Appartenente alla famiglia dei vitigni Greci, il Greco Nero è un vitigno a bacca nera autoctono della Calabria, detto anche Greco Nero di Verbicaro,in provincia di Cosenza, che non ha alcuna identità e parentela con gli altri vitigni che portano lo stesso nome, quello di Avellino, in Campania, quello di Teramo, in Abruzzo, quello di Velletri, nel Lazio, quello di Terni, in Umbria, Greco Nero o Verdicchio Nero, nelle Marche, Greco Nero o Aleatico, in Toscana. Sono state avanzate varie ipotesi sulla sua origine, la più probabile, vista l'appartenenza alla suddetta famiglia, è quella che sia stato introdotto nelle regioni meridionali dell'Italia dai coloni greci nel VII sec. a.C., che diedero vita alla Magna Grecia, altra ipotesi è quella di trattarsi di un incrocio spontaneo tra due vitigni locali oggi non più coltivati e quindi impossibile da individuare. Il Greco Nero è una varietà che predilige terreni collinari e pianeggianti, argillosi-calcarei, con buona esposizione e poco fertili, ha una produzione da media ad elevata, ha un'ottima resistenza sia ai parassiti che alle avversità climatiche. E' iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite dal 1970. Il grappolo è di medie dimensioni, conico se è corto, cilindrico se è allungato, compatto, a volte alato, l'acino è medio, sferoidale, con buccia pruinosa, di colore blu-nero. Vinificato quasi sempre in uvaggio, il vino, in purezza, ha un colore rosso rubino, dal profumo fruttato, speziato, vinoso, in bocca è armonico, molto equilibrato, sapido, alcolico, fine, di corpo. L'abbinamento ideale è con primi piatti strutturati, secondi di carne rossa, selvaggina, arrosti, formaggi stagionati, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.

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