martedì 28 gennaio 2020

VITIGNO TREBBIANINA

La Trebbianina è un antico vitigno a bacca bianca autoctono dell'Emilia Romagna, citato nel 1800 da vari ampelografi, dall'Acerbi nel 1825, Gallesio nel 1839 fino al Malavasi nel 1879, è iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite nel 2009. E' conosciuto con vari sinonimi, quali Trebbianino, Trebbiano Romano, in provincia di Modena si preferisce il sinonimo di Trebbiano di Spagna o in dialetto Tarbianein. Questa varietà è coltivato di regola in pianura, dove trova terreni di medio impasto tendente al sabbioso, ha una buona produzione e una buona resistenza ai parassiti e ad altre avversità, le sue uve ancora oggi vengono utilizzate per la produzione dell'Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP in uvaggio con altri vitigni della zona. Il grappolo è di media dimensione, cilindrico-piramidale, alato, l'acino è medio-piccolo, sferico-ellittico, con buccia mediamente pruinosa, di colore verde-giallo. Il vino ha un colore giallo tendente all'ambrato, fruttato di agrumi e floreale di fiori bianchi, un po' aromatico, con una buona acidità, di buona struttura. Ottimo come vino da dessert e per la produzione di vini frizzanti e spumanti col metodo classico, è indicato anche per aperitivi, primi piatti e secondi di pesce, crostacei, la temperatura di sevizio consigliata è 12°-14°.

VITIGNO RECANTINA

Vitigno autoctono a bacca nera del Veneto, presente nella zona di Asolo, in provincia di Treviso, almeno da quattro secoli, la Recantina, detto anche Recantina Forner dal nome dell'azienda dove è stato recuperato, iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite nel 2007, è stata salvata dall'estinzione grazie ad un lavoro di ricerca da parte del Consorzio. Citato più volte dall'Agostinetti già alla fine del Seicento, la Recantina è presente in questa zona con due varietà, differenti tra di loro solo dalla colorazione del peduncolo, uno è blu-nero, detto Recantina a pecolo scuro, l'altro è rosso, detto Recantina a pecolo rosso. Questo vitigno predilige terreni collinari ben ventilati e soleggiati, ha una produzione elevata e regolare, il grappolo è medio, compatto, conico, l'acino è medio, sferico, con buccia pruinosa, spessa, di colore blu-nero. Il vino ha un colore rosso rubino con riflessi violacei, al naso è fruttato di frutti di bosco, mirtillo, ribes, mora, floreale di violetta e speziato con una leggera presenza di nocciola, vaniglia e chiodi di garofano, al palato è secco, morbido, con una buona acidità, caldo, giustamente tannico, di buona struttura. E' un vino che si abbina a primi piatti succulenti, secondi di grigliate, carni rosse, selvaggina, formaggi stagionati e salumi, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.

lunedì 27 gennaio 2020

VITIGNO MARSIGLIANA NERA

Vitigno autoctono a bacca nera, uno dei più antichi della Calabria, iscritto nel Registro Nazionale nel 1971, la Marsigliana Nera è diffuso principalmente nella fascia costiera tirrenica tra le province di Cosenza e Catanzaro, dove viene utilizzato soprattutto in uvaggio per l'apporto colorante che da' ai mosti. La Marsigliana, chiamata anche Marcigliana, è conosciuto anche con i sinonimi di Arvino, Greco Nero e Magliocco Dolce, grazie al Decreto del maggio 2019. Questa varietà ha una vigoria media e una produzione costante e abbondante, ha una buona resistenza alle gelate, meno alla peronospora e all'oidio.. Il grappolo è medio, cilindrico-conico, mediamente compatto, l'acino è medio-grande, sferico, con buccia pruinosa, consistente, di colore blu-nera. Il vino ha un colore rosso granato intenso con riflessi violacei, aromi fruttati, media alcolicità, acidità e morbidezza, buon equilibrio e media struttura. Si abbina con piatti di media struttura, carni rosse, arrosti, formaggi stagionati, salumi, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.

giovedì 23 gennaio 2020

VITIGNO OLIVELLA NERA

Varietà a bacca nera autoctona della Campania, presente anche nel Lazio, ritenuto uno dei vitigni più antichi presenti sul territorio campano. E'  iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite nel 1971. Col nome di Olivella per lungo tempo venivano descritti e catalogati vitigni diversi tra di loro, accumunati solo dal fatto di avere in comune la forma e il colore dell'acino simile ad un'oliva, infatti è conosciuto con vari sinonimi, quali Olivella Caggiano, Agliuoppo, Agliuoppolo, Lacrima, Zagarese e Strinto Porcino. Questa catalogazione e descrizione ha fatto si da ritenere per molto tempo questo vitigno simile  allo Sciascinoso , cosa che con gli ultimi studi si è stabilito l'esatta distinzione tra i due vitigni. L'Olivella trova il suo terreno di elezione sulle pendici del Vesuvio, concorre, infatti, alla produzione di uno dei vini più famosi della Campania, la Doc Lacryma Christi, in versione rosso e rosato. Ha una media tolleranza alle malattie crittogamiche e resistenza alle avversità climatiche, il grappolo è medio, conico o cilindrico, mediamente compatto, alato, l'acino è medio-piccolo, ellittico, con buccia molto pruinosa, spessa e consistente, di colore blu-nero. Il vino ha un colore rosso rubino intenso con riflessi violacei, al naso è fruttato di ciliegia, prugna, vinoso, al palato è fresco, tannico, di corpo. Vino da tutto pasto, ideale con primi piatti leggeri, secondi poco strutturati, formaggi semi duri, salumi, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.

mercoledì 22 gennaio 2020

VITIGNO OTTONESE O BONVINO BIANCO

Varietà a bacca bianca del Lazio, locata principalmente in provincia di Frosinone, ma anche in provincia di Roma, zona di Tivoli, dove è chiamato Ottonese. Presente in quasi tutta l'Italia centro-meridionale, questo vitigno in Emilia Romagna è chiamato con i sinonimi di Pagadebit e Straccia Cambiale, alludendo alla sua elevata produttività. Le sue origini sono sconosciute, mentre la sua presenza in questi territori è di lunga data, infatti veniva coltivato con duplice attitudine, come uva da tavola e da vinificazione, è una varietà resistente alle avversità e agli attacchi crittogamici. Il grappolo è medio-grande, conico o cilindrico, semi spargolo, spesso alato, l'acino è medio-grande, sferico, con buccia spessa, consistente, di colore verde-giallo, con macchie marroni. Se vinificato in purezza, il vino ha un colore giallo paglierino con riflessi verdolini, con aroma fragrante, delicato, con una elevata acidità, di corpo e armonico, molto adatto alla spumantizzazione. L'abbinamento più congeniale è antipasti e piatti di pesce, crostacei, molluschi, buono anche come aperitivo, la temperatura di servizio consigliata è 12°-14°.

martedì 21 gennaio 2020

VITIGNO PANSALE O MONICA BIANCA

Vitigno a bacca bianca autoctono della Sardegna, presente in tutta l'isola, il Pansale o Monica Bianca è iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite dal 2019. Il Manca dell'Arca cita un Panzale, che nel Nord della Sardegna è chiamato Pansale e ad Oliena è chiamato Calabresa. Non abbiamo notizie della varietà, predilige terreni collinari argillosi-sabbiosi, con buona esposizione, il sistema di allevamento è a media espansione. Il grappolo è medio, conico, mediamente compatto, con 1 o 2 ali, l'acino è medio, ellittico o sferico, con buccia di colore verde-giallo. Il vino ha un colore giallo paglierino con note floreali di acacia, geranio, arancio, con note fruttate di agrumi e frutta esotica, sono presenti anche note speziate, ma con minore intensità. Un abbinamento ideale è con piatti di pesce, crostacei, formaggi molli, la temperatura di servizio consigliata è 12°-14°.

lunedì 20 gennaio 2020

VITIGNO SPIGAMONTI

La storia della varietà Spigamonti è alquando singolare. Scoperto nel 2000 in un vecchio vigneto della Valpolicella dal tecnico della Cantina Sociale di Negrar, Claudio Oliboni, questo vitigno a bacca nera, ritenuto autoctono della zona fino ad allora, non avendo caratteristiche genetiche con altri vitigni, è stato iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite nel 2013, entrando nel 2010 nel disciplinare dell'Amarone, per la sua rusticità, per la resistenza alle malattie e adatto all'appassimento delle sue uve. Purtroppo, di recente, grazie ai continui studi e i confronti dei dati molecolari, è stato possibile risalire alla corretta identità dello Spigamonti, scoprendo che non si tratta di un vitigno autoctono, bensì dell'Aspiran Bouschet, incrocio ottenuto nel 1865 da Henri Bouschet dell'Aspiran Noir con il Teinturier. Il vitigno Spigamonti ha un grappolo medio-piccolo, conico, piuttosto spargolo, con più ali, l'acino è medio, ellittico, con una buccia pruinosa, molto spessa, di colore blu-nero. Il vino ha un colore rosso rubino intenso, con un tannino elegante e un'ottima struttura, vinificato, per ora, sempre in assemblaggio, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.

sabato 18 gennaio 2020

VITIGNO BARATUCIAT

Varietà autoctona a bacca bianca del Piemonte dell'area della Bassa Valsusa e Val Sangone, in provincia di Torino, il Baratuciat deve il suo nome alla espressione dialettale Berla du chat, che sta ad indicare la forma allungata degli acini, simili agli escrementi di gatto (in piemontese chat). La sua prima menzione la troviamo nel Bollettino Ampelografico del 1877, coltivato essenzialmente come uva da tavola. In seguito la diffusione della fillossera, intorno al 1928, causò l'abbandono quasi totale del vitigno. Il suo recupero lo dobbiamo ad un viticoltore di Almese, Giorgio Falca, nel 1991 ed solo nel 2008 questo vitigno è stato iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite. E' un vitigno che predilige terreni collinari ben esposti e assolati, la sua produzione è buona, nelle primavere piovose è soggetto a colatura, teme le gelate. Il grappolo è medio o piccolo, conico-cilindrico, mediamente compatto, con 1 o 2 ali, l'acino è medio-piccolo, allungato, con buccia molto pruinosa, di colore giallo-verde. Il vino ha un colore giallo paglierino con riflessi verdognoli, profumo intenso con sentori di mela verde, pera, ananas, miele d'acacia, al gusto si presenta molto complesso, con una buona acidità, sapido, sostenuto da un buon apporto alcolico, rotondo, pieno, direi quasi elegante, con un finale amarognolo, equilibrato. Ottimo come aperitivo, si accompagna a piatti di pesce, crostacei, carni crude, la temperatura di servizio consigliata è 12°-14°.

sabato 11 gennaio 2020

VITIGNO ALICANTE

Varietà a bacca nera originario della Spagna, introdotta in Italia ad opera degli Aragonesi, precisamente in Sardegna e successivamente diffusa in Toscana, Umbria, Marche, Liguria, Veneto, Emilia Romagna, Calabria, Sicilia. L'Alicante deve il suo nome all'omonima città nel territorio di Valencia, in Spagna è conosciuto col nome di Guarnacha, in Francia col nome di Alicante o Grenache. In Italia, secondo la zona di produzione, viene chiamato Cannonau in Sardegna, in Toscana Alicante, in Liguria Granaccia, in Umbria Gamay del Trasimeno, nelle Marche Vernaccia di Serrapetrona o Vernaccia Nera, in Veneto Tai Rosso, altri sinonimi usati per questo vitigno sono: Uva di Spagna, Uva Maremmana, Tinta, Aragonese, Alicante Femminello. In Sardegna, è bene precisare, viene coltivata un'altra varietà di nome Alicante, ma che non ha nulla a che fare col vitigno in questione, in quanto è un ibrido tra due varietà, il Grenache e il Petit Bouschet, quest'ultimo anche esso francese, creato dal vivaista Henri Bouschet, da cui il nome Alicante Bouschet. La prima citazione di questo vitigno la ritroviamo nel 1877 ad opera del Di Rovasenda, è iscritto nel Registro Nazionale dal 1970. Questa è una varietà che si adatta a qualsiasi tipo di terreno, ma predilige quelli argillosi, marnosi, collinari e ben ventilati, ha una media tolleranza alle malattie crittogame, parassiti e agenti atmosferici. Il grappolo è medio, conico-piramidale, compatto o mediamente compatto, alato, l'acino è medio, sferico, con buccia pruinosa, spessa, coriacea, di colore blu-nero. Utilizzato in uvaggio aumenta colorazione ad altri vini, viene utilizzato sempre più spesso in purezza dove il vino ha un colore rosso rubino intenso con riflessi violacei tendenti al granato, dai profumi fruttati di more e mirtilli, spesso accompagnate da note floreali e speziate, il gusto è pieno, caldo, morbido, tannico, vellutato, molto equilibrato, di corpo. Si accompagna a primi piatti ricchi e strutturati, secondi di cacciagione, arrosti, selvaggina, carni rosse in genere, formaggi duri e stagionati, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.

venerdì 10 gennaio 2020

VITIGNO TAI ROSSO O TOCAI ROSSO

Varietà a bacca nera diffusa nei Colli Berici, in provincia di Vicenza, nel Veneto, iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite nel 1970, il Tai Rosso o Tocai Rosso è chiamato anche col sinonimo di Barbarano, relativamente al comune dove questo vitigno trova la sua zona di elezione storica. Non si conosce come questo vitigno sia giunto in questo territorio, una leggenda racconta che un falegname di Barbarano Vicentino, suddito dell'imperatrice Maria Teresa d'Austria, abbia portato delle barbatelle di ritorno da una missione in Ungheria, piantandole nel suo paese. Le prime citazioni e descrizioni le ritroviamo solo nel 1950 ad opera di Montanari e Caccarelli, mentre da recenti indagini e studi hanno provato l'identità genetica del Tai Rosso con il Cannonau sardo, il Gamay del Trasimeno, il Grenache francese e la Garnacha spagnola. Nel 2007, a seguito di una controversia con l'Ungheria, l'Unione Europea definì il non utilizzo del termine Tocai da parte dell'Italia, così il termine si è mutato in Tai. Questo vitigno predilige terreni argillosi-calcarei, asciutti, con buona esposizione solare, sassosi e friabili, il grappolo è medio-grande, conico-piramidale, da semi serrato a serrato, alato, l'acino è medio, sferico, con buccia molto pruinosa, consistente, di colore nero-violaceo. Il vino ha un colore rosso rubino, profumo intenso con note di lampone, ciliegia, viola, spezie, in bocca è sapido, con tannini eleganti, fine e di buon corpo. L'abbinamento ideale è con piatti tradizionali del territorio, tipo la soppressa vicentina e il baccalà alla vicentina, è un vino da tutto pasto, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.