lunedì 29 maggio 2023

VITIGNO NERETTO DI SALTO

Il Neretto di Salto è un vitigno autoctono a bacca nera del Piemonte, presente ancora oggi sporadicamente in vecchi vigneti della zona di Ivrea, il Canavese, in provincia di Torino. Prende il nome della località Salto Canavese, frazione del Comune di Cuorgné, in provincia di Torino. I primi riferimenti storici risalgono agli inizi dell'800 ad opera di Giorgio Gallesio, che lo cita nella sua opera "Pomona", del Gatta nel 1838 ed era confuso con alcuni Neretti presenti in Regione, mentre oggi possiamo ritenerlo ben distinto da tutti gli altri Neretti piemontesi, anche se a rischio di estinzione. Non abbiamo notizie ed esperienze di vinificazione specifiche, il grappolo è di medie dimensioni, conico, compatto, con 1 o 2 ali, l'acino è medio, sferoidale, con buccia pruinosa, di colore blu-nero.
 

giovedì 25 maggio 2023

VITIGNO MINNELLA NERA

L'areale delle pendici dell'Etna è il luogo di coltivazione della Minnella Nera, a bacca nera, in provincia di Catania, in Sicilia, varietà reliquia quasi in via di estinzione. In questa zona viene coltivata anche la Minnella Bianca, più diffusa della Nera, già descritta in un precedente post. Questa varietà è stata descritta per la prima volta nel 1812 dal Sestini e il nome deriva dalla parola dialettale "minna" che vuol dire "mammella" per la forma oblunga degli acini. La sua coltivazione è molto limitata e la sua presenza è all'interno di vecchi vigneti destinati ad altre varietà. Rispetto alla sua omonima "Bianca" si differenzia solo per la colorazione degli acini. Il grappolo è di medie dimensioni, conico o piramidale, alato, da compatto a spargolo, l'acino è medio, ellissoidale oblungo, con buccia pruinosa, di colore blu-violetto-nero. Il vino ha un colore rosso rubino scarico, con note di ciliegia, al gusto presenta una buona alcolicità e una sufficiente acidità con un finale lievemente amaro, mentre la persistenza e la struttura sono medie o scarse.
 

lunedì 22 maggio 2023

VITIGNO BASOLEINA

Il Basoleina è un vitigno autoctono dell'Emilia Romagna a bacca nera. Una prima citazione di questo vitigno è del 1771 ad opera del Du Tillot col nome di Bazolina, coltivata nel Ducato di Parma e Piacenza. Nel 1840 Vincenzo Bertozzi, membro della Società Agraria del Dipartimento del Crostolo, compilò un elenco delle uve della provincia di Reggio Emilia, indicando questa varietà col nome di Bazzolina. Nel corso degli anni viene citato da altri autori con vari nomi anche dialettali fino a giungere ai nostri giorni col termine modificato in Basoleina. Un riferimento più recente di questa varietà si trova nell'Informatore Agrario del 2013, dove sono riportati i risultati di una ricerca dei vecchi vitigni presenti sul territorio della provincia di Reggio Emilia. A tutt'oggi non abbiamo ulteriori notizie che riguardano questa varietà, ci limiteremo alla descrizione del frutto. Il grappolo è di medie dimensioni, cilindrico o conico, compatto, con 1 o 2 ali, l'acino è medio, sferoidale o ellissoidale, con buccia pruinosa, di colore blu-nero.
 

venerdì 19 maggio 2023

VITIGNO VURPIN

Il Vurpin è un vitigno autoctono a bacca nera del Piemonte, nel Saluzzese, in provincia di Cuneo, è conosciuto col sinonimo di Volpino. La prima citazione è del 1835 ad opera di Eandi, che elenca un Vorpin a bacca nera e un Vorpin a bacca bianca(di cui si son perse le tracce), coltivato nella zona di Barge e Bagnolo, in provincia di Cuneo. Nel 1877 il Di Rovasenda cita nel suo Saggio un vitigno Volpin nella zona di Saluzzo, in provincias di Cuneo. Attualmente questa varietà, la cui produzione è molto limitata, è stata recuperata in una località della Val Bronda, nel Saluzzese, in provincia di Cuneo ed è oggetto di studio, pertanto non abbiamo ulteriori notizie. Il grappolo è di medie dimensioni, conico, compatto, a volte alato, l'acino è medio, sferoidale, con buccia pruinosa, di colore blu-nero.
 

giovedì 18 maggio 2023

VITIGNO UA DELLA VIGNA

Altro vitigno autoctono, di cui non conosciamo notizie e messo a dimora per lo studio e la valutazione nel campo sperimentale del Comune di Amelia, in provincia di Terni, dal progetto autorizzato della Regione Umbria, in collaborazione con la Facoltà di Agraria dell'Università degli Studi di Perugia e il Centro Regionale Servizi alla Vitivinicoltura di Orvieto, è l'Ua della Vigna, varietà a bacca nera. E' una varietà questa molto sensibile all'oidio, il grappolo è medio, composto, conico o piramidale, mediamente spargolo, l'acino è medio-piccolo, ellissoidale, con buccia mediamente spessa e pruinosa, di colore blu-nero. Dalle prime valutazioni enologiche il vino è rosso rubino, con note floreali, vinoso, intenso, con buona tannicità e acidità, ben equilibrato e adatto per assemblaggio con altre varietà locali.
 

mercoledì 17 maggio 2023

VITIGNO FERRANTE

La scoperta e la valorizzazione di vitigni autoctoni minori nella zona del Comune di Amelia, in provincia di Terni, in Umbria, sono oggi oggetto di studio e non ancora di commercializzazione. Pertanto la Regione Umbria, in collaborazione col Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali Facoltà di Agraria dell'Università degli Studi di Perugia e del Centro Regionale Servizi alla Vitivinicoltura di Orvieto, ha autorizzato l'impianto di un vigneto sperimentale nel Comune di Amelia, mettendo a dimora diverse varietà sia a bacca nera che a bacca bianca. Una di queste varietà è il Ferrante a bacca bianca. Il grappolo è di medie dimensioni, piramidale, con 1 o 2 ali, mediamente compatto, l'acino è medio, sferoidale, con buccia di colore verde-giallo, mediamente spessa. Dalle prime valutazioni enologiche il vino ha un colore giallo paglierino con riflessi dorati, con note floreali, con buona acidità. leggermente amarognolo, nel complesso strutturalmente sufficiente.
 

sabato 13 maggio 2023

VITIGNO BARBAROSSA TOSCANA

Il Barbarossa Toscana è un vitigno autoctono a bacca rosa della Toscana, individuato e riscoperto pochi anni fa' in qualche vigneto della provincia di Pistoia e Lucca dal Gruppo di Ricerca di Viticoltura dell'Università di Pisa. E' stato inserito nel vigneto di collezione "Colignola" del Dipartimento  di Scienze Agrarie e Alimentari dell'Università di Pisa. Secondo alcune testimonianze questo vitigno Barbarossa dovrebbe corrispondere a quello citato dal Soderini nel 1600 e successivamente dal Trinci nel 1726. Da recenti analisi ampelografiche è stato evidenziato che questa varietà di Barbarossa è totalmente diversa da tutte le altre varietà di Barbarossa presenti in Piemonte e Liguria. Non abbiamo notizie di vinificazioni, pertanto ci soffermiamo alla descrizione del grappolo, che è medio, conico, mediamente spargolo, a volte alato, l'acino è medio, sferoidale, con buccia di colore rosa.
 

mercoledì 10 maggio 2023

VITIGNO VITE DI ROTEGLIA

Questa varietà, costituita da un unico ceppo di grande dimensione (solo alla base misura 1 metro), è una vite ultracentenaria molto rustica che ha resistito alla fillossera ed è stata salvata dall'abbandono dal proprietario proprio per la sua unicità. Parliamo della Vite di Roteglia, conosciuto anche come Sconosciuta di Castellarano o Uva di Castellarano, vitigno autoctono a bacca nera dell'Emilia Romagna, rinvenuto in un vecchio vigneto tra i filari di lambrusco nella frazione di Roteglia del Comune di Castellarano, in provincia di Reggio Emilia. Questa varietà, oltre ad essere presente nel stesso vigneto del proprietario, è stata introdotta nell'Azienda Agraria dell'Istituto di Istruzione Superiore Zanelli di Reggio Emilia grazie ad un progetto della Provincia di Reggio Emilia e della Regione Emilia Romagna. Questo progetto dovrebbe servire ad uno studio più approfondito del DNA, origine e valorizzazione di questo vitigno, anche se da un primo controllo avrebbe dei caratteri che lo rendono simile al vitigno Ancellotta. Il grappolo è di dimensioni medio-lungo, conico, compatto, alato, l'acino è medio, sferoidale o ellissoidale, con buccia di colore blu-nero.
 

martedì 9 maggio 2023

VITIGNO VENERE

Ritrovato nel 2001 in un vecchio vigneto del Friuli nella zona di Percoto, frazione del Comune di Pavia di Udine, in provincia di Udine, il Venere è un vitigno autoctono a bacca bianca, il nome lo si deve ad Augusto Fabbro, dottore agronomo e tecnico viticolo del Friuli. Non abbiamo per ora molte notizie di questa varietà, però dalle prime avvisaglie di analisi potrebbe discendere e avere una certa parentela col vitigno Picolit. Per confermare questa ipotesi sono necessarie ulteriori analisi molecolari, per ora ci soffermiamo a descrivere il grappolo che è medio-lungo, conico, compatto, alato, l'acino è medio, sferoidale o ellissoidale, con buccia di colore verde-giallo.
 

lunedì 8 maggio 2023

VITIGNO TOSTOLELLO

Il Tostolello è un vitigno autoctono a bacca bianca dell'Umbria, attualmente presente soltanto in alcuni vecchi vigneti del Comune di Amelia, in provincia di Terni. Non abbiamo scritti o documenti che testimoniano la sua presenza nel passato, le uniche testimonianze che abbiamo, sono quelle raccolte in questa zona. E' un vitigno che ha una buona produttività e una buona resistenza alle malattie, la sua maturazione è a metà settembre. Il grappolo è composto-medio, cilindrico-conico, mediamente spargolo, l'acino è medio-piccolo, sferoidale, con buccia mediamente spessa, di colore verde-giallo. Il vino ha un colore giallo paglierino con riflessi leggermente verdi, con profumi floreali ed erbacee delicati, con un'ottima acidità, secco, persistente, di buon corpo.
 

mercoledì 3 maggio 2023

VITIGNO MOSCATELLO NERO DI SEULO

Come già  scritto in altre occasioni, il progetto AKINAS, finanziato dalla Regione Sardegna, ha l'obiettivo di recuperare varietà autoctone della Regione e studiarle dal punto di vista ampelografico, analitico e sensoriale. Tra i tanti è stato recuperato il Moscatello Nero di Seulo, varietà a bacca nera, individuato in un vigneto a Seulo nella Barbagia, in provincia di Nuoro. E' un vitigno molto aromatico appartenente alla famiglia dei Moscati e secondo le analisi del DNA avrebbe una certa affinità e identità col Brachetto di Nizza, in Piemonte, da non confondere col più famoso Brachetto di Acqui. Il grappolo è di dimensioni medie, lungo, conico o a imbuto, molto compatto, l'acino è medio, sferoidale, con buccia di colore rosso scuro-violetto. Il vino ha un colore rosso rubino scarico, dall'aroma classico dei Moscati, con sentori fruttati e floreali, con buona intensità e di corpo.