giovedì 31 ottobre 2019

VITIGNO ROSCIOLA

Iscritto nel 2009 nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite, il Rosciola è un vitigno a bacca rossa autoctono del Lazio, esattamente nella Valle dell'Aniene. Le prime notizie e citazioni storiche le ritroviamo nel censimento delle risorse agricole del 1882. Il Rosciola è un vitigno molto rustico che si adatta a qualsiasi tipo di terreno, sia esso calcare che argilloso,le viti di impianto sono quasi tutte franco di piede, normalmente viene allevata a spalliera, un tempo veniva allevata "maritata". Grazie alla sua rusticità e ad un germogliamento tardivo, riesce a non avere grossi danni dalle gelate e brine primaverili, ha una normale resistenza alle classiche malattie. Il grappolo è di media grandezza, piramidale o cilindrico, alato, spargolo o mediamente compatto, l'acino è medio, sferico, con buccia pruinosa, spessa e consistente, di colore rosa tendente al rosso. Il vino ha un colore rosato tendente al rubino, al naso è fruttato, floreale di rosa, mirtilli, lamponi, ciliegia, vinoso, erbaceo, in bocca è poco alcolico e poco tannico, fresco, equilibrato, intenso, di pronta beva. Utilizzato localmente anche come uva da tavola, il Rosciola è un vino da tutto pasto, si abbina bene ai piatti della tradizione locale, la temperatura di servizio consigliata è 14°-16°.

martedì 29 ottobre 2019

VITIGNO NERETTO (FAMIGLIA)

La famiglia del vitigno Neretto è molto diffuso in Piemonte e, secondo la zona di produzione, assume sinonimi differenti. Sono vitigni minori, rustici, che assumono questo nome a causa del colore intenso delle proprie uve che in assemblaggio con altri vitigni aiutano a dare colorazione ai vini. Già, precedentemente, abbiamo parlato di altri vitigni appartenenti a questa famiglia, qui ne aggiungiamo altri che per caratteristiche sono similari con piccole differenze nella conformazione del grappolo e dell'acino, ma tutti autoctoni a bacca nera, conosciuti e coltivati in queste zone da molto tempo.

VITIGNO NERETTO DI MARENGO
Conosciuto anche col sinonimo di Neretto Fraschetta, dovuto al nome della pianura alessandrina, di questo vitigno non abbiamo molte notizie, troviamo una citazione nel 1877 ad opera del Di Rovasenda nel parlare dei vini rossi prodotti dal Conte Balbo Bertone di Sambuy. Un tempo molto diffuso nella pianura alessandrina, oggi molto ristretto al comune di Marengo, questo vitigno è molto vigoroso, ma poco produttivo, il vino ha un colore rosso rubino intenso, con discreta acidità e buona dose zuccherina. Vino da tutto pasto, si abbina ai piatti tipici locali, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.

VITIGNO NERETTO DURO
Conosciuto anche col sinonimo di Balau, Uva 'd Galvan, diffuso dalle Colline Novaresi fino al Saluzzese, con maggiore presenza nel Pinerolese e nel Canavese, questo vitigno è molto tollerante alla muffa e al marciume, molto rustico, con buona produzione. Il grappolo è medio-piccolo, conico, spargolo, alato, l'acino è medio, sferico, con buccia molto spessa, consistente, pruinosa, di colore blu-nero. Il vino ha un colore rosso rubino intenso, con discreta acidità e tannicità, mordido, consigliato a tutto pasto e ai tipici piatti locali, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.


VITIGNO NERETTO GENTILE
Conosciuto anche col sinonimo Neret cit o solo Neretto, è un vitigno diffuso esclusivamente nel Canavese, molto vigoroso e produttivo. E' molto resistente al marciume, viene allevato, di regola, a pergole cosidette canavesi, il grappolo è grande, piramidale, compatto, l'acino è piccolo, sferico, con buccia spessa, molto pruinosa, di colore blu-nero. Il vino ha un colore rosso rubino poco colorato, poco alcolico, quasi anonimo, di pronta beva, vinificato sempre in assemblaggio con altre uve locali. La temperatura consigliata è 16°-


VITIGNO NERETTO NOSTRANO
Conosciuto anche col sinonimo di Neretto della Val Chiusella, Freisa Blu, Nebbiulin, è coltivato principalmente nel Canavese e nella Bassa Valle d'Aosta. Questo vitigno è poco vigoroso, ma molto produttivo, ormai quasi del tutto abbandonato, il grappolo è medio, piramidale, compatto, l'acino è medio-piccolo, sferico, con buccia pruinosa, di colore blu-nero. Purtroppo le esperienze di vinificazione non hanno dato dei buoni risultati e quindi non abbiamo delle classificazioni in merito.

lunedì 28 ottobre 2019

VITIGNO TINTORE

Il Tintore, conosciuto più come Tintore di Tramonti, è un vitigno a bacca nera della Campania, diffuso dai Monti Lattari alla Costiera Amalfitana, nella Valle dell'Irno e principalmente nel comune di Tramonti, in provincia di Salerno. Iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite solo nel 2010, è conosciuto e coltivato in queste zone da più di cento anni. Qui la viticoltura la possiamo definire "eroica", in quanto gli impianti sono su costoni ripidi, molto simili a quelli della Valle d'Aosta, Cinque Terre in Liguria etc. La coltivazione dei vigneti, quasi tutti di piede franco, sono  a pergolato su terreni argillosi, calcarei, sabbiosi e vulcanici, dando allo stesso terreno un colore rossastro. Due sono le versioni sull'origine del vitigno: la prima è quella che lo vuole simile alle caratteristiche  del vitigno del Molise ilTintilia, l'altra, la più accreditata, anche grazie ad uno studio genetico, che ha definito la sua origine al connubio del vitigno Aglianico col vitigno Tintora, ormai quasi del tutto scomparso.Il grappolo del Tintore è piccolo, cilindrico o conico, spargolo, alato, l'acino è piccolo, tondo, con buccia pruinosa, spessa, di colore quasi nero. Vinificato di regola in uvaggio col Piedirosso e l'Aglianico, il vino, in purezza, ha un colore rosso rubino  intenso con riflessi violacei, fruttato di ribes e mirtillo, floreale, speziato di pepe e ginepro, in bocca ha un buon tenore alcolico e buona acidità, tannino morbido, persistente ed equilibrato. Si abbina a primi piatti strutturati, secondi di carni rosse, maiale, formaggi semi stagionati, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.

giovedì 24 ottobre 2019

VITIGNO NEGRETTO

Il Negretto, conosciuto anche col sinonimo di Negrettino o Maiolo, Neretto o Negretta, è un vitigno autoctono a bacca nera dell'Emilia Romagna, diffuso nel Bolognese e in Romagna, ed iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite nel 1970, deve il suo nome alla colorazione molto scura dei suoi grappoli. La sua prima citazione è del 1303 ad opera del De Crescenzi, successivamente l'Agazzotti nel 1867, Monti nel 1875, fino al Dalmasso nel 1937. Questo vitigno predilige terreni collinari calcarei, ha una produzione elevata ed è resistente all'oidio. Il grappolo è medio, cilindrico o conico, compatto e alato, l'acino è medio, sferico, con buccia pruinosa, mediamente spessa e tenera, di colore blu-nera. Il vino, per la sua intensità di colore, viene utilizzata in uvaggio come uva da taglio, ha un colore rosso rubino intenso, fruttato di piccoli frutti rossi, vinoso, fresco, leggermente tannico, con poca acidità, molto zucchero e di corpo leggero.La temperatura di servizio consigliata è 16°-18°, si abbina favorevolmente a piatti della tradizione locale.

VITIGNO CATALANESCA

Vitigno a bacca bianca della Campania, conosciuto anche con i sinonimi Catalana o Uva Catalana o Katà, diffuso sulle pendici nord occidentali del Monte Somma (Vesuvio), precisamente nei comuni di Somma Vesuviana, Sant'Anastasia, San Sebastiano, Pollena Trocchia e Ottaviano. Importato e conosciuto fin dal XV secolo ad opera di Alfonso I° d'Aragona, allora re delle Due Sicilie, il Catalenesca fu impiantato sulle pendici del Vesuvio ed è iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite dal 2007. Coltivato su terreni collinari vulcanici, ricchi di minerali, questo vitigno gode di una buona esposizione e ventilazione, è vigoroso, il grappolo è  medio, lungo, cilindrico, spargolo, l'acino è medio, rotondo, con buccia spessa, di colore giallo-dorato.Vinificato in purezza, sia in versione secco e passito, il vino ha un colore giallo paglierino carico, tendente al dorato nella versione passito, fruttato e floreale di albicocca, ginestra, acacia, gran tenore alcolico, buona acidità, intenso, morbido, minerale. Il vino, in versione secco, può essere abbinato a crostacei, primi e secondi di pesce, mozzarella con una temperatura di servizio consigliata di 10°-12°, la versione passito è abbinabile alla pasticceria classica e pastiera napoletana, la temperatura di servizio consigliata è 8°-10°.

martedì 22 ottobre 2019

VITIGNO LAMBRUSCA VITTONA

Vitigno autoctono a bacca nera tipica del Piemonte, diffusa nel Pinerolese tra il comune di Barge e le Valli Chisone e Germanasca, dove rappresenta una delle uve basi per la produzione del vino Ramie. Il Lambrusca Vittona, conosciuto anche con il solo sinonimo di Lambrusca o Vittona, è considerato un vitigno eroico, in quanto coltivato in  montagna, dove la viticoltura si espande a gradoni su terreni scoscesi. Questo vitigno gode di una media vigoria e media produzione a causa delle dimensioni piccole del grappolo che è molto resistente al marciume e alla muffa. Come si diceva, il grappolo ha dimensione piccola, cilindrico, mediamente spargolo, raramente con una piccola ala, l'acino è di media grandezza, ellisoidale, con buccia spessa, molto pruinosa, di colore blu-azzurro. Vinificato quasi sempre in assemblaggio con Avanà, Avarengo, Chatus, raramente in purezza da' un vino rosso rubino intenso, fruttato, discretamente alcolico, corposo, con buona acidità. Vino da tutto pasto, viene abbinato ai piatti tipici locali, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.

domenica 20 ottobre 2019

VITIGNO PICULIT NERI

Vitigno a bacca nera autoctono del Friuli, iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite nel 1992, da non confondere con il più famoso Picolit a bacca bianca, il Piculit Neri è diffuso in una piccola zona della provincia di Pordenone, circoscritta ai comuni di Castelnuovo del Friuli e di Valeriano di Pinzano al Tagliamento. Coltivato fin dai tempi antichi e poco conosciuto in campo vitivinicolo, grazie alla pazienza ed intuizione di Emilio Bulfon questo vitigno, insieme ad altri autoctoni del luogo, non è scomparso da queste terre. Ritenuto di avere caratteri comuni al vitigno Refosco, il Piculit deve il suo nome alla dimensione dei suoi grappoli, predilige terreni argillosi, possibilmente ciottolosi. Il grappolo ha dimensioni piccole, cilindrico o conico, semicompatto, di solito con 1 ala, l'acino è medio-piccolo, sferico, con buccia pruinosa, spessa e consistente, di colore blu-nero. Il vino ha un colore rosso rubino, al naso è fruttato di frutti di bosco e spezie, al gusto è morbido, di buon corpo, con buona acidità e una alcolicità sostenuta. L'abbinamento più consigliato è con primi piatti strutturati, secondi di carne, selvaggina, maiale e in genere arrosti, salumi e formaggi stagionati, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.

lunedì 14 ottobre 2019

VITIGNO ARVISIONADU

Vitigno autoctono a bacca bianca della Sardegna, diffuso nella zona del Goceano, principalmente nel comune di Benetutti, in provincia di Sassari, l'Arvisionadu è conosciuto anche con i sinonimi Arvesiniadu, Avresiniadu, Arvusiniagu o Uva Oschirese. Iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite nel 1970, le prime citazioni del vitigno le ritroviamo ad opera di Andrea Manca Dell'Arca nel 1780 nel testo " Agricoltura di Sardegna ", da Sante Cettolini nel 1897, successivamente dal Cara nel 1909, dal Deidda nel 1964 e, più recentemente, da Calò, Costacurta e Scienza nel 2001 con le scede ampelografiche. Per anni quasi dimenticato e costretto ad una sicura estinzione, grazie ad un gruppo di viticoltori è stata costituita la Confraternita dell'Arvisionadu per la tutela del vitigno. L'Arvisionadu è un vitigno vigoroso, predilige terreni collinari, preferibilmente granitici, il grappolo ha dimensioni medie, cilindrico o conico, spargolo con 1 o 3 ali, l'acino è medio, ovoidale, con buccia pruinosa, sottile, mediamente consistente, di colore giallo dorato. Da anni utilizzato sempre in uvaggio, ultimamente viene vinificato anche in purezza, il vitigno si presta a varie lavorazioni, dalla tipologia secco, spumante o alla tipologia Flor, termine spagnolo che significa " lieviti da fiore ", che consiste nella maturazione ossidativa di questi lieviti in botte scolma, molto simile alla lavorazione dello "Sherry". Nella tipologia "secco", il vino ha un colore giallo dorato dai profumi di albicocca, erbe aromatiche, frutta secca, fresco, con.  buona acidità, alcolico, di buon corpo, armonico. Ottimo come aperitivo, molto adatto a primi e secondi di pesce, crostacei, molluschi, carni bianche e piatti tipici sardi, la temperatura di servizio consigliata è 10°-14°, la tipologia Flor è ottimo come vino da meditazione.

giovedì 10 ottobre 2019

VITIGNO CANINA NERA

Non abbiamo notizie di questo vitigno dalle origini sconosciute, un tempo veniva confuso col vitigno e vino Cagnina, diffuso in Romagna, dove localmente viene chiamato il vitigno Terrano del Friuli. Iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite nel 1970, il Canina Nera è diffuso in Romagna, nel Ravennate, pricipalmente nei comuni di Russi e Bagnocavallo, oggi , purtroppo, quasi in via di estinzione e  raramente anche in Toscana, dove esiste un autoctono a bacca bianca, detta Canina Bianca,  in Garfagnana, poco conosciuto. Il grappolo è di grandezza media, piramidale, mediamente compatto, con un paio di ali, l'acino è medio-grosso, sferoidale, con buccia molto pruinosa, di colore blu-nero. Vinificato quasi sempre in assemblaggio con altre uve locali, quali Ancellotta, Marzemino etc., raramente in purezza, da un vino dal colore rosso rubino vivace, dal profumo fruttato, fresco, generalmente poco alcolico, di buona morbidezza, tendenzialmente con un finale amarognolo. Va bevuto preferibilmente giovane con una temperatura di servizio consigliata di 16°e un abbinamento con piatti della tradizione locale non molto strutturati.

martedì 8 ottobre 2019

VITIGNO LUMASSINA

Vitigno a bacca bianca autoctono della Liguria, diffuso nel Savonese tra i comuni di Noli e Finale ligure. Il Lumassina, conosciuto anche con i sinonimi di Buzzetto e Mataosso, è iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite dal 1971, deve il suo nome, che significa lumachina, all'usanza, in passato, di bere il suo vino mangiando un piatto di lumache che in dialetto ligure si dice lumasse. Non abbiamo molte notizie di questo vitigno, sappiamo che molto probabilmente veniva coltivato già dal Trecento, però le prime notizie certe le troviamo ad opera del Di Rovasenda nel 1877 e successivamente nel Bollettino Ampelografico nel 1883. Il Lumassina predilige zone di buona esposizione solare, ha una elevata produzione, il grappolo è di dimensione medio-grande, piramidale, con due o tre ali, compatto, l'acino è medio-piccolo, sferico, con buccia pruinosa, sottile, di colore verde tendente al giallo. Utilizzato quasi sempre in assemblaggio, raramente in purezza, il vino ha un colore giallo paglierino con riflessi verdolini, al naso è fruttato con note di susina, pesca e floreale di camomilla, al gusto è poco intenso, ma con una notevole acidità che lo rende adatto alla spumantizzazione. L'abbinamento ideale è con antipasti, primi e secondi di mare, primi al pesto, paste ripiene, farinata e focaccia genovese, la temperatura di servizio consigliata è 10°-14°.

domenica 6 ottobre 2019

VITIGNO ABBUOTO

Vitigno autoctono a bacca nera del Lazio, conosciuto anche con i sinonimi di Aboto e Cècubo, diffuso quasi esclusivamente nel territorio del comune di Fondi, in provincia di Frosinone. Le origini del vitigno Abbuoto sono antichissime, conosciuto fin dal tempo dei Romani, tanto da essere citato da Orazio e da Plinio. In quel periodo la sua coltivazione si estendeva dal comune di Formia fino al comune di Terracina, oggi ridotto al solo territorio del comune di Fondi, le sue uve davano origine al famoso vino Cècubo insieme al vitigno Uva Serpe, è iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite dal 1970. Questo vitigno predilige potatura corta e forme di media espansione, ha notevole resistenza all'oidio, meno alla peronospora, ma particolare sensibilità alle gelate primaverili, la produzione è media, incostante e, a volte, scarsa. Il grappolo è medio-grande, cilindrico-conico, con una o due ali, l'acino è medio-grande, subrotondo, con buccia spessa, consistente e pruinosa, di colore nero violaceo. Il vino ha un colore rosso rubino intenso con profumi delicatamente fruttati e floreali, al gusto presenta una discreta acidità, una buona tannicità, una sostenuta alcolicità e un buon corpo, si adatta bene ad invecchiamenti, anche se in questi casi tende a perdere colore diventando rosato. Si adatta ad abbinamenti con piatti della tradizione locale, primi e secondi di carne ben strutturati, salumi e formaggi stagionati, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.