martedì 28 giugno 2022

VITIGNO LAMBRUSCO PJCOL ROSS

Il Lambrusco Pjcol Ross proviene da un antico vitigno della Val d'Enza, in provincia di Reggio Emilia, abbandonato per la scarsa produttività, riscoperto e impiantato circa mezzo secolo fa dalla famiglia Rinaldini. Molti lo ritengono un clone del Lambrusco Gasparossa, mentre altri ritengono che sia un autoctono della zona. La sua coltivazione oggi è ancora molto rara, il grappolo è di medie dimensioni, conico, a volte alato, mediamente compatto, l'acino è medio, sferoidale, con buccia spessa e molto pruinosa. Il vino ha un colore rosso porpora, con bella schiuma rossa, vinoso, con sentori di lamponi, fresco, sapido, con buona acidità, equilibrato, persistente, fine e armonico. I piatti della tradizione emiliana sono il suo abbinamento ideale, anche se non disdegna piatti di zuppe di pesce saporite. La temperatura di servizio consigliata è 6°-10°. 
 

domenica 26 giugno 2022

VITIGNI PIWI

 Cosa sono i vitigni Piwi? Sono vitigni, detti anche ibridi, nati dall'incrocio di diverse varietà di vite, sia europee, americane o asiatiche, per avere più resistenza alle malattie e quindi meno utilizzo in vigna di prodotti chimici. PIWI non è altro che un acronimo derivante dal tedesco pilzwiderstandfahig che significa "viti resistenti ai funghi". Questi vitigni sono ancora poco conosciuti e rari anche se negli ultimi anni vi è stato un incremento grazie ai vari Istituti di Ricerca. Le prime esperienze sono iniziate verso la metà dell'Ottocento in Francia, oggi sono adottati anche da Germania, Austria e Svizzera. In Italia negli ultimi anni le uniche regioni interessate all'impianto di questi vitigni sono Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Veneto e anche Lombardia. La legislazione italiana in materia per ora prevede l'utilizzo di queste varietà solo per la produzione di vini comuni e IGT, è vietato per la produzione di vini DOC e DOCG, anche se si sta studiando di modificare il tutto. La ricerca e la sperimentazione di questi vitigni vedono particolarmente attive la Fondazione Edmund Mach-Istituto Agrario San Michele all'Adige,Università di Udine, Veneto Agricoltura, l'istituto privato Innovitis e il Crea-Ve. Ad oggi alcuni di questi vitigni sono stati iscritti nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite che vado ad elencare e chiaramente non possono essere ritenuti "autoctoni".

VITIGNI PIWI A BACCA BIANCA

Bronner, Cabernet Blanc, Charvir, Fleurtai(già postato), Kersus(già postato), Helios, Johanniter, Muscaris, Palma, Pinot Iskra, Sauvignon Kretos, Sauvignon Rytos, Sauvignon Nepis, Solaris, Soreli(già postato), Souvignier Gris, Valnosia.

VITIGNI PIWI A BACCA NERA

Cabernet Carbon, Cabernet Cortis, Cabernet Eidos, Cabernet Volos, Cabertin, Julius(già postato), Merlot Korus, Merlot Kanthus, Nermantis, Pinotin, Pinot Kors, Pinot Regina, Prior, Regent, Sevar, Termantis, Volturnis.

Tutti i vitigni Piwi hanno la particolarità di avere la buccia spessa.

VITIGNO CROVARO

Il Crovaro è un vitigno a bacca nera identificato nella Valle del torrente Curone e nella Val Borbera, in provincia di Alessandria, in Piemonte e nella Valle Staffora, nell'Oltrepò Pavese, in provincia di Pavia, in Lombardia, dove è conosciuto col sinonimo di Rossarone. Nel corso del 1800 vi è stato una certa confusione sull'identificazione di questa varietà, confusa spesso con altre varietà locali dal nome quasi simile, come ci riferisce il Giulietti nel 1884, riportando le parole di Giuseppe Giacobone di Varzi, in provincia di Pavia. Solo nel 2005 vi è stata una descrizione più attuale e approfondita di questa varietà ad opera del Raimondi. Il grappolo è di medie dimensioni, conico, mediamente compatto, a volte alato, l'acino è medio, ellissoidale, con buccia di colore blu-violetto. Dai viticoltori locali il Crovaro veniva sempre utilizzato in uvaggio con altre uve locali per dare colorazione al vino, pertanto non abbiamo una scheda esplicativa che riguarda la sua vinificazione. 
 

venerdì 24 giugno 2022

VITIGNO VALCAMONEC

Il nome ci indica la provenienza e l'origine di questo vitigno, il Valcamonec, varietà a bacca nera della Valcamonica, in provincia di Brescia, dove era coltivato da moltissimo tempo ma che oggi risulta quasi scomparso. Il grappolo è di medie dimensioni, piramidale, compatto, con due o più ali, l'acino è medio-piccolo, sferico o leggermente appuntito, con buccia pruinosa, consistente, di medio spessore. Produceva un vino dal colore rosso rubino chiaro, leggero di corpo e di grado alcolico, ma con una acidità molto marcata.
 

martedì 14 giugno 2022

VITIGNO BURIAN BIANCO

Il Burian Bianco è un vitigno autoctono a bacca bianca della Toscana, censito nel 2015 dal D'Onofrio in Garfagnana, in provincia di Lucca, dove è conosciuta anche col sinonimo Buriana. Già nel 1992 il Basso lo aveva ritrovato in un vecchio vigneto considerandolo un biotipo del Trebbiano Toscano, ma recenti studi hanno evidenziato che non vi è  nessuna parentela tra i due vitigni, anche se in zona le due varietà vengono ancora confuse. La prima citazione potrebbe essere quella del Redi del 1883 col nome di "Buriano di Pescia" nel suo libro Bacco in Toscana. Non abbiamo molte notizie di questa varietà, però pare, secondo quanto ci riferisce il D'Onofrio, che abbia una relazione di parentela di primo grado col vitigno Nicola, già autoctono della Garfagnana, e col vitigno Sciaccarello della Corsica. Il grappolo è di medie dimensioni, conico o piramidale, mediamente compatto, alato, l'acino è medio, sferoidale, con buccia spessa, di colore verde-giallo.
 

domenica 12 giugno 2022

VITIGNO MILLEGUSTI

Il Millegusti è un vitigno a bacca nera leggermente aromatico del Piemonte, ritrovato in un vecchio vigneto della frazione Rampina di Villaromagnano, nei Colli Tortonesi, in provincia di Alessandria. Non abbiamo notizie sia storiche che di origine di questo vitigno, sappiamo che un tempo era  ben presente in questo comune e in quelli limitrofi. Il grappolo è di dimensioni medio-lungo, cilindrico, mediamente compatto, l'acino è medio, sferoidale, con buccia di colore rosso-violetto. La poca uva prodotta veniva vinificata con le altre varietà presenti in zona, pertanto non abbiamo specifiche vinificazioni di questo vitigno con aroma di moscato.
 

venerdì 10 giugno 2022

VITIGNO MORETTINA O FILIPPINA

Il Morettina o Filippina (sinonimo di Dolciola) è un vecchio vitigno a bacca nera dell'Emilia Romagna, un tempo presente nella zona di Reggio Emilia, ormai quasi del tutto abbandonato per la scarsa produttività. Conservato nella collezione ampelografica dell'Istituto Superiore Antonio Zanelli di Reggio Emilia,  le notizie di questa varietà sono scarse. Il grappolo è di dimensioni medio-piccole, qualche volta alato, l'acino è piccolo, sferico, mediamente spargolo, con buccia pruinosa di colore blu-nero. Le poche notizie sulla vinificazione ci indicano che il vino prodotto ha un colore rosso rubino intenso, molto colorato, ricco di profumi e di zuccheri.
 

giovedì 9 giugno 2022

VITIGNO LAMBRUSCO NOBEL

Il Lambrusco Nobel è un vitigno a bacca nera dell'Emilia Romagna, presente con pochi ceppi in vecchi vigneti della provincia di Reggio Emilia, nonchè nella collezione ampelografica dell'Istituto Antonio Zanelli di Reggio Emilia. Non si conosce l'origine e tantomeno la storia di questo vitigno, sappiamo che ha una elevata produttività, cosa molto apprezzata in alcuni produttori. Il grappolo è di dimensioni medio-grandi, piramidale, compatto, a volte alato, l'acino è medio-piccolo, sferoidale, con buccia pruinosa, di medio spessore, di colore blu-nero. Il vino ha un colore rosso rubino, fruttato, con un elevato livello di acidità e un basso contenuto zuccherino, ma abbastanza armonico.
 

martedì 7 giugno 2022

VITIGNO CODA DI CAVALLO

Il Coda di Cavallo è un antico vitigno autoctono a bacca nera della Campania, attualmente presente, quasi in via di estinzione, sull'Isola di Ischia. Le sue origini sono ignote, pare sia una delle varietà più antiche dell'isola, citata già dalla metà del 1500. Il nome deriva probabilmente dalla forma del grappolo, le notizie ampelografiche e di vinificazione sono scarse. Il grappolo è di medie dimensioni, lungo, cilindrico, mediamente compatto, l'acino è medio, sferoidale, con buccia pruinosa e spessa, di colore blu-viola scuro.
 

lunedì 6 giugno 2022

VITIGNO BUCALO'

Il Bucalò è un vitigno a bacca bianca presente con pochi ceppi nei vecchi vigneti di Corte Bruganella e Ottone, in provincia di Piacenza, nell'Alta Val Trebbia ai confini tra Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte e Liguria. Le origini sono sconosciute e per le sue caratteristiche ampelografiche ed organolettiche sembra essere molto simile al Vermentino. E' una varietà vigorosa ma poco produttiva e predilige terreni fertili e ben esposti. Il grappolo è di medie dimensioni, piramidale, corto, mediamente compatto, l'acino è medio-piccolo, sferico, con buccia di colore verde-giallo. Utilizzato quasi sempre in uvaggio, se vinificato in purezza genera un vino dal colore giallo paglierino intenso con aromi fruttati e vegetali, fine, con un finale amarognolo e complessivamente di buona struttura. 
 

domenica 5 giugno 2022

VITIGNO VERNAZZOLA

Il Vernazzola è un vitigno autoctono a bacca bianca originario del Trentino, attualmente presente in rarissimi filari principalmente nei dintorni di Trento e purtroppo è a rischio di estinzione. E' presente in questa regione dal lontano '600, la prima citazione con relativa descrizione delle caratteristiche enologiche è del 1679 ad opera di Giacomo Agostinetti. Il Vernazzola viene associata da alcuni alla grande famiglia delle Malvasia, anche se dimostra di non assomigliare a nessuna delle altre in particolare, mentre altri lo associano alla famiglia delle Vernacce, con le quali non ha legami di parentela. Il nome deriva probabilmente dal termine latino "vernaculus", che significa "autoctono". Il grappolo è di medie dimensioni, conico, mediamente spargolo, a volte alato, l'acino è medio, sferoidale, con buccia di colore verde-giallo. Il vino ha un colore giallo paglierino, con note fruttate, floreali ed erbacee, leggermente aromatico, al gusto è fragrante, asciutto, persistente, di buon corpo e struttura.
 

sabato 4 giugno 2022

VITIGNO MALVASIA NERA LUNGA

La Malvasia Nera Lunga, detta anche Moscatella o Malvasia rosa, è un vitigno autoctono aromatico del Piemonte, attualmente diffuso sulle colline del Monferrato Astigiano, nei comuni di Castelnuovo Don Bosco, Passerano Marmorito, Pino d'Asti, in provincia di Asti, dove concorre con la Malvasia di Schierano alla produzione della DOC Malvasia di Castelnuovo Don Bosco. Un tempo era quasi sempre confusa con la Malvasia di Schierano, dalla quale si distingue morfologicamente solo per la forma allungata del grappolo. Le analisi genetiche hanno stabilito che si tratta di biotipi diversi e negli ultimi decenni la Malvasia Nera Lunga sta soppiantando quella di Schierano, dovuta principalmente alla sua maggiore produttività e tolleranza alle malattie e nel 2002 è stata iscritta nel RNVV. Il grappolo è di medie dimensioni, allungato, cilindrico, mediamente compatto, alato, l'acino è medio-piccolo, sferoidale, con buccia pruinosa e spessa, di colore blu-violetto. Il vino, in purezza, ha un colore rosso rubino intenso, aromatico e fruttato, fine, intenso, dolce, persistente, di corpo. Si abbina a crostate di frutta, pasticceria secca, ottimo a fine pasto, la temperatura di servizio consigliata è 8°-10°.
 

venerdì 3 giugno 2022

VITIGNO SOPERGA

Il Soperga è un vitigno a bacca nera del Piemonte, ottenuto dal prof.Dalmasso nel 1937 incrociando il vitigno Barbera col vitigno Chatus, detto anche Nebbiolo di Dronero, e per questo è conosciuto anche col sinonimo di Incrocio Dalmasso 4/31, è stato iscritto nel RNVV nel 1977. Il Dalmasso cercava di ottenere con questo incrocio le qualità dei due vitigni. Il Soperga è una varietà dalla produzione abbondante, ha una maturazione medio-tardiva, ha una media resistenza alle avversità climatiche e agli agenti parassitari. Il grappolo è di medie dimensioni, piramidale, compatto, talvolta alato, l'acino è medio-piccolo, ellittico, con buccia molto pruinosa, consistente, mediamente spessa, di colore blu-nero. Utilizzato sia come uva da mensa che da vino, se ne ricava un vino dal colore rosso rubino mediamente intenso, fruttato, poco alcolico, leggero di corpo. In Piemonte la sua coltivazione è scarsamente diffusa.
 

giovedì 2 giugno 2022

VITIGNO PARPORIO

Il Parporio è un vitigno a bacca nera del Piemonte, un tempo coltivato nella zona di Saluzzo, in provincia di Cuneo, dove si otteneva un vino in purezza che veniva consumato appena fermentato, questo è quello che citava il Di Rovasenda nel 1877. Scomparso dopo l'avvento dell'oidio, il Parporio oggi è una rarità ampelografica del Piemonte che si trova in pochissimi ceppi in vecchi vigneti. Il grappolo è di medie dimensioni, conico, particolarmente arcuato, compatto, alato, l'acino è medio, sferico schiacciato, con buccia pruinosa, di colore blu-nero. Questo vitigno finora non ha avuto le attenzioni dovute, cosa che meriterebbe, visto alcuni caratteri enologici positivi, pertanto non abbiamo notizie specifiche di vinificazione.