venerdì 29 novembre 2019
VITIGNO SUMMARIELLO
Vitigno autoctono a bacca nera della Campania, diffuso nel Sannio, precisamente nel comune di Castelvenere e nel comune di Baselice, da cui viene indicato anche col nome di Summariello del Baselice o Moscato di Baselice. Non abbiamo notizie sulla sua origine, la zona di coltivazione è di origine alluvionale con clima mediterraneo caratterizzato da estati calde e asciutte e inverni rigidi, il terreno è argilloso e la produzione è costante. Il Summariello ha una media resistenza alle avversità climatiche e una buona resistenza agli agenti parassitari, il grappolo è medio-corto, cilindrico-conico, compatto, l'acino è medio-piccolo, ovoidale, con buccia di colore blu-nero. Il vino ha un colore rosso rubino con profumi fruttati, dal gusto morbido, tendente al moscato, vinificato quasi sempre in assemblaggio. L'abbinamento ideale è con i piatti tradizionali locali, primi al pomodoro, risotti, carni anche bianche, salumi e formaggi semistagionati, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.
mercoledì 27 novembre 2019
VITIGNO SCIAGLIN
Lo Sciaglin è un vitigno a bacca bianca del Friuli, presente fin dal XV secolo sulle colline ripide di Spilimbergo, in provincia di Pordenone, anche se si hanno testimonianze più antiche risalenti ai Romani, infatti una testimonianza la troviamo nel Pactum Donationis del 762 col termine di Schiadina. Nel corso dei secoli il nome di questo vitigno, che in dialetto friulano deriverebbe dal termine "s'ciale" dal significato di "scala" o "terrazzamento", ha subito varie mutazioni come Sciablin, Sciarlin, Scharlina, fino al termine odierno col quale è stato iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite nel 1992. Nel 1863 le uve dello Sciaglin vennero portate all'Esposizione Regionale delle Uve organizzate dall'Associazione Agraria Friulana di Udine, oggi la sua produzione è circoscritto ai comuni di Castelnuovo del Friuli e Pinzano al Tagliamento. Il grappolo ha dimensioni medio-piccole, piramidale, semispargolo, con 1 o 2 ali, l'acino è medio-piccolo, ovoidale, con buccia poco pruinosa e tenera, di colore giallo-verde. Il vino ha un colore giallo paglierino con riflessi verdolini, il profumo è intenso, fine,marcatamente fruttato con un finale floreale, in bocca è morbido, secco, persistente, con una buona acidità e una buona struttura. Ottimo come aperitivo, va bene con antipasti di terra e di mare, risotti strutturati, zuppe, uova, la temperatura di servizio consigliata è 12°-14°.
lunedì 25 novembre 2019
VITIGNO LACRIMA DEL VALDARNO O GRALIMA
Iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite nel 2018 con l'anagramma Gralima, per non confonderla con gli altri vitigni Lacrima, il Lacrima del Valdarno è un vitigno a bacca nera autoctono della Toscana, incluso dal Bollettino Ampelografico del 1881 tra i vitigni coltivati in provincia di Firenze, però il primo a darne notizia è il Gallesio nel 1883. E' un vitigno tardivo nelle sue fasi fenologiche con una buona e costante produttività, tollera molto bene gli attacchi delle muffe e non presenta particolari sensibilità alle malattie crittogamiche. Il grappolo è corto, conico, compatto, l'acino è medio, tondo, con buccia pruinosa, di colore blu-nero. Il vino ha un colore rosso rubino carico tendente al violaceo, al naso è fruttato, al gusto presenta una elevata tannicità e acidità, l'abbinamento è prettamente con la cucina tradizionale toscana, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.
domenica 24 novembre 2019
VITIGNO FAMOSO O UVA RAMBELA
Vitigno a bacca bianca autoctono dell'Emilia Romagna, diffuso principalmente in Romagna, provincia di Forlì-Cesena e Ravenna, il Famoso, chiamato anche Uva Rambela, è iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite dal 2009. La prima citazione di questo vitigno la troviamo nella Tabella del Dazio Comunale di Lugo nel 1437, successivamente lo cita il Gallesio nel suo "I Giornali di Viaggi" del 1839 senza alcuna descrizione. Una descrizione sulla storia e le origini del Famoso o Rambela la troviamo nel 1879 ad opera del De Bosis nei Bollettini Ampelografici Provinciali. Dopo un periodo di abbandono, solo nell'ultimo decennio, per merito di alcuni viticoltori, è stato riscoperto per la vinificazione, visto che precedentemente veniva utilizzato come uva da tavola. Coltivato su terreni argillosi il Famoso è un vitigno rustico che da' una buona produzione, mediamente sensibile a oidio e peronospora, il grappolo è medio, alato, mediamente spargolo, l'acino è medio, troncovoidale, con buccia spessa e consistente, di colore verde-giallo. Il vino ha un colore giallo paglierino tenue con riflessi verdolini, mentre sotto il profilo olfattivo presenta sentori che richiamano il Moscato e che consentono di ritenerlo un vitigno aromatico, ha note floreali di fiori d'arancio, biancospino e gelsomino, note fruttate di banana, albicocca e pesca e note balsamiche, al gusto è morbido, fresco, intenso e persistente, di buona struttura ed equilibrio. Si presta all'abbinamento con tutti i piatti a base di pesce, con primi piatti speziati, risotti, carni bianche, formaggi freschi, come il Raviggiolo e lo Squacquerone, la temperatura di servizio consigliata è 12°-14°.
sabato 23 novembre 2019
VITIGNO BARBERA SARDA
Non abbiamo notizie certe e provenienza di questo vitigno, la prima citazione la troviamo negli Annuari della Regia Scuola di Viticoltura ed Enologia di Cagliari del 1897. Una recente analisi ha confermato la netta differenzia tra la Barbera Sarda e la Barbera Piemontese, evidenziando semmai una sostanziale vicinanza genetica col vitigno Bovale Sardo. E' iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite dal 1971. Coltivato, di regola, su terreni sabbiosi drenanti, questa varietà ha una media vigoria, una produzione costante e mediamente abbondante e una media resistenza alle avversità climatiche e agenti parassitari. Il grappolo è medio-piccolo, piramidale, compatto e alato, l'acino è medio-piccolo, rotondo, con buccia pruinosa, mediamente spessa, consistente, di colore blu-nero. Il vino ha un colore rosso rubino carico, con una marcata acidità e un moderato tenore alcolico da renderlo piuttosto leggero al palato, di medio corpo e buona bevibilità. E' un vino da tutto pasto da servire ad una temperatura di 16°-18°.
giovedì 21 novembre 2019
VITIGNO BARBERA DEL SANNIO O CAMAIOLA
Vitigno a bacca nera autoctono della Campania, diffuso nella Valle Telesina, principalmente nel comune di Castelvenere, in provincia di Benevento, non ha nulla da spartire col più noto vitigno piemontese. Il Barbera del Sannio rassomiglia un po' nella morfologia a quello piemontese, ed è stata questa rassomiglianza ad indurre l'agronomo Frojo nel 1875 a darle questo nome. In uno studio del 2005 ad opera della Facoltà di Agraria di Portici in collaborazione con l'Istituto Agrario di San Michele all'Adige, si è evidenziato una certa parentela genetica con i vitigni Casavecchia e Catalanesca. Per evitare inutili disguidi, oggi si sta discutendo di cambiare nome a questo vitigno, dandogli il nome di Camaiola, come era conosciuto anticamente in zona, ed è stato iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite nel 2021. Il grappolo è medio, conico-piramidale, spargolo, l'acino è piccolo,rotondo, con buccia sottile, di colore blu-nero. Il vino ha un colore rosso rubino intenso, fruttato di sottobosco, floreale di rosa e viola, vegetale, leggermente speziato, in bocca è gradevole, con una acidità media, un tannino morbido, poco strutturato. L'abbinamento è adatto alla cucina sannita, col classico timballo di pasta "scarpella", primi di pomodoro e grigliate di carni bianche, salumi, formaggi semi stagionati, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.
mercoledì 20 novembre 2019
VITIGNO SENNEN
Il Sennen è un vitigno a bacca nera, coltivato nel Trentino Alto Adige e Veneto, iscritto nel Registro Nazionale nel 2002. Questa varietà, chiamata anche Incrocio Rigotti 107-2, è un incrocio tra il vitigno Merlot e (si credeva) il vitigno Marzemino, effettuato nel 1948 dall'agronomo e genetista trentino Rebo Rigotti. Recenti analisi, effettuate con nuove tecniche di biologia molecolare, hanno evidenziato che i genitori naturali di questa varietà sono Merlot e Teroldego, come nel caso del vitigno Rebo che è conosciuto anche come Incrocio Rigotti 107-3. Il Sennen è un vitigno di buona produttività e ha una maturazione precoce, il grappolo è di media grandezza, cilindrico-conico, spargolo, l'acino è medio, sferico, con buccia pruinosa, spessa e resistente, di colore blu-nero, questa conformazione del grappolo e la bassa sensibilità alla muffa lo rendono un vitigno adatto all'appassimento. Il vino ha un colore rosso rubino intenso con riflessi violacei dal profumo di ciliegia e frutti di bosco, speziato, dal gusto gradevole, con un tannino morbido e vellutato. L'abbinamento consigliato è con primi piatti ben conditi e secondi di carne saporite e strutturati, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.
lunedì 18 novembre 2019
VITIGNO NER D'ALA
Vitigno a bacca nera autoctono della Valle d'Aosta, diffuso maggiormente tra i comuni di Arnad e Montjovet, è conosciuto anche con i sinonimi di Nerdela, Vernassa o Gros Vien. Le origini del Ner d'Ala sono sicuramente anteriori all'Ottocento, però una prima citazione la ritroviamo nel Bollettino della Commissione Ampelografiche delle Province Subalpine del 1881, è iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite dal 1999. Il grappolo è di dimensione grande, piramidale, alato, qualche volta spargolo, l'acino è medio-grande, sferico, con buccia pruinosa, spessa, di colore blu-nero. Di regola utilizzato come uva da taglio, conferisce all'assemblaggio colore e profumi intensi, se vinificato in purezza il vino ha un colore rosso granato con profumi intensi, vinosi, leggermente speziati, il gusto è gradevole, piacevolmente alcolico, di buona acidità e struttura. Vino da tutto pasto, si abbina con primi e secondi piatti della tradizione locale, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.
domenica 17 novembre 2019
VITIGNO ALBARANZEULI BIANCO E NERO
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| Albaranzeuli Bianco |
VITIGNO ALBARANZEULI NERO
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| Albaranzeuli Nero |
Iscritto nel Registro Nazionale nel 1971, l'Albaranzeuli Nero è un vitigno a bacca nera della Sardegna di antichissima coltivazione quasi in via di estinzione, le cui origini sono del tutto sconosciute. L'unico dato certo che abbiamo è la sua somiglianza col vitigno Girò e per questo si pensa che possa essere stato importato in Sardegna durante la dominazione aragonese del XIV secolo. E' conosciuto con vari sinonimi, quali Albarenzelin Nero o Alvarenzelin Nero ed è diffuso nella provincia di Nuoro; da non confondere col Albaranzeuli Bianco, col quale non ha alcun rapporto di parentela. Il grappolo è medio, cilindrico, alato, mediamente compatto, l'acino è medio, sferico, con buccia pruinosa e consistente, di colore rosso-violaceo. Vinificato quasi sempre in assemblaggio, la sua vinificazione in purezza è molto rara per la sua scarsa acidità e il basso tenore zuccherino, per questo non abbiamo note caratteristiche organolettiche.
venerdì 15 novembre 2019
VITIGNO MORADELLA
Vitigno autoctono a bacca nera della Lombardia, diffuso nell'Oltrepò Pavese, in provincia di Pavia e
sulla collina di San Colombano al Lambro, nel Lodigiano, iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite nel 2006, il Moradella entra nella composizione della Doc Oltrepò Pavese Buttafuoco e Oltrepò Pavese Sangue di Giuda. Nella provincia di Pavia la maggior parte delle varietà a bacca nera riportano nel nome il prefisso Mor, che sta ad indicare la caratteristica colorazione nera dell'acino. Nel 1825 Acerbi, seguito successivamente dal Di Rovasenda nel 1877, descrive due tipi di Moradella, uno grosso e uno piccolo, e tre diverse varietà dello stesso legate ai diversi luoghi di coltivazione. Oggi si possono distinguere tre biotipi appartenenti alla stessa famiglia genetica ma differenti nella morfologia: il Moradella Comune o di San Colombano, il Moradella Vermiglio o dal peduncolo rosso, conosciuto anche come Vermiglio e il Moradella Croà a grappolo compatto, chiamato anche solo Croà. Questo vitigno predilige terreni calcarei-argillosi ben soleggiati, ha una buona produttività, non presenta particolare sensibilità alle malattie crittogamiche, ad eccezione dell'oidio, e una buona resistenza alle avversità climatiche. Il grappolo del Moradella grosso ha dimensioni più grandi e una maggiore compattezza rispetto a quello piccolo, il grosso ha una forma conica, mentre il piccolo è quasi piramidale, gli acini sono grossi nel primo e più piccoli nel secondo, sono sferici, molto pruinosi, di colore nero. Vinificato spesso in assemblaggio, il vino, in purezza, ha un colore rosso rubino intenso dal profumo fruttato e speziato, al gusto è pieno, corposo, intenso, morbido, con una buona tannicità e alcolicità. Si abbina a primi e secondi piatti tradizionali lombardi, formaggi mediamente stagionati, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°
sulla collina di San Colombano al Lambro, nel Lodigiano, iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite nel 2006, il Moradella entra nella composizione della Doc Oltrepò Pavese Buttafuoco e Oltrepò Pavese Sangue di Giuda. Nella provincia di Pavia la maggior parte delle varietà a bacca nera riportano nel nome il prefisso Mor, che sta ad indicare la caratteristica colorazione nera dell'acino. Nel 1825 Acerbi, seguito successivamente dal Di Rovasenda nel 1877, descrive due tipi di Moradella, uno grosso e uno piccolo, e tre diverse varietà dello stesso legate ai diversi luoghi di coltivazione. Oggi si possono distinguere tre biotipi appartenenti alla stessa famiglia genetica ma differenti nella morfologia: il Moradella Comune o di San Colombano, il Moradella Vermiglio o dal peduncolo rosso, conosciuto anche come Vermiglio e il Moradella Croà a grappolo compatto, chiamato anche solo Croà. Questo vitigno predilige terreni calcarei-argillosi ben soleggiati, ha una buona produttività, non presenta particolare sensibilità alle malattie crittogamiche, ad eccezione dell'oidio, e una buona resistenza alle avversità climatiche. Il grappolo del Moradella grosso ha dimensioni più grandi e una maggiore compattezza rispetto a quello piccolo, il grosso ha una forma conica, mentre il piccolo è quasi piramidale, gli acini sono grossi nel primo e più piccoli nel secondo, sono sferici, molto pruinosi, di colore nero. Vinificato spesso in assemblaggio, il vino, in purezza, ha un colore rosso rubino intenso dal profumo fruttato e speziato, al gusto è pieno, corposo, intenso, morbido, con una buona tannicità e alcolicità. Si abbina a primi e secondi piatti tradizionali lombardi, formaggi mediamente stagionati, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°
martedì 12 novembre 2019
VITIGNO ACCARDINA O MONTANERA
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| Accardina |
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| Montanera |
martedì 5 novembre 2019
VITIGNO SOMARELLO ROSSO
Iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite nel 2011, il Somarello Rosso è un vitigno autoctono a bacca rossa della Puglia, diffuso nel Barese, in particolare nel comune di Ruvo di Puglia. Deve il suo nome all'abbondante produzione dei grappoli, dei quali il vitigno si carica, come un asino. E' un vitigno che predilige terreni calcarei-argillosi con buona esposizioni e si adatta a climi caldi e aridi, ha una discreta vigoria, sopportata da una abbondante produzione. Questo vitigno ha una normale suscettibilità alla peronospora e all'oidio, ma una media resistenza al marciume. Il grappolo è medio-grande, cilindrico o piramidale, mediamente compatto, spesso con 1 o 2 ali, l'acino è medio, sferico, con buccia pruinosa, coriacea, mediamente spessa, di colore rosso. Il vino ha un colore rosso rubino scarico, molto vicino ad un rosa chiaretto, con note floreali e fruttate, al gusto è mediamente alcolico con una discreta acidità, intensità ed equilibrio gustativo, si presta anche ad una vinificazione in bianco. E' un vino da tutto pasto, si abbina a primi e secondi piatti poco strutturati, carni bianche, pizza, formaggi poco stagionati, la temperatura di servizio consigliata è 14°-16°.
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