La Regione Puglia ha coinvolto l'Università degli Studi di Bari, il Centro di Ricerca, Sperimentazione e Formazione in Agricoltura Basile-Caramia di Locorotondo(Bari) e il CNR Istituto per la Protezione Sostenibile delle Piante, sezione di Bari, in un progetto di recupero, di studio, di classificazione e salvaguardia del patrimonio vitivinicolo regionale. Il risultato di questo progetto ha portato alla riscoperta di alcuni vitigni autoctoni, tra cui il Santa Teresa, varietà a bacca bianca, ritrovata in provincia di Taranto, dove veniva coltivato ad alberello e a controspalliera. E' stato iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite (RNVV) nel 2020. Non abbiamo molte notizie di questo vitigno, sappiamo che il grappolo è di forma allungato, conico o cilindrico, compatto, con 1 o 2 ali, l'acino è piccolo, sferoidale, con buccia pruinosa, spessa e consistente, di colore verde-giallo tendente al biancastro. La produttività è regolare e costante, mentre la sua maturità è alquanto tardiva. Il vino ha un colore giallo paglierino, con note fruttate e floreali, al gusto ha una morbidezza e un'acidità equilibrata, strutturalmente lo potremmo definire di corpo. Il suo utilizzo è spesso in uvaggi con altre varietà locali, la temperatura di servizio consigliata è 12°-14°.
martedì 25 gennaio 2022
lunedì 24 gennaio 2022
VITIGNO REALE BIANCA
Altro vitigno rientrato nel progetto dell'ARSIAL Lazio è il Reale Bianca, varietà a bacca bianca, diffuso nel comune di Esperia e parte del comune di Pontecorvo, sempre nella zona dei Monti Aurunci, in provincia di Frosinone. E' iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite (RNVV) dal 2021 e non abbiamo notizie sulle sue origini, ma dalle informazioni di alcuni produttori è emerso che questa varietà è presente in questa zona da oltre un secolo. Il nome Reale Bianca deriva dal fatto di non confonderlo col vitigno Capolongo Bianco che in questa zona è conosciuto col sinonimo di Reale Gialla.Viene coltivato su terreni collinari calcarei, ha una buona vigoria e produzione, una buona resistenza alle malattie climatiche e alle crittogame. Il grappolo è di medie dimensioni, conico, mediamente compatto, l'acino è medio, sferoidale, con buccia spessa, di colore verde-giallo. Il vino ha un colore giallo paglierino con riflessi verdognoli, con note floreali e fruttate, in bocca presenta una buona alcolicità, bassa acidità e una intensità gusto olfattiva buona. La temperatura di servizio consigliata è 12°-14°.
venerdì 21 gennaio 2022
VITIGNO RASPATO NERO
L'Arsial, Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l'Innovazione dell'Agricoltura del Lazio, è costantemente impegnata nel progetto di identificazione, ricerca, riscoperta, classificazione e studio del patrimonio vitivinicolo regionale con particolare attenzione ai vitigni autoctoni. Alcuni vitigni li abbiamo visionati e postati precedentemente, qui parleremo del Raspato Nero, vitigno a bacca nera, originario dei Monti Aurunci con particolare diffusione nel comune di Esperia e Pontecorvo, in provincia di Frosinone. Conosciuto anche col sinonimo di Olivella di Esperia, non abbiamo notizie sulle sue origini , sappiamo che è presente in questa zona da oltre un secolo, infatti nel 1877 è stato citato nel Bullettino Ampelografico e nel 2021 è stato iscritto nel RNVV, Registro Nazionale delle Varietà di Vite. L'areale di coltivazione di questa varietà è su terreni collinari calcarei, ha una buona produzione, l'epoca di maturazione è nella prima decade di ottobre. Il grappolo è di medie dimensioni, cilindrico, mediamente compatto, con 1 o 2 ali, l'acino è medio, ellissoidale, con buccia molta pruinosa, mediamente spessa, di colore blu-nero. Il vino ha un colore rosso rubino intenso con riflessi violacei, con note di frutti di bosco e ciliegia e floreali, al naso si presenta con una buona alcolicità e acidità, morbido, sapido, persistente, di corpo, con una leggera nota amarognola nel finale. L'ideale abbinamento è con primi piatti strutturati, al ragù, secondi di carni rosse, formaggi stagionati, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.
giovedì 20 gennaio 2022
VITIGNO PLINIANA
Nel 1989 il prof. Mario Fregoni dell'Università Sacro Cuore di Milano, sede di Piacenza, in collaborazione con la Regione Lombardia ed Ersaf ha effettuato nell'Oltrepò Pavese un incrocio tra il Riesling Italico e il Pinot Nero ottenendo il vitigno Pliniana, a bacca nera, ed iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite nel 2010. E' una varietà che predilige terreni collinari argillosi-calcarei di buona fertilità, ha una scarsa vigoria ed ha una maturazione medio-precoce. Il grappolo è di piccole dimensioni, corto, cilindrico, da mediamente compatto a compatto, l'acino è di piccole dimensioni, sferico, con buccia di colore blu-nero. Per le sue caratteristiche è adatto per la vinificazione, sia in bianco che in rosso, di vini spumanti, il vino ha un colore rosso rubino con note fruttate e floreali, fresco, sapido, caldo, di corpo.
VITIGNO NERA DEL PONTE
Grazie al progetto Akinas in collaborazione con Agris Sardegna, ad Oliena, in provincia di Nuoro, è stato ritrovato in un vecchio vigneto allevato ad alberello il vitigno Nera del Ponte, a bacca nera, che risulterebbe nato, analisi del suo profilo, dall'incrocio del vitigno Cannonau col vitigno Bovale Sardo o Muristellu. Nel 2018 è stato iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite e la zona di maggiore coltivazione è in Barbagia, è conosciuto anche col sinonimo di Nera di Oliena. Il Nera del Ponte è un vitigno che predilige terreni di media collina, argillosi, calcarei, sabbiosi, ha una buona produzione ed è sensibile alla peronospora, la maturazione dell'uva si attesta, di regola, nella seconda decade di ottobre. Il grappolo è di medie dimensioni, conico, compatto, con 1 o 2 ali, l'acino è medio, sferoidale, con buccia di colore blu-nero. Il vino ha un colore rosso rubino con note fruttate e floreali, mediamente intenso, sapido, fresco, caldo, abbastanza persistente, mediamente strutturato.
mercoledì 19 gennaio 2022
VITIGNO MEDRULINU
Altro vitigno scoperto in Sardegna, grazie al progetto Akinas in collaborazione con Agris Sardegna, è il Medrulinu, a bacca nera, iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite nel 2018. Citato nel corso degli anni da vari autori, quali il Moris, l'Angius e il Cara, che indicavano la sua presenza in varie zone dell'isola, oggi la sua maggiore diffusione è nell'Ogliastra e nella Sardegna Meridionale. I terreni di coltivazione di questa varietà sono perlopiù collinari, argillosi, calcarei e sabbiosi, ha una produzione da media a scarsa ed è molto sensibile alla peronospora, il periodo di maturazione dell'uva si attesta, di regola, nella seconda decade di ottobre. Il grappolo è di medie dimensioni, di forma conico, compatto, con 1 o 2 ali, l'acino è medio, sferoidale, con buccia di colore rosso-violetto. Il vino ha un colore rosso rubino tendente al rosato, poco intenso, con note fruttate, floreali e speziate, poco strutturato e poco persistente.
martedì 18 gennaio 2022
VITIGNO LICRONAXU BIANCO E ROSA
Nel parlare di questi due vitigni mi riferirò principalmente al Licronaxu Bianco, a bacca bianca, in quanto il Licronaxu Rosa, a bacca rosa e a volte a bacca nera, non è altro che una mutazione del precedente e le caratteristiche ampelografiche sono identiche. Sono ambedue iscritti nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite, il Bianco nel 2018 e il Rosa nel 2019. Sono riconosciuti ambedue con gli stessi sinonimi, Arremungiau, Remungiò, Lacconargiu, Lacconarzu, in più il Licronaxu Bianco è conosciuto e coltivato in Corsica col sinonimo di Brustiano Bianco. Citati nel corso degli anni da più autori, quali il Manca, il Moris e il Cettolini, questi due vitigni sono presenti sul territorio sardo da molto tempo e spesso venivano usati anche come uva da tavola. In Sardegna le zone di maggiore coltivazione sono il Sulcis, il Campidano di Oristano e il Mandrolisai su terreni argillosi, sabbiosi e calcarei, hanno una media produzione e sono sensibili alla peronospora. Il grappolo è di media dimensione, conico, da mediamente a compatto, con 1 o 2 ali, l'acino è medio, sferoidale o ellissoidale, con buccia di colore verde-giallo nella varietà bianco e di colore da rosa a rosso nella varietà rosa. Il vino, nella varietà bianco, ha un colore giallo paglierino con riflessi dorati, con note floreali di fiori d'arancio e fruttate di agrumi, mela, pesca, pera, frutta esotica , ha una buona acidità e persistenza gusto olfattiva, ben strutturato. La temperatura di servizio consigliata è 12°-14°. Nella varietà rosa, il vino ha un colore rosso granato con riflessi aranciati, con note floreali e fruttate, poco intenso, poco strutturato e poco persistente. La temperatura di servizio consigliata è 14°-16°.
VITIGNO KERSUS
Nella ricerca di varietà di viti resistenti alle malattie e alle temperature invernali, l'Università di Udine e l'Istituto di Genomica Applicata hanno sperimentato incroci controllati tra vitigni selezionati. Il Kersus, vitigno a bacca bianca che appartiene alla schiera dei cosidetti Vitigni Piwi, cioè resistenti alle malattie, è nato, appunto, dall'incrocio del Pinot Bianco (genitore maschile) e SK-00-17(genitore femminile) e nel 2020 è stato iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite. Questo vitigno ha una elevata vigoria e produzione, si adatta a qualsiasi forma di allevamento e potatura con preferenza al Guyot, ha una elevata resistenza alla peronospora e una buona all'oidio, ha una buona resistenza alle temperature invernali fino a -20°C. Il grappolo è di dimensioni medio-grandi, cilindrico, compatto, a volte alato, l'acino è medio-piccolo, sferoidale, con buccia mediamente pruinosa e spessa, di colore verde-giallo. Il vino ha un colore giallo paglierino che a livello sensoriale assomiglia allo Chardonnay con qualche nota di Pinot Grigio, si caratterizza con profumi di frutta esotica, floreali e agrumati, a livello gustativo è intenso, fresco, sapido, con una buona alcolicità, ben strutturato. La produzione del vino si presta al pronto consumo o a brevi periodi di affinamento, la temperatura di servizio consigliata è 12°-14°.
domenica 16 gennaio 2022
VITIGNO GRECARESE NERO
Grazie al progetto iniziato nel 2016 dal Dipartimento di Agricoltura della Regione Calabria, in collaborazione col Consorzio di Tutela delle Dop Terre di Cosenza, si è giunti all'identificazione e catalogazione di vitigni esistenti su questo territorio. Tra questi vi è il Grecarese Nero, a bacca nera, presente sul versante tirrenico dell'Alto Cosentino, principalmente nel comune di Verbicaro, in provincia di Cosenza, dove è conosciuto e denominato Greco Nero di Verbicaro. E' iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite dal 2021 e, vista la sua recente identificazione, le notizie che abbiamo sono alquanto scarse. E' un vitigno con una buona produzione, ha una media resistenza alle malattie, il grappolo è di medie dimensioni, corto, di forma conico, mediamente compatto, l'acino è medio, ellissoidale, con buccia mediamente spessa e pruinosa, di colore blu-nero. Il vino ha un colore rosso rubino con sentori fruttati e speziati, intenso, con tannini ben sviluppati, elevata persistenza e buona struttura.
venerdì 14 gennaio 2022
VITIGNO FLAVIS
Negli anni '50 del secolo scorso il prof. Italo Cosmo, illustre agronomo e ampelografo, tra le sue tante intuizioni nel campo vitivinicolo, incrociò il vitigno Verdiso con il vitigno Riesling Italico, dando vita al vitigno Flavis, varietà a bacca bianca, chiamato anche Incrocio Cosmo 76. Il Flavis è un vitigno del Veneto, diffuso principalmente in provincia di Treviso, ed è iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite dal 1976. Ha una buona produzione, predilige terreni collinari ed ha una migliore resistenza alle malattie rispetto al Verdiso, per questo spesso negli uvaggi viene preferito al genitore n.1, cioè il Verdiso. Il grappolo è di medie dimensioni, cilindrico, compatto, alato, l'acino è piccolo, sferico, con buccia pruinosa, spessa e consistente, di colore verde-giallo. Utilizzato quasi sempre in uvaggio, il vino, in purezza, ha un colore giallo paglierino con riflessi verdolini con note fruttate e minerali che richiamano quelle dei genitori, al gusto è secco, fresco, gradevole, leggermente amarognolo, armonico. Abbinato a crostacei, piatti di pesce e risotto alle erbe ha il suo perchè, ottimo anche come aperitivo, la temperatura di servizio consigliata è 12°-14°.
giovedì 13 gennaio 2022
VITIGNO DORONADU
Il settore vitivinicolo della Sardegna è una continua sorpresa per la moltitudine di vitigni autoctoni presenti sull'isola. Il ritrovamento e lo studio di questo patrimonio lo si deve al progetto Akinas, condotto e coordinato da Agris Sardegna con la relativa iscrizione nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite. Tra i tanti iscritti (altri li analizzeremo più avanti) vi è il Doronadu, vitigno a bacca bianca, iscritto nel Registro nel 2019. Questo vitigno è un incrocio tra il Cannonau e il Granatza e la zona di maggiore coltivazione è in Barbagia, in Campidano e nella zona di Iglesias, è conosciuto anche col sinonimo di Cannonau Bianco o Cannonau Dorato. Il Doronadu è un vitigno che predilige terreni pianeggianti-collinari, argillosi-sabbiosi, ha una buona resistenza alle malattie, molto sensibile alla peronospora e matura alla prima decade di ottobre. Il grappolo è di medie dimensioni, di forma conico, alato, da mediamente a compatto, l'acino è medio, sferoidale, con buccia di colore verde-giallo. Il vino ha un colore giallo paglierino con riflessi dorati, con note floreali di rosa e fiori di arancio, fruttato di mela, pera, mandorla, al gusto presenta una buona persistenza, ma una media struttura. La temperatura di servizio consigliata è 12°-14°.
mercoledì 12 gennaio 2022
VITIGNO CARRARESA
L'identificazione, classificazione e salvataggio di vitigni autoctoni della Garfagnana, nella Valle del Serchio, in provincia di Lucca, in Toscana, è un progetto partito nel 2007 ad opera del prof. Claudio D'Onofrio del Dipartimento di Scienze Agrarie e Alimentari dell'Università di Pisa. Uno di questi è il vitigno Carraresa, a bacca nera, che già nel 1992 era stato citato dal prof. Basso, il quale identificava due biotipi, una Carraresa Nera, detta anche compatta, e una Carraresa Rada, cioè Spargola. Da ulteriori analisi è stato confermato che questi due biotipi sono lo stesso vitigno. Le notizie che abbiamo sono scarse, sappiamo che ha una buona produzione e che matura agli inizi di ottobre. Il grappolo è di medie dimensioni, conico, alato, da compatto a spargolo, l'acino è medio, obovoidale, con buccia pruinosa, piuttosto sottile, di colore blu-nero. Il vino ha un colore rosso rubino, fruttato, con buona acidità, poco alcolico, con una sufficiente struttura.
venerdì 7 gennaio 2022
VITIGNO BALBINO NERO O MPARINATA
Da uno studio di ricerca a vasto raggio, effettuato da più anni dal ARSSA, Agenzia Regionale per i Servizi e lo Sviluppo in Agricoltura della Calabria, si è giunti alla scoperta e ritrovamento di vitigni autoctoni presenti sul territorio regionale, ormai quasi scomparsi. Uno di questi è il Balbino Nero di Altomonte, in provincia di Cosenza, vitigno a bacca nera, diffuso anche a Cirò, in provincia di Crotone, dove è chiamato dialettalmente Mparinata, cioè infarinata, per via dell'abbondante pruina sugli acini. E' presente in queste zone da tempo immemorabile, supportato, secondo alcuni, dalla citazione fatta più di duemila anni fa da Plinio nel suo saggio "Historia Naturalis". Per molto tempo è stato confuso erroneamente col vitigno Gaglioppo ed era utilizzato come uva da tavola, oggi viene utilizzato in assemblaggio con altre varietà locali. E' un vitigno rustico a maturazione tardiva, ha una produzione abbondante, si adatta a forme di allevamento poco espanse come l'alberello ed è poco sensibile alle principali malattie. Il grappolo è di dimensioni medio-grandi, conico, da spargolo a compatto, a volte alato, l'acino è medio-piccolo, ellissoidale, con buccia molto pruinosa, spessa, di colore blu-nero. Il vino ha un colore rosso rubino, fruttato, gradevolmente dolce e con buona acidità.
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