lunedì 19 ottobre 2020

VITIGNO SANGINELLA BIANCA

Varietà autoctona a bacca bianca della Campania, specificatamente della  Città di Salerno e zone limitrofe, quali i Colli Picentini, il Sanginella Bianca è un vitigno a duplice attitudine, in quanto la sua uva viene utilizzato sia  come uva da tavola che come uva da vino. In provincia di Caserta, nel comune di Galluccio, è conosciuto col sinonimo di Sant'Antonio, in quanto geneticamente è simile al Sanginella. In Basilicata nel comune di Tolve, in provincia di Potenza, è conosciuto col sinonimo di Mennevacca. Conosciuta già all'epoca della Scuola Medica Salerno, veniva utilizzata esclusivamente solo come uva da tavola, chiamata anche Uva di San Matteo, in quanto maturava nel periodo della festività del Santo Patrono della Città di Salerno, appunto San Matteo. Purtroppo negli anni '60 del secolo scorso la fillossera decimò le coltivazioni e oggi grazie alla passione di alcuni viticoltori in collaborazione con la Regione Campania, l'Assessorato all'Agricoltura della Provincia di Salerno e al Comune di Salerno stanno portando avanti un progetto di recupero e valorizzazione di questo vitigno. Non si conoscono notizie approfondite di questo vitigno, sappiamo che è presente in piccoli appezzamenti collinari, ben assolati, il grappolo è di media grandezza, cilindrico-conico, mediamente compatto, l'acino è medio, ovoidale, con buccia che varia dal verde al giallo dorato, secondo l'esposizione solare. Negli anni '50 dalla sua uva si ricavava un vino da dessert, grazie alla dolcezza e alla croccantezza dei suoi acini, infatti il vino ha un colore giallo dorato con profumi di agrumi, con un ottimo grado zuccherino, spesso vinificato in assemblaggio. Ottimo come vino da fine pasto accompagnato da pasticceria secca, la temperatura di servizio consigliata è 8°-10°.
 

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