giovedì 10 ottobre 2019

VITIGNO CANINA NERA

Non abbiamo notizie di questo vitigno dalle origini sconosciute, un tempo veniva confuso col vitigno e vino Cagnina, diffuso in Romagna, dove localmente viene chiamato il vitigno Terrano del Friuli. Iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite nel 1970, il Canina Nera è diffuso in Romagna, nel Ravennate, pricipalmente nei comuni di Russi e Bagnocavallo, oggi , purtroppo, quasi in via di estinzione e  raramente anche in Toscana, dove esiste un autoctono a bacca bianca, detta Canina Bianca,  in Garfagnana, poco conosciuto. Il grappolo è di grandezza media, piramidale, mediamente compatto, con un paio di ali, l'acino è medio-grosso, sferoidale, con buccia molto pruinosa, di colore blu-nero. Vinificato quasi sempre in assemblaggio con altre uve locali, quali Ancellotta, Marzemino etc., raramente in purezza, da un vino dal colore rosso rubino vivace, dal profumo fruttato, fresco, generalmente poco alcolico, di buona morbidezza, tendenzialmente con un finale amarognolo. Va bevuto preferibilmente giovane con una temperatura di servizio consigliata di 16°e un abbinamento con piatti della tradizione locale non molto strutturati.

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