano, in provincia di Rimini. Le prime notizie le ritroviamo nell'Ottocento, il De Bosis lo ricorda nei Bollettini Ampelografici del 1879. Il nome deriverebbe con ogni probabilità dal fatto che gli acini rimangono verdi anche in fase di maturazione e per questa ragione i contadini della zona solitamente tendevano piantarlo nei filari più distanti dalle abitazioni perchè erano sicuri che non sarebbero stati raccolti da altre persone, in quanto scambiati per immaturi. Il grappolo è di medie dimensioni, conico, compatto, alato, l'acino è medio, sferico, con buccia di colore verde. Attualmente non abbiamo una vinificazione specifica, anche se alcune prove hanno dimostrato che il Verdetto da' un vino molto identitario, un po' simile al Verdicchio.
 

venerdì 28 ottobre 2022

VITIGNO CUTRERA

Il Cutrera è un vitigno a bacca bianca della Sicilia, trovato nella zona dei Monti Nebrodi, in provincia di Messina. E' uno dei tanti vitigni siciliani chiamati "reliquia" per le sue caratteristiche. Attualmente non si hanno notizie storiche e valutazioni enologiche che sono in via di studio per una eventuale iscrizione nel Registro Nazionale.
 

domenica 23 ottobre 2022

VITIGNO UVA DI SAN GIACOMO

Vitigno a bacca bianca molto raro, a rischio di estinzione, l'Uva di San Giacomo è coltivato esclusivamente nella provincia di Treviso, in Veneto. Il nome deriverebbe, forse, dall'epoca di vendemmia, cioè verso il 25 di luglio, festa di S.Giacomo. Per salvarla dall'estinzione, questa varietà è stata inserita nel Progetto di Recupero e Valorizzazione del Germoplasma Viticolo messo in opera dal Centro di Ricerca per la Viticoltura di Conegliano in collaborazione con Veneto Agricoltura. Questa è una varietà utilizzata come uva da mensa, però potrebbe essere inserita nel progetto di vinificazione, per ora il tutto è in fase di studio e valutazione.
 

venerdì 21 ottobre 2022

VITIGNO SUPPEZZA

Il Suppezza è uno dei tanti vitigni minori a bacca nera della Campania, che ha trovato il suo habitat naturale nella Penisola Sorrentina, sui Monti Lattari, in particolare nei comuni di Gragnano, Pimonte, Lettere e Castellamare di Stabia, in provincia di Napoli. Secondo i contadini del posto il nome deriverebbe da una masseria dei Monti Lattari, tale Suppezza. Recenti studi del DNA hanno evidenziato che geneticamente questa varietà è diversa rispetto ad altre varietà campane. Il Suppezza è un vitigno piuttosto produttivo, presenta una discreta resistenza alla peronospora, mentre è alquanto sensibile alla muffa. Il grappolo è di medie dimensioni, cilindrico-piramidale, mediamente compatto, l'acino è medio, tondo, con buccia poco spessa, pruinosa, di colore blu-nero. Normalmente viene vinificato in assemblaggio, se vinificato in purezza da' un vino di media alcolicità e di acidità molto contenuta. Il Suppezza concorre come vitigno complementare alla produzione della DOC Penisola Sorrentina, sottozone Gragnano e Lettere.

giovedì 20 ottobre 2022

VITIGNO REDGA BIANCO E NERO

Di origine sconosciuta il Redga, nome dialettale di Retica, è un vecchio vitigno a bacca bianca dell'Emilia Romagna, coltivata nella zona di Reggio Emilia e a rischio di estinzione. Il nome deriverebbe, forse, dal fatto che gli acini in piena maturità evidenziano un reticolo trasparente. Le citazioni storiche sono molteplici, già nel I° secolo a.C. Virgilio nelle Georgiche e Plinio il Vecchio nella Naturalis Historia citavano una Uva Retica, però per ora non è noto se vi è un legame con questa uva del reggiano. Agli inizi del XX secolo il Molon e il Casali citano il vitigno Redga simile al Gradesana, un vitigno minore nella zona di Modena, ma l'identità tra i due vitigni non è certa e attualmente è in fase di verifica. Il Redga è un vitigno con una buona produttività e a duplice attitudine, purtroppo per via della sua sensibilità alla botrite e al marciume è quasi del tutto abbandonato, esistono ancora solo pochi ceppi tra cui alcuni conservati nella collezione ampelografica dell'Istituto Superiore Antonio Zanelli di Reggio Emilia. Il grappolo è medio-lungo, cilindrico o conico, compatto, con 1 o 2 ali, l'acino è medio, ellissoidale, con buccia pruinosa e spessa, di colore verde-giallo. Ulteriori caratteristiche enologiche sono in corso di valutazione.


Esiste anche una varietà Redga Nero che altro non è una mutazione di colore degli acini.
 

lunedì 10 ottobre 2022

VITIGNO VALNOSIA

Nel 1994 la Fondazione Edmund Mach ha selezionato il vitigno Valnosia, anch'esso della famiglia PIWI, incrociando la varietà Bianca con la varietà Nosiola ed iscritto nel RNVV nel 2020. E' una varietà a bacca bianca che, come tutti i vitigni della famiglia PIWI, è resistente alle malattie fungine ed è conosciuto anche col sinonimo di F26P92. Per ora non abbiamo molti riferimenti in merito, è una varietà adatta alla produzione di vini leggeri e bianchi oltre alla spumantizzazione. Il grappolo è corto e stretto, cilindrico, compatto, alato, l'acino è piccolo, sferoidale, con buccia di colore verde-giallo. Il vino ha un colore giallo paglierino con note fruttate, floreali ed erbe aromatiche, al gusto si presenta sapido, con buona acidità e ben strutturato.
 

giovedì 6 ottobre 2022

VITIGNO TERMANTIS

Creato nel 1994, come gli altri vitigni piwi, dalla Fondazione Edmund Mach incrociando il vitigno Teroldego con il vitigno Merzling, il Termantis è una varietà a bacca nera, resistente alle malattie fungine, iscritto nel RNVV nel 2020. E' conosciuto anche col sinonimo di F22P09 ed è molto simile come caratteristiche enologiche al vitigno Nermantis. L'unica differenza sta nel grappolo, il quale è mediamente lungo e stretto come larghezza, conico, mediamente compatto, alato, l'acino è medio-piccolo, sferoidale, con buccia mediamente pruinosa, di colore blu-nero.
 

VITIGNO NERMANTIS

Altro vitigno, a bacca nera, appartenente alla famiglia PIWI, creato e selezionato dalla Fondazione Edmund Mach, è il Nermantis, incrociando la varietà Teroldego con la varietà Merzling ed è conosciuto anche col sinonimo F22P10, nel 2020 è stato iscritto nel RNVV. Il nome deriva dall'unione di due parole "nera" e "manto" per il colore scuro dell'acino e la caratteristica di questa varietà, come tutte le altre varietà piwi, è la resistenza alle malattie fungine peronospora e oidio. Il grappolo è di medie dimensioni, allungato, conico, compatto, alato, l'acino è medio, sferoidale, con buccia mediamente pruinosa, consistente, di colore blu-nero. Il vino ha un colore rosso rubino intenso, con note fruttate di frutti di bosco e floreali di viola, una buona corposità e consistenza, un livello elevato di tannini.
 

martedì 4 ottobre 2022

VITIGNO CHARVIR

Appartenente alla famiglia dei vitigni PIWI, lo Charvir, sinonimo F23P65, è una varietà a bacca bianca creata dalla Fondazione Edmund Mach, incrociando il vitigno Merzling con la varietà Fr945-60, e nel 2020 è stato iscritto nel RNVV. Questa varietà, come tutte le altre varietà Piwi, è stata creata per avere una maggiore resistenza alle malattie, tipo peronospora e oidio, e per ora, secondo la legislazione italiana, non possono concorrere alle denominazioni DOC e DOCG. Lo Charvir ha un alto livello qualitativo interessante per la produzione di vino a base spumante. Il grappolo è lungo, cilindrico, mediamente compatto, alato, l'acino è medio-piccolo, sferoidale, con buccia consistente, di colore verde-giallo. Il vino ha un colore giallo paglierino con riflessi verdolini, con note fruttate e floreali, sapido, acidità da buona ad elevata e buona struttura.
 

sabato 1 ottobre 2022

VITIGNO VERNACCIA DI PERGOLA

La Vernaccia di Pergola, detta anche Vernaccia Moscatella, non è altro che un clone autoctono, ormai accertato, del vitigno Aleatico, adattandosi molto bene nella zona del comune di Pergola, nelle Marche, in provincia di Pesaro-Urbino. La storia in questo caso ci viene in soccorso, in quanto la città di Pergola fu fondata verso il 1200 da cittadini della città di Gubbio, in Umbria, e in quella occasione questo vitigno, già presente nella zona di Gubbio, probabilmente arrivato dalla vicina Toscana, fu introdotto in questa zona dal conte Ugolino d'Alberto. Nel corso dei secoli questo vitigno ha avuto una certa importanza nella zona, era allevato maritato ad alberi di acero. La fillossera, purtroppo, ha segnato il suo destino e quindi la sua quasi estinzione, solo negli anni '80 del secolo scorso è stato recuperato e ripiantato. Oggi la sua coltivazione si attesta su terreni collinari calcarei-ghiaiosi, ben esposti, ha una media resistenza alla peronospora e all'oidio, mentre mostra una certa sensibilità alla botrite. Il grappolo è di medie dimensioni, conico, alato, mediamente compatto, l'acino è medio, sferico, con buccia pruinosa, di colore blu-nero. Il vino ha un colore rosso rubino con profumi eleganti che ricordano frutti di bosco, amarena, ciliegia, rosa, viola, con un leggero tono speziato, al gusto si presenta morbido, pieno, armonico e ben equilibrato. La temperatura di servizio dipende dalla tipologia del vino inserita nel disciplinare della Pergola DOC.