giovedì 29 ottobre 2020

VITIGNO FENILE

Il Fenile è un vitigno a bacca bianca autoctono della Campania, diffuso nella Costiera Amalfitana, in provincia di Salerno, tra i comuni di Furore, Positano e Amalfi. Il nome, secondo i viticoltori locali, deriverebbe dalla colorazione biondo-dorata dei suoi acini che ricorda il fieno maturo. E' inserito nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite dal 2005 ed entra nel disciplinare della DOC Costa d'Amalfi. Viste le caratteristiche della viticoltura della Costiera Amalfitana che si sviluppa su terrazzamenti con vigneti dove convivono numerose varietà, non abbiamo documentazione storica specifica per questo vitigno. Gli studi sul Fenile, condotti dalla fine degli anni '90 agli inizi degli anni 2000, hanno dimostrato che questa varietà ha una produzione discreta, una buona tolleranza alla siccità, ma minore resistenza alla botrite a causa della buccia sottile dell'acino e per una maturazione precoce. Il grappolo è di dimensioni piccolo-medio, conico-piramidale, mediamente compatto, alato, l'acino è piccolo, ellittico, con buccia pruinosa, sottile, di colore giallo. Vinificato spesso in assemblaggio apportando alle altre varietà morbidezza e dolcezza, il vino ha un colore giallo paglierino tendente al dorato con profumi di miele, agrumi, albicocca, in bocca presenta una bella carica alcolica e una spiccata acidità, è morbido, sapido, di corpo. L'abbinamento con primi e secondi di pesce è ideale, non dimenticando che per la sua dolcezza può essere abbinato alla pasticceria. La temperatura di servizio consigliata è 12°-14°.
 

mercoledì 28 ottobre 2020

VITIGNO ERBANNO

L'Erbanno è un vitigno autoctono a bacca nera della Lombardia, presente in Val Camonica, in provincia di Brescia. Prende il nome dalla località vicino a Boario Terme e la sua iscrizione nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite è del 2009, mentre nel 2018 all'Erbanno è stata riconosciuta la sinonimia con vitigno Schiava Nera. Non abbiamo molte notizie in merito, visto la sua recente scoperta e studio, avvenuto agli inizi degli anni 2000. Per ora la sua coltivazione è limitata a pochi ceppi, ha una discreta produzione, ma ha una ottima tolleranza alle avversità climatiche e agli agenti parassitari, per questo viene preso in considerazione per incrementare la sua coltivazione, grazie alla necessità del minor utilizzo dei trattamenti. Il grappolo è di media dimensione, cilindrico-conico, compatto, con 1 o 2 ali, l'acino è medio, sferico, con buccia pruinosa, mediamente spessa, di colore blu-nero. Il vino ha un colore rosso porpora, dal profumo fruttato di ciliegia, mora e speziati, in bocca ha una buona acidità, sapidità e un tannino leggero, mediamente equilibrato e leggermente di corpo. E' un vino di pronta beva e adatto a tutto pasto, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.
 

lunedì 26 ottobre 2020

VITIGNO CABRUSINA

La Cabrusina è un vitigno autoctono a bacca nera del Veneto, coltivato fin da tempi remoti  in provincia di Verona e nella Valpolicella. Le notizie su questa varietà sono poche, i primi accenni li ritroviamo nel 1825 ad opera dell'Acerbi, successivamente il Sormani Moretti nel 1904 e il Dalmasso nel 1939, è conosciuto anche col sinonimo di Montanara. A partire dal 1970 l'Istituto Sperimentale per la viticoltura di Conegliano in collaborazione con altri enti ha attuato un progetto di ricerca e salvaguardia di questa varietà, la sua iscrizione nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite è del 2014. Oggi la sua diffusione è molto limitata, risulta presente in alcuni vigneti della provincia di Verona con pochi ceppi. La Cabrusina ha una produzione elevata e costante, presenta poca sensibilità alle principali crittogame, è coltivato su terreni collinari di natura morenica con suolo ghiaioso e sabbioso. Il grappolo è di grande dimensione, lungo, conico, compatto, con 2 o 3 ali, l'acino è medio, sferoidale, con buccia molto pruinosa, di colore blu-nero. Utilizzato quasi sempre in assemblaggio con altre uve, apportando colore e acidità, il vino ha un colore rosso rubino con riflessi violacei, dal profumo fruttato, vinoso, dal gusto acidulo, sapido, caldo, equilibrato, di corpo. Si abbina bene a piatti territoriali, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.
 

martedì 20 ottobre 2020

VITIGNO BARSAGLINA

La Barsaglina, conosciuta anche come Massaretta, è un vitigno autoctono della Toscana, presente nelle province di Massa e Carrara, nei Colli di Luni, con una piccola espansione nella confinante Liguria. Coltivato da secoli in questa zona, alla fine degli anni novanta questo vitigno era in via di estinzione, in quanto la lavorazione delle sue uve apportavano al vino un cattivo odore, tanto da meritarsi il titolo di "vino puzzon". Solo nei primi anni del 2000 è stato riscoperto e rivalutato, grazie alle nuove tecniche di lavorazione, infatti oggi è presente in piccoli appezzamenti, tanto da essere ritenuto un prodotto di nicchia per le sue qualità. Recenti studi hanno dimostrato che la Barsaglina potrebbe avere una stretta relazione col vitigno Sangiovese, dovuto alle somiglianze morfologiche. La Barsaglina è iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite dal 1970 ed entra nella composizione della DOC Candia dei Colli Apuani. Questa è una varietà che predilige terreni collinari argillosi-calcarei, ben esposti, ha una produzione buona e regolare, ha una buona resistenza alle malattie, ma scarsa all'oidio. Il grappolo è di grandezza media, piramidale, compatto, spesso con 1 o 2 ali, l'acino è medio-piccolo, ovoidale o sferoidale, con buccia molto pruinosa, di medio spessore, di colore nero-violaceo. Il vino ha un colore rosso rubino intenso, grazie alla ricchezza di polifenoli, con profumi di frutti di bosco, ribes, in bocca è vinoso, tannico, con una buona alcolicità, di buon corpo, equilibrato, con una acidità ben accentuata che ne permette  l'invecchiamento. Un buon abbinamento è con i piatti territoriali, primi ben strutturati, secondi di carni rosse, arrosti, formaggi stagionati, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.
 

lunedì 19 ottobre 2020

VITIGNO SANGINELLA BIANCA

Varietà autoctona a bacca bianca della Campania, specificatamente della  Città di Salerno e zone limitrofe, quali i Colli Picentini, il Sanginella Bianca è un vitigno a duplice attitudine, in quanto la sua uva viene utilizzato sia  come uva da tavola che come uva da vino. In provincia di Caserta, nel comune di Galluccio, è conosciuto col sinonimo di Sant'Antonio, in quanto geneticamente è simile al Sanginella. In Basilicata nel comune di Tolve, in provincia di Potenza, è conosciuto col sinonimo di Mennevacca. Conosciuta già all'epoca della Scuola Medica Salerno, veniva utilizzata esclusivamente solo come uva da tavola, chiamata anche Uva di San Matteo, in quanto maturava nel periodo della festività del Santo Patrono della Città di Salerno, appunto San Matteo. Purtroppo negli anni '60 del secolo scorso la fillossera decimò le coltivazioni e oggi grazie alla passione di alcuni viticoltori in collaborazione con la Regione Campania, l'Assessorato all'Agricoltura della Provincia di Salerno e al Comune di Salerno stanno portando avanti un progetto di recupero e valorizzazione di questo vitigno. Non si conoscono notizie approfondite di questo vitigno, sappiamo che è presente in piccoli appezzamenti collinari, ben assolati, il grappolo è di media grandezza, cilindrico-conico, mediamente compatto, l'acino è medio, ovoidale, con buccia che varia dal verde al giallo dorato, secondo l'esposizione solare. Negli anni '50 dalla sua uva si ricavava un vino da dessert, grazie alla dolcezza e alla croccantezza dei suoi acini, infatti il vino ha un colore giallo dorato con profumi di agrumi, con un ottimo grado zuccherino, spesso vinificato in assemblaggio. Ottimo come vino da fine pasto accompagnato da pasticceria secca, la temperatura di servizio consigliata è 8°-10°.
 

venerdì 16 ottobre 2020

VITIGNO PAVANA

Il Pavana è un vitigno autoctono a bacca nera, presente in Veneto e Trentino Alto Adige, deve il suo nome, molto probabilmente, ad una storpiatura del termine "padovana". Conosciuto anticamente col termine di "Vicentina", in provincia di Belluno è noto col termine di "Nera Gentile di Fonzaso" oppure "Nostrana Nera". E' iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite dal 1971. Nell'800 più volte citato da vari studiosi, quali il Di Rovasenda e l'Acerbi, oggi la sua coltivazione in queste regioni è diminuita. Il Pavana predilige terreni collinari argillosi-calcarei di medio impasto, la sua produttività è buona e regolare, ha una buona resistenza alla peronospora e all'oidio, meno al marciume, la maturazione dell'uva è a fine settembre-prima decade di ottobre. Il grappolo è di dimensioni medie, piramidale, mediamente compatto, co 1 o 2 ali, l'acino è grosso, sferoidale, con buccia pruinosa, spessa e consistente, di colore viola-blu. Il vino ha un colore rosso rubino con note fruttate di frutti di bosco, erbaceo, al gusto è sapido, morbido, con buona acidità, con un finale amarognolo, di corpo. Adatto all'abbinamento con i piatti regionali, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.
 

giovedì 15 ottobre 2020

VITIGNO BIANCACCIA

Conosciuto anche con i sinonimi di Vernanzina del Vicentino, Vernaccia a foglia glabra, Pavana Bianca, Sghittarella, il Biancaccia è un vitigno autoctono a bacca bianca una volta molto diffuso in Val Lagarina e Valsugana. Oggi la sua presenza è limitata a pochi ceppi sia in Trentino che in Veneto e il suo recupero lo si deve ai ricercatori della Fondazione Edmund Mach con la relativa iscrizione nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite nel 2013. L'Acerbi citava una Biancaccia molto presente in Valsugana nel 1825 col nome di Biancazza. Spesso da molti è stato associato erroneamente alla Bianchetta Trevigiana e la Bianchetta Genovese, anche se la sua sinonimia di Vernaccia non ci deve indurre ad associarla con la più nota Vernaccia di San Gimignano e quella di Oristano. Il Biancaccia è un vitigno che predilige terreni freschi fertili, sia di collina che di pianura, ha buona vigoria, ha una buona resistenza ai freddi invernali, alla peronospora e all'oidio, mentre è suscettibile alla botrite. Il grappolo è piuttosto grosso, lungo, conico, spargolo, a volte alato, l'acino è grosso, sferoidale, con buccia mediamente pruinosa, di colore verde-giallo. Il vino ha un colore giallo paglierino con note di fiori bianchi, leggermente erbaceo, con una buona nota di acidità, buona sapidità e alcolicità, mediamente corposo. L'abbinamento ideale è con piatti a base di pesce, la temperatura di servizio consigliata è 12°-14°.
 

lunedì 12 ottobre 2020

VITIGNO BERLA GROSSA

Il Berla Grossa è un vitigno autoctono a bacca nera del Piemonte, presente in Val Chisone, zona Pinerolese, in provincia di Torino. Il suo nome per esteso è "Berla 'd crava grossa" e si distingue dal vitigno Becuet, detto "Berla 'd crava cita" per le dimensioni del grappolo e dell'acino, pertanto le caratteristiche ampelografiche sono alquanto simili. Il Berla Grossa, a differenza del Becuet, non è ancora iscritto nel Registro delle Varietà, però la sua prima citazione la ritroviamo nell'Esposizione Ampelografica di Pinerolo del 1881. Per le caratteristiche prendiamo in riferimento quelle molto simili del vitigno Becuet, per la vinificazione è sempre utilizzato in assemblaggio.
 

sabato 10 ottobre 2020

VITIGNO ORPICCHIO

L'Orpicchio, citato anche con i sinonimi di Orpiccio, Dorpiccio e Dorpicchio, è un vitigno autoctono a bacca bianca della Toscana, in particolare della zona del Valdarno, in provincia di Arezzo, ma anche lungo la costa tirrenica. La sua presenza in diverse zone della Toscana viene citato più volte da vari studiosi nel secolo scorso, solo nel 1995 inizia uno studio più approfondito di questo vitigno grazie all'Azienda Sperimentale dell'Unità di Ricerca per la Vinificazione e nel 2007 viene iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite. L'Orpicchio ha una produzione regolare, presenta una resistenza ai parassiti e alle altre avversità, ma scarsa tolleranza alla botrite. Il grappolo ha dimensione piccolo e corto, conico, compatto, l'acino è medio, sferico, con buccia poco pruinosa, consistente, di colore verde. Il vino ha un colore giallo paglierino intenso, al naso presenta note di albicocca e pesca, in bocca presenta un'acidità piacevole, è sapido, persistente, equilibrato, di corpo. Molto indicato all'abbinamento con piatti a base di pesce, la temperatura di servizio consigliata è 12°-14°.
 

martedì 6 ottobre 2020

VITIGNO FRAUELER

Il Fraueler o Frauler è un antico e raro vitigno d'alta quota autoctono a bacca bianca dell'Alto Adige, presente in pochi ceppi nella Val Venosta. Non è molto diffuso e quei pochi viticoltori lo coltivano come una reliquia, custodendolo gelosamente. Il nome, pare, derivi dalla parola Frau, che in tedesco significa donna-signora, infatti il suo vino viene chiamato anche il "vino delle donne". Le prime citazioni del Fraueler le troviamo nel IXX secolo, però abbiamo scarse notizie, è iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite dal 2018. I terreni di coltivazione sono d'alta quota, in quanto è un vitigno molto resistente al freddo, i terreni sono di natura sabbiosa con scheletro, con allevamento a controspalliera. La produzione è medio-alta, irregolare, con leggera acinellatura, è poco sensibile alle malattie. Il grappolo è medio-lungo, conico, spargolo, con più ali, l'acino è medio, sferoidale, con buccia poco pruinosa, mediamente spessa, di colore verde-giallo. Il vino ha un colore giallo paglierino con riflessi verdolini, dominato da profumi di agrumi e fiori, molto semplice come struttura, leggero di corpo, adatto a pietanze locali. La temperatura di servizio consigliata è 12°-14°.
 

venerdì 2 ottobre 2020

VITIGNI MINORI SARDEGNA

Il progetto AKINAS, in collaborazione con Agris Sardegna, consisteva nel campo vitivinicolo la ricerca di nuovi vitigni autoctoni dell'isola. Tutto questo ha portato alla scoperta di nuove varietà, sia a bacca nera che a bacca bianca, diffuse in tutta l'isola, che nel 2018 hanno ottenuto l'iscrizione nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite. Purtroppo non abbiamo, per ora, molte notizie, pertanto ci limitiamo a fare un elenco di questi nuovi vitigni, in attesa di ulteriori notizie più approfondite.

VITIGNI A BACCA NERA:

Gregu Nieddu, Medrulinu, Nera del Ponte, Niedda Carta, Saluda e Passa.

VITIGNI A BACCA BIANCA:

Condronisca, Crannaccia Arussa, Cuccuau, Licronaxu, Mara Bianca, Selezione Vedele, Bianca Remungia.

L'elenco successivo è relativo ai vitigni iscritti nel 2019 nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite.

VITIGNI A BACCA BIANCA:

Bianca Addusa, Sinnidanu, Doronadu, Granatza.

VITIGNI A BACCA NERA:

Aniga Bragia, Nigheddu Polchinu, Procu Nieddu.

VITIGNI A BACCA ROSA:

Rosonadu, Licronaxu Rosa, Nuragus Arrubiu.

VITIGNO FIUDEDDA

Grazie al progetto AKINAS, coordinato da Agris Sardegna, è stato trovato, insieme ad altri vitigni, il Fiudedda, vitigno autoctono a bacca nera della Sardegna, diffuso nella zona Marmilla, iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite nel 2018. Non avendo notizie e citazioni in merito nel passato, si pensa che possa essere un incrocio tra il Bovale Sardo o Muristellu e il Pansale o Monica Bianca. Coltivato su terreni argillosi-calcarei, questo vitigno ha una produzione media ed è mediamente sensibile alla peronospora. Il grappolo è di media grandezza, conico, da mediamente compatto a compatto, l'acino è medio, ellissoidale, con buccia di colore blu-nero. Non abbiamo ancora notizie sul rapporto vino, pertanto rimandiamo il tutto in attesa di ulteriori notizie.
 

giovedì 1 ottobre 2020

VITIGNO PERLA DEI VIVI

Perla dei vivi è un vitigno autoctono a bacca nera dell'Emilia Romagna, poco diffuso nella provincia di Reggio Emilia, dove viene localmente chiamato anche Lambrusco dei vivi, anche se gli esami del DNA hanno dimostrato che non ha alcuna parentela con la famiglia dei Lambruschi. Grazie al Consorzio per la tutela dei vini del Reggiano e alla collaborazione della " DOC Colli di Scandiano e Canossa", di cui ne fa parte come da disciplinare, questo vitigno è stato recuperato ed ha ottenuto l'iscrizione nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite nel 2007. Non essendo mai citato in scritti del passato e trattati ampelografici, abbiamo pochissime notizie. Dallo studio delle caratteristiche ampelografiche si evidenzia che questo vitigno ha una produttività media e una buona resistenza ai parassiti e alle altre avversità. Il grappolo è di medie dimensioni, di forma piramidale, alato, spargolo, l'acino è medio, sferico, con buccia pruinosa, spessa e consistente, di colore blu-nero. Il vino ha un colore rosso rubino, che spazia dal floreale al fruttato, dal sapore fresco, secco, con buona struttura e corposità. Ideale con i piatti della cucina tradizionale, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.