lunedì 30 novembre 2020

VITIGNO BONDA

La Val d'Aosta ha un territorio dal punto di vista morfologico alquanto complesso e per coltivare la vite c'è stato bisogno di strappare alla montagna molte aree per la coltivazione dei vitigni sia autoctoni che alloctoni. La grande peculiarità di questa regione, dovuta soprattutto alle condizioni climatiche, è che i suoi vitigni autoctoni devono essere coltivati solo all'interno dei confini regionali e non possono essere esportati in altre regioni. Tra i tanti, che abbiamo già descritti, vi è il Bonda, vitigno a bacca nera, conosciuto anche col sinonimo di Uva Roussa e iscritto nel RNVV nel 1999. Le prime notizie storiche le troviamo a partire dal 1833, spesso è stato confuso, erroneamente, col vitigno Priè Rouge, attualmente la sua coltivazione è attestata in vecchi vigneti con pochi ceppi da Chatillon a Quart. Questa varietà ha una buona produttività e resistenza alle avversità climatiche e alle maggiori malattie della vite, ad eccezione della botrite, il grappolo è grande, piramidale, compatto, alato, l'acino è grande, sferico, con buccia pruinosa, spessa, di colore blu-nero. Utilizzato spesso in assemblaggio con altre varietà locali, a cui conferisce intensità di colore e vivacità di gusto, il vino ha un colore rosso violaceo tendente al granata, dal profumo vinoso, al gusto è aspretto, leggero, poco alcolico, con una moderata acidità. Vino da tutto pasto, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.
 

giovedì 26 novembre 2020

VITIGNO ZIBIBBO NERO


 Recuperato grazie al progetto dell'Assessorato all'Agricoltura della Regione Sicilia per la valorizzazione della piattaforma ampelografica, lo Zibibbo Nero, vitigno a bacca nera, attualmente è presente nella provincia di Trapani, mentre il Bollettino Ampelografico del 1883 lo segnalava presente in alcuni comuni della provincia di Palermo. Non avendo notizie certe sulla sua origine, recentemente alcune indagini molecolari hanno stabilito che l'origine di questa varietà è una mutazione a bacca nera del più noto Moscato d'Alessandria o, come conosciuto in Sicilia, Zibibbo a bacca bianca. Questa è una varietà aromatica che presenta una buona e costante produttività, molto sensibile all'oidio e alla peronospora. Il grappolo è di medie dimensioni, cilindrico o conico, alato, spargolo, l'acino è medio, ellissoidale, con buccia di colore rosso. Il vino ha un colore rosa chiaretto dal caratteristico profumo di moscato, con una buona gradazione alcolica e una sufficiente acidità, equilibrato e con buona struttura, molto indicato per la produzione di vini sia dolci che secchi. Il suo abbinamento varia da piatti a base di pesce a formaggi erborinati e pasticceria, la temperatura di servizio consigliata varia dai 8°-10° ai 12°-14°, secondo la tipologia.

mercoledì 25 novembre 2020

VITIGNO VALENTINO

Il Valentino è un vitigno a bacca nera coltivato prevalentemente in Piemonte ed iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite nel 1977. Nel 1936 il prof. Dalmasso ha incrociato il vitigno Nebbiolo e il vitigno Dolcetto ed è nato il vitigno Valentino, conosciuto anche col sinonimo di "Incrocio Dalmasso 16/8". Nel 2009 l'analisi del DNA di questa varietà ha dimostrato che il Nebbiolo incrociato non è quel vitigno nobile del Barolo e del Barbaresco, bensì è il vitigno "Nebbiolo di Dronero" , detto anche "Chatus", mentre è stato confermato il Dolcetto, quindi il Valentino può essere considerato fratello dei vitigni Passau e San Martino. E' una varietà che predilige terreni collinari argillosi-calcarei di medio impasto, ha una buona produzione, ma incostante, ha una media tolleranza sia alle avversità climatiche che agli agenti parassitari. Il grappolo è di media grandezza, piramidale, alato, mediamente compatto, l'acino è piccolo, sferico, con buccia molto pruinosa, sottile ma consistente, di colore rosso scuro-violetto. Il vino ha un colore rosso rubino scarico, tendente al cerasuolo, poco profumato e intenso, con un corpo e un tenore alcolico debole, va bene come vino da tutto pasto, la temperatura di servizio consigliata è 14°-16°.
 

lunedì 23 novembre 2020

VITIGNO USIRIOTO

Il progetto dell'Assessorato all'Agricoltura della Regione Sicilia per la valorizzazione dell'ampelografia regionale iniziata nel 2003 ha recuperato un'altra cosidetta "reliquia", il vitigno Usirioto a bacca nera, rinvenuto nella zona dei Nebrodi, e iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite nel 2018. Non abbiamo ancora notizie sull'origine di questa varietà, come detto, attualmente la sua presenza è limitata nella zona dei Monti Nebrodi, in provincia di Messina, con pochi ceppi. Questa è una varietà che ha una buona produttività con una maturazione nella seconda decade di settembre, non presenta una particolare suscettibilità alle principali malattie della vite. Il grappolo è di medie dimensioni, cilindrico, da mediamente compatto a compatto, con 1 o 2 ali, l'acino è medio, da sferico a ellissoidale, con buccia pruinosa, consistente, di colore rosso scuro-violetto. Il vino ha un colore rosso rubino scarico, al naso ha una buona intensità sopportata da profumi di frutti di bosco, ciliegia, fragola,e note speziate di pepe e noce moscata, al gusto ha poca acidità e sapidità, mediamente alcolico, un leggero tannino, presenta una struttura e persistenza aromatica media con un finale amarognolo. Vino da tutto pasto, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.
 

venerdì 20 novembre 2020

VITIGNO TERMARINA NERA E TERMARINA O PASSERETTA BIANCA

VITIGNO TERMARINA NERA

La storia dei vitigni Termarini, sia nera che bianca, è un po' strana, in quanto sono vitigni cosidetti "apireni" per l'assenza dei vinaccioli nei piccolissimi acini, solo qualche acino un po' più grosso ne è provvisto. La Termarina Nera è un vitigno autoctono a bacca nera dell'Emilia Romagna, presente nel Parmense e nel Reggiano, e grazie al lavoro svolto dal Consorzio Tutela dei Vini Doc Reggiano e Colli di Scandiano e Canossa, è stato iscritto nel 2007 nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite, è conosciuto anche col sinonimo di Romanino. Questa era una varietà a duplice attitudine, in quanto veniva utilizzata sia come uva da mensa e per la produzione di marmellate, grazie al suo alto grado zuccherino, che per la vinificazione, ottimo per la produzione di passiti. E' un vitigno molto antico di origine sconosciuta, che negli ultimi anni è stato rivalutato, la sua coltivazione è sia in pianura che in collina su terreni di medio impasto, è poco produttivo ed è sensibile all'oidio e alla botrite. Il grappolo è di piccole dimensioni, conico, alato, compatto, l'acino è piccolissimo, rotondo, con buccia mediamente pruinosa, sottile, di colore rosato-blu. Il vino ha un colore rosso rubino, con note floreali e fruttate di rosa, frutti di bosco, ciliegia, in bocca ha una media acidità, sapidità, un alto grado alcolico, di corpo. Si presta come vino da tutto pasto, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.
 

VITIGNO TERMARINA BIANCA O PASSERETTA

La Termarina Bianca è un vitigno autoctono a bacca bianca dell'Emilia Romagna, presente nel Parmense e nel Reggiano già nel Settecento e Ottocento, ma di origine sconosciuta, è conosciuta anche con i sinonimi di Passeretta, Tremarina, Tramarina, Corinto Bianco. Come già precedentemente detto, anche questa è una varietà "apirena" e ultimamente recenti indagini molecolari hanno evidenziato la sinonimia col vitigno "Passeretta" del Piemonte. La Termarina Bianca o Passeretta, come la sua omonima Nera, era una varietà a duplice attitudine, sia utilizzata come una da tavola e per la produzione di marmellate, che come uva da vinificazione, ottima anch'essa per la produzione di passiti, è iscritta nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite dal 2016. Predilige terreni sia pianeggianti che collinari, ha una media e costante produzione, ha una media tolleranza alle malattie della vite, meno alla botrite. Il grappolo è di dimensioni medio-piccolo, cilindrico, alato, mediamente compatto, l'acino è molto piccolo, rotondo, con buccia pruinosa, sottile, di colore verde-giallo. Il vino ha un colore giallo paglierino scarico, dal profumo fruttato e floreale, con un elevato grado alcolico, poca acidità, sapido, di corpo. Si accompagna a primi e secondi di pesce e nella versione passito a formaggi erborinati e pasticceria, la temperatura di servizio consigliata è 8°-14° secondo la tipologia.


domenica 15 novembre 2020

VITIGNO RECUNU


 Nel 2003 l'Assessorato Regionale all'Agricoltura della Sicilia ha iniziato un progetto denominato "Valorizzazione dei vitigni autoctoni siciliani", mirato al recupero e alla valorizzazione del patrimonio ampelografico degli antichi vitigni siciliani, cosidetti reliquia. In questo progetto è stato recuperato il Recunu, antico vitigno a bacca bianca nella zona dei Monti Nebrodi, in provincia di Messina, e alle falde dell'Etna, iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite nel 2018. Questa varietà ha una buona produttività con una maturazione medio-tardiva, ha una media tolleranza alle malattie della vite, il grappolo è di dimensione medio-lungo, cilindrico, alato, da medio a compatto, l'acino è medio, sferico, con buccia di colore verde-giallo. Il vino ha un colore giallo paglierino carico, con profumi fruttati di agrumi e floreali di fiori bianchi, al gusto ha una buona acidità, potenzialmente adatto come base spumante, poco alcolico, una spiccata sapidità, una sufficiente struttura, buona persistenza aromatica, equilibrato. L'abbinamento con primi e secondi piatti di pesce, carni bianche, formaggi poco stagionati, la temperatura di servizio consigliata è 12°-14°.

venerdì 13 novembre 2020

VITIGNO PAOLINA


 Il Paolina, conosciuto anche col sinonimo di Montagna, è un vitigno a bacca bianca del Trentino Alto Adige, un tempo molto presente in provincia di Trento, nella Val di Sarca e Vallagarina, oggi è presente con qualche ceppo lungo le sponde del Lago di Canzolino e nella Valle del Sarca. Citato da vari autori, quali l'Acerbi nel 1825 e Perini nel 1852, oltre alla mappa Ampelografia Trentina, questa varietà è iscritta nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite dal 2009. Predilige terreni di collina sabbiosi con sedimenti alluvionali, ha una buona produzione, sopporta bene i freddi invernali e mostra una buona resistenza alla peronospora e all'oidio, meno alla botrite. Il grappolo è medio-grande, conico, mediamente compatto, alato, l'acino è medio, sferico, con buccia mediamente pruinosa, di colore verde-giallo. Indicato per la produzione di vini spumanti, il vino ha un colore giallo paglierino scarico con riflessi verdolini, dall'aroma fruttato, intenso, al gusto presenta una buona acidità e consistenza, una bassa alcolicità, di corpo leggero, con un finale amarognolo. Indicato per primi e secondi piatti poco strutturati, piatti a base di pesce, la temperatura di servizio consigliata è 12°-14°.

giovedì 12 novembre 2020

VITIGNO NEBBIERA

Il Nebbiera è un vitigno a bacca nera del Piemonte, ottenuto dal prof. Dalmasso nel 1938 dall'incrocio tra il vitigno Nebbiolo e il vitigno Barbera, è conosciuto anche col sinonimo di Dalmasso XV/29. Questa varietà è iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite dal 1977, predilige terreni collinari argillosi-calcarei di medio impasto, ha una produzione buona e costante ed ha una media resistenza sia alle avversità climatiche che agli agenti atmosferici. Il grappolo è di dimensioni medio-grande, cilindrico o piramidale, compatto, alato, l'acino è piccolo, rotondo, con buccia molto pruinosa, sottile ma consistente, di colore rosso-violetto, l'epoca di maturazione è medio-tardiva. Il vino ha un colore rosso rubino intenso tendente al granato, dal profumo fruttato/floreale, intenso, dal gusto pieno, alcolico, con buona acidità, armonico, di corpo. Si abbina con primi e secondi piatti strutturati, carni rosse, arrosti, formaggi stagionati, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.
 

mercoledì 11 novembre 2020

VITIGNO MAJOLINA

Vitigno autoctono a bacca nera della Franciacorta, in Lombardia, il Majolina è coltivato principalmente nel comune di Ome, in provincia di Brescia, è conosciuta anche col sinonimo di Sangallina. La sua origine è incerta, in quanto mancano riferimenti bibliografici, si presume che già nel 1400 fosse coltivato in questa zona, però le prime descrizioni risalgono agli anni settanta del secolo scorso. Secondo alcuni autori questo vitigno sarebbe un lontano parente del vitigno Tempranillo spagnolo, ma non vi sono riscontri certi. Dopo anni di ricerche e studi, nel 2009 il Majolina è stato iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite. Questo vitigno viene coltivato a piede franco, predilige terreni collinari con scarsa fertilità, ben soleggiati, ha una produzione ottima ed ha una buona resistenza agli agenti patogeni e alle avversità climatiche. Il grappolo è di dimensioni medio-grandi, piramidale, compatto, alato, l'acino è grosso, sferico, con buccia mediamente pruinosa, di medio spessore, di colore blu-nero. Spesso utilizzato come uva da taglio per le qualità coloranti, il vino, in purezza, ha un colore rosso rubino intenso, al naso si alternano profumi fruttati, floreali e speziati con note di amarena, frutti di bosco, fiori e pepe, al gusto ritornano tutti i sentori olfattivi, presenta una buona freschezza, un tannino morbido, alcolico, buona struttura e di corpo, adatto all'invecchiamento. L'abbinamento è con primi strutturati, risotti, secondi di carni alla brace, arrosti, formaggi stagionati, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.
 

martedì 10 novembre 2020

VITIGNO LAGARINO BIANCO

Il Lagarino è un vitigno autoctono a bacca bianca del Trentino Alto Adige, presente già da tempo memorabile nella regione, oggi, purtroppo, coltivato in piccole superficie in Val di Cembra, dove viene chiamato anche col sinonimo di Chegarel, altro suo sinonimo è Sghittarello. Il nome deriverebbe, molto probabilmente, da Val Lagarina, anche se qualche autore lo ritiene derivato dal Lagrein Bianco, è iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite dal 2007. Questo è un vitigno che, grazie all'alta resistenza ai freddi invernali, alla peronospora e all'oidio, meno alla botrite, predilige terreni collinari, ma anche di montagna, di media fertilità, ha una buona produttività e una maturazione anticipata. Il grappolo è di medie dimensioni, cilindrico, compatto, l'acino è medio, sferico, con buccia mediamente pruinosa, di colore verde-giallo. Utilizzato spesso come uva da taglio per la sua elevata acidità e come base per spumanti, il vino, in purezza, ha un colore giallo paglierino con riflessi verdolini, l'aroma è floreale-fruttato con note agrumate leggermente speziate, al gusto è molto fresco, poco alcolico, un po' spigoloso, con buona consistenza, di medio corpo, spesso le sue vinacce vengono utilizzate per la produzione di grappa. Adatto per aperitivo, l'abbinamento alla cucina territoriale, a piatti poco strutturati e primi e secondi di pesce è ideale, la temperatura di servizio consigliata è 12°-14°.
 

venerdì 6 novembre 2020

VITIGNO JULIUS


 Grazie all'Istituto Genomica Applicata (IGA) e all'Università di Udine, il Friuli Venezia Giulia sta portando avanti un progetto di approfondimento e realizzazione della viticoltura regionale per il futuro. Lo Julius, vitigno a bacca nera che fa' parte della schiera dei cosidetti Vitigni Piwi, cioè resistenti alle malattie, è stato creato da questo istituto IGA insieme ad altri due vitigni a bacca bianca, il Soreli e il Fleurtai, che analizzeremo più avanti, per la realizzazione di varietà resistenti alle malattie e quindi per la riduzione del trattamento di prodotti chimici in vigna. Lo Julius è iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite dal 2015 ed è originato, molto probabilmente, dal vitigno Regent, a sua volta nato da un incrocio di vitigni in Germania. Questo vitigno predilige terreni collinari-pianeggianti alluvionali, misti di conglomerato, sabbia e argilla, si adatta a qualsiasi forma di allevamento, ha una produzione regolare e costante, resiste a minime invernali fino a -24°C, è inadatto ad essere coltivato in zone dal clima mediterraneo, ha una buona resistenza alla peronospora, un po' sensibile all'oidio. Il grappolo è di grandi dimensioni, cilindrico-conico, mediamente compatto, con 1 o 2 ali, l'acino è medio, ellissoidale, con buccia pruinosa, di colore blu-nero. Il vino ha un colore rosso rubino intenso con profumi fruttato di rabarbaro e floreale, intenso, con un buon tenore alcolico e di acidità, di corpo. La temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.

mercoledì 4 novembre 2020

VITIGNO IUVARELLO O IUVINO

Citato fin dagli inizi dell'800, lo Iuvarello o Iuvino è un vitigno autoctono a bacca bianca della Calabria, presente in quel tempo nei comuni di Diamante e Belvedere Marittimo, in provincia di Cosenza, ora anche nella zona di Castrovillari, sempre in provincia di Cosenza, e in Basilicata. Viene conosciuto anche con i nomi di Vuiune, Vujnu o Buino, è considerato anche come sinonimo del vitigno pugliese Bianco d'Alessano. Non abbiamo notizie storiche dello Iuvarello, predilige terreni collinari, ha una buona tolleranza all'oidio e alla peronospora, la sua maturazione è nella seconda decade di settembre. Il grappolo è di dimensioni medio- grandi, conico, con numerose ali, mediamente compatto, l'acino è medio, sferico, con buccia pruinosa, molto spessa, che varia dal colore giallo-verde al giallo ambrato. Il vino ha un colore giallo paglierino con riflessi verdolini, dal profumo fruttato di mela, agrumi, al gusto è fresco, con buona acidità, secco, di corpo. Buono come aperitivo, è consigliato con piatti a base di pesce, la temperatura di servizio consigliata è 12°-14°.
 

domenica 1 novembre 2020

VITIGNO GOSEN

Il Gosen è un vitigno a bacca nera, coltivato in Trentino Alto Adige e Veneto, ottenuto dall'incrocio dei vitigni Cabernet Franc e Marzemino Gentile grazie a Rebo Rigotti nel 1950, è chiamato anche Incrocio Rigotti 123-4. Da ulteriori studi e ricerche effettuate, risulterebbe probabilmente che il Gosen sia un incrocio tra il vitigno Carmenere e Teroldego, ma questa è un'altra storia. Il Gosen è un vitigno particolarmente indicato nella composizione di vini tipo bordolese e da invecchiamento, grazie ai tannini e alle sostanze coloranti, tanto da permettere un miglioramento agli altri componenti del blend, è iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite dal 2002. Questo vitigno ha una buona vigoria, ma una bassa produzione, presenta una buona resistenza alle crittogame e alla botrite, il grappolo è di medie dimensioni, cilindrico, leggermente spargolo, l'acino è medio, ellissoidale, con buccia resistente, di colore blu-nera. Il vino ha un colore rosso rubino intenso con riflessi violacei, dal profumo speziato di fiori di garofano ed erbaceo, al gusto è intenso, di buona struttura, morbidezza e tannicità, buon tenore alcolico. Ottimo con primi e secondi piatti ben strutturati, salumi e formaggi stagionati, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.