martedì 25 maggio 2021

VITIGNO FUMAT

Il Fumat è un antico vitigno a bacca nera del Friuli Venezia Giulia, originato, secondo alcuni, spontaneamente da seme. La sua coltivazione è molto limitata, attualmente è coltivato nella zona di Palmanova, in provincia di Udine, e in alcune colline della provincia di Gorizia, è iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite dal 2014. Sull'origine del nome vi sono due ipotesi, una dovuta ad una caratteristica organolettica legata ad una leggera sensazione di affumicatura del vino, l'altra tesi è legata alla nebbia, in friulano detto fumate, che in inverno avvolge le zone di pianura. Le poche zone di coltivazione sono sia in pianura con terreno alluvionale, che in collina con terreno argilloso, la sua produttività è alquanto bassa. Il grappolo è di media o piccola dimensione, conico, compatto, a volte alato, l'acino è piccolo, sferico, con buccia pruinosa, di colore blu-nero. Il vino ha un colore rosso rubino intenso con riflessi violacei, dal profumo vinoso, intenso, fruttato, al gusto è fresco, dovuto ad una buona acidità, tannico, caldo, sapido, mediamente corposo, adatto ad un medio invecchiamento. La temperatura di servizio consigliata è 16°-18°, abbinandolo a piatti della tradizione locale.


 

venerdì 21 maggio 2021

VITIGNO COLATAMMURRO

L'ALSIA è l'Agenzia Lucana di Sviluppo e di Innovazione in Agricoltura che coordina lo sviluppo e ricerca delle attività in campo agroalimentare. Grazie a questa agenzia nel campo viticolo sono stati individuati e riscoperti in tutta la Regione vitigni ormai dimenticati e scomparsi. Uno di questi è il Colatammurro, detto anche Tamurro Nero, vitigno autoctono a bacca nera, diffuso, un tempo, in molti comuni della provincia di Potenza, in Basilicata, oggi lo si trova prevalentemente nei comuni di Pietragalla e Ruoti, sempre in provincia di Potenza. Secondo alcune testimonianze questa varietà era conosciuta già nel 1300, quando il Duca Filiberto di Savoia, trovando il vino dell'Aglianico troppo alcolico, fece importare dalla Francia una varietà più delicata che affidò per la coltivazione ad un suo colono che per la robusta costituzione era soprannominato "Coll d' Tammurr'" ( collo di tamburo), da cui il nome del vitigno. Altre testimonianze storiche sulla coltivazione di questo vitigno in Basilicata si trovano in una recente pubblicazione del Consiglio Regionale della Basilicata sul patrimonio viticolo lucano di Michele Carlucci. Iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite nel 2019, il Colatammurro si divide in un ecotipo a bacca bianca e uno a bacca nera e in passato veniva piantato spesso vicino ai filari di Aglianico, poichè era consuetudine miscelare le loro uve per ottenere un vino poco alcolico. Questa varietà predilige terreni collinari calcarei, ben esposti, l'allevamento è ad alberello, ha una media resistenza alle malattie. Il grappolo è medio, conico, compatto, l'acino è medio, sferoidale, con buccia mediamente pruinosa, di colore blu-nero. Il vino, in purezza, ha un colore rosso rubino tendente al rosato, dal profumo fruttato di ciliegia, frutti di bosco e floreale di viola, al naso è fine, delicato, poco alcolico, fresco, morbido, equilibrato, armonico, di corpo. La temperatura di servizio consigliata è 14°-16°.
 

mercoledì 19 maggio 2021

VITIGNO GRECO NERO

Appartenente alla famiglia dei vitigni Greci, il Greco Nero è un vitigno a bacca nera autoctono della Calabria, detto anche Greco Nero di Verbicaro,in provincia di Cosenza, che non ha alcuna identità e parentela con gli altri vitigni che portano lo stesso nome, quello di Avellino, in Campania, quello di Teramo, in Abruzzo, quello di Velletri, nel Lazio, quello di Terni, in Umbria, Greco Nero o Verdicchio Nero, nelle Marche, Greco Nero o Aleatico, in Toscana. Sono state avanzate varie ipotesi sulla sua origine, la più probabile, vista l'appartenenza alla suddetta famiglia, è quella che sia stato introdotto nelle regioni meridionali dell'Italia dai coloni greci nel VII sec. a.C., che diedero vita alla Magna Grecia, altra ipotesi è quella di trattarsi di un incrocio spontaneo tra due vitigni locali oggi non più coltivati e quindi impossibile da individuare. Il Greco Nero è una varietà che predilige terreni collinari e pianeggianti, argillosi-calcarei, con buona esposizione e poco fertili, ha una produzione da media ad elevata, ha un'ottima resistenza sia ai parassiti che alle avversità climatiche. E' iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite dal 1970. Il grappolo è di medie dimensioni, conico se è corto, cilindrico se è allungato, compatto, a volte alato, l'acino è medio, sferoidale, con buccia pruinosa, di colore blu-nero. Vinificato quasi sempre in uvaggio, il vino, in purezza, ha un colore rosso rubino, dal profumo fruttato, speziato, vinoso, in bocca è armonico, molto equilibrato, sapido, alcolico, fine, di corpo. L'abbinamento ideale è con primi piatti strutturati, secondi di carne rossa, selvaggina, arrosti, formaggi stagionati, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.
 

lunedì 17 maggio 2021

VERNACCIA DI ORISTANO

Antico vitigno a bacca bianca presente in Sardegna sin dal tempo dei Fenici che lo introdussero nella zona costiera di Oristano, la Vernaccia di Oristano è stato il primo vitigno della Sardegna ad ottenere il riconoscimento della DOC nel 1971 ed è iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite dal 1970. Appartenente alla famiglia delle Guarnacce, come tante altre varietà, la sua produzione è esclusiva della provincia di Oristano e la sua coltivazione, quasi sempre ad alberello ma ultimamente anche a controspalliera, è su terreni pianeggianti, arenari, alluvionali, nelle vicinanze del mare, dove l'aria marina da' al vino specifiche caratteristiche. Ha una produzione da media ad abbondante, teme le gelate ed ha una scarsa resistenza alla peronospora e all'oidio. Il grappolo è piccolo, cilindrico-conico, semicompatto, l'acino è da medio a piccolo, rotondo, con buccia molto pruinosa, di medio spessore e consistenza, di colore verde-giallastro con sfumature dorate. Le versioni di produzione di questo vino sono: Secco, Superiore, Riserva e Liquoroso. La particolarità di produzione del vino segue il metodo di una maturazione ossidativa controllata di almeno 3-4 anni in botti di rovere o castagno riempite al 75%. Sulla superficie del vino si forma una pellicola di lieviti, detta flor, che dona complessità olfattiva e gustativa al vino. La versione "Riserva" viene prodotto col metodo Solera, le botti vengono disposte su file sovrapposte a più livelli e ricolmate, a cascata, ogni anno con il vino nuovo, nella versione "Liquoroso" il vino viene fortificato con l'aggiunta di alcol o acquavite. Secondo la tipologia il vino ha un colore da giallo dorato ad ambrato, con note di frutta matura, fichi, note di fiori gialli, ginestra, nocciole, mandorle, al palato è fresco, pieno, fine, caldo, con un retrogusto di mandorle amare, ben strutturato e di corpo. Ottimo come aperitivo, i piatti di pesce, frutti di mare, bottarga, zuppe, carni bianche, formaggi piccanti, sono l'abbinamento ideale. La versione liquoroso dolce si abbina a dolci, cioccolato, la temperatura di servizio consigliata, secondo la tipologia, varia da 8° a 14°.
 

sabato 15 maggio 2021

VERNACCIA DI SERRAPETRONA

Appartenente alla famiglia delle Guarnacce la Vernaccia di Serrapetrona è un vitigno autoctono a  bacca nera delle Marche, presente nei comuni di Serrapetrona, Belforte del Chienti e San  Severino Marche, tutti in provincia di Macerata. E' un clone del vitigno Vernaccia Nera o Vernaccia Cerretana o Vernaccia di Teramo, la sua coltivazione si estende in piccola parte anche in Umbria. Questa varietà predilige terreni collinari, argillosi misti ad arenaria, ben esposti, ha una produzione abbondante ed ha un'ottima resistenza alle malattie. Il grappolo è di media grandezza, conico-cilindrico, compatto, spesso alato, l'acino è medio, sferico, con buccia mediamente pruinosa, di colore nero-violaceo. La sua vinificazione risale al XV secolo e solo nel 2004 ha ottenuto il riconoscimento della DOCG. La produzione del vino si attesta su due tipologie, quello di spumante dolce (la più conosciuta) e la tipologia secco. Il vino ha un colore rosso rubino tendente al granato, con un perlage sottile e persistente, dal profumo vinoso con note di frutta rossa matura, confettura e spezie, il sapore è amabile o secco, caldo,sapido, morbido, con un finale piacevolmente amarognolo, di corpo. L'abbinamento della tipologia spumante dolce è con biscotti, pasticceria, dessert e la temperatura di servizio consigliata è 12°-14°, la tipologia secco è indicato per primi piatti strutturati, carni rosse, formaggi stagionati e piccanti, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.
 

venerdì 14 maggio 2021

VERNACCIA DI SAN GIMIGNANO

Appartenente alla famiglia delle Guarnacce, iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite nel 1970, la Vernaccia di San Gimignano è un vitigno autoctono a bacca bianca autorizzato per tutta la Toscana che per la sua produzione nel solo territorio di San Gimignano, in provincia di Siena, nel 1993 ha ottenuto la DOCG. Nel 2018 è stato riconosciuto con un decreto la sua sinonimia col vitigno Bervedino. Probabilmente è una delle varietà più antiche del panorama viticolo italiano, le prime notizie risalgono al 1276 ed era apprezzato dai papi, dalla famiglia dei Medici e da varie famiglie nobili sia in Italia che in Europa. Nel corso dei secoli la sua fama aumentò, grazie anche alle citazioni di Cecco Angiolieri, di Dante nella Divina Commedia, fino a Giorgio Vasari. Purtroppo anche questo vino ha subito un periodo di decadenza tra la fine del 1600 e il 1700, solo nel secolo successivo ha ripreso la sua fama e nel 1966 è stato il primo vino italiano ad ottenere la DOC. Il grappolo è di grande dimensione, allungato piramidale, semi.compatto, a volte alato, l'acino è medio, sferoidale, con buccia pruinosa, di colore verde giallo che tende all'ambrato nelle parti esposte al sole. Il vino ha un colore giallo paglierino che con l'invecchiamento assume tonalità dorate, il profumo è intenso, fruttato di frutta bianca e floreale, al palato è fresco, asciutto, sapido, con un finale ammandorlato, armonico, di corpo. L'abbinamento ideale è con antipasti, primi e secondi di pesce, con piatti legati al territorio, riso, formaggi freschi, la temperatura di servizio consigliata è 12°-14°.
 


mercoledì 12 maggio 2021

VITIGNO BIANCA BOTTICINO E BIANCA GABANA

Il comune di Botticino, in provincia di Brescia, ha un territorio collinare calcareo, adatto alla coltivazione vitivinicola, ben soleggiato e con una buona esposizione. E' conosciuto oltre che per la produzione vitivinicola, prettamente vitigni a bacca nera, identificati nella DOC Botticino, anche per la produzione di un marmo pregiato, ma questa è un'altra storia. La produzione vitivinicola, in questa zona, si è arricchita di due nuove varietà a bacca bianca, ormai esistenti solo in pochi ceppi, che hanno molte somiglianze tra di loro, si differenziano solo nella grandezza del grappolo e dell'acino, sono il Bianca Botticino e Bianca Gabana. Ambedue hanno una buona resistenza alle comuni crittogame, prediligono zone soleggiate e ventilate. La varietà Botticino ha un grappolo grande, cilindrico-conico, compatto, alato, l'acino è medio-grosso, l'acino è medio-piccolo, ellettico, con buccia pruinosa, molto sottile, di colore verde giallastro. Il vino, per ambedue, ha un colore giallo paglierino intenso, con profumi floreali leggeri, con buona sapidità, acidità e persistenza, di buon corpo. L'abbinamento privileggiato è con antipasti e piatti di pesce, vista la vicinanza di laghi, oltre che con piatti della tradizione locale, la temperatura di servizio consigliata è 12°-14°.
 

venerdì 7 maggio 2021

VITIGNO SAN LUNARDO

Antico vitigno autoctono a bacca bianca della Campania, coltivato sull'isola di Ischia, il San Lunardo deve il suo nome, molto probabilmente, a due ipotesi, alcuni ritengono che derivi dal santo patrono locale, San Leonardo, altri ritengono che derivi da un religioso, Don Lunardo, che per primo selezionò questa varietà. Non abbiamo notizie certe sulle sue origini, sappiamo che sull'isola di Ischia, di chiara origine vulcanica, sia presente fin dal 1700. E' un vitigno che predilige terreni collinari ben esposti ed arieggiati, ha una produzione abbondante e costante, ha una normale tolleranza alle avversità climatiche, meno agli agenti parassitari, specialmente alla botrite, soggetto, purtroppo, al rischio di una eventuale estinzione. Il grappolo è di media dimensione, conico, spesso alato, da mediamente compatto a compatto, l'acino è piccolo, sferoidale, con buccia molto pruinosa, di medio spessore e consistenza, di colore verde-giallo. Vinificato in uvaggio con altre varietà a bacca bianca nella DOC Ischia, in purezza il vino ha un colore giallo paglierino, dal profumo fruttato, delicato, dal sapore fresco, sapido, armonico, di corpo, leggermente amarognolo nel finale. Si abbina bene ad antipasti di mare, primi e secondi a base di pesce, formaggi a pasta molle, la temperatura di servizio consigliata è 12°-14°.
 

domenica 2 maggio 2021

VITIGNO ROUSSIN

Vitigno autoctono a bacca nera della Valle d'Aosta, quasi del tutto scomparso, il Roussin è presente in piccolissima quantità solo nel comune di Arnad, mentre nel comune di Morgex è coltivata una varietà con la stessa denominazione che differisce per alcuni caratteri ampelografici. E' conosciuto anche col sinonimo di Rousì o Roussì ed è iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite dal 1999. Il Roussin è una varietà a maturazione tardiva, pertanto necessita di terreni collinari ben sciolti e con buona esposizione per raggiungere la piena maturazione che si attesta, di regola, all'ultima settimana di ottobre. E' un vitigno che ha una media produzione e media tolleranza ai parassiti e alle avversità climatiche. Il grappolo è di media grandezza, piramidale, a volte alato, poco compatto, l'acino è piccolo, sferoidale, con buccia molto pruinosa, di media consistenza, di colore rosa-violaceo. Il vino ha un colore rosso cerasuolo, tendente al granato con l'invecchiamento, dal profumo vinoso, gradevole, al gusto è asciutto, con buona alcolicità e acidità. La temperatura di servizio consigliata è 16°-18°, abbinandolo ai piatti della tradizione locale.