Il settore vitivinicolo della Sardegna è una continua sorpresa per la moltitudine di vitigni autoctoni presenti sull'isola. Il ritrovamento e lo studio di questo patrimonio lo si deve al progetto Akinas, condotto e coordinato da Agris Sardegna con la relativa iscrizione nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite. Tra i tanti iscritti (altri li analizzeremo più avanti) vi è il Doronadu, vitigno a bacca bianca, iscritto nel Registro nel 2019. Questo vitigno è un incrocio tra il Cannonau e il Granatza e la zona di maggiore coltivazione è in Barbagia, in Campidano e nella zona di Iglesias, è conosciuto anche col sinonimo di Cannonau Bianco o Cannonau Dorato. Il Doronadu è un vitigno che predilige terreni pianeggianti-collinari, argillosi-sabbiosi, ha una buona resistenza alle malattie, molto sensibile alla peronospora e matura alla prima decade di ottobre. Il grappolo è di medie dimensioni, di forma conico, alato, da mediamente a compatto, l'acino è medio, sferoidale, con buccia di colore verde-giallo. Il vino ha un colore giallo paglierino con riflessi dorati, con note floreali di rosa e fiori di arancio, fruttato di mela, pera, mandorla, al gusto presenta una buona persistenza, ma una media struttura. La temperatura di servizio consigliata è 12°-14°.
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