venerdì 30 settembre 2022

VITIGNO VARANO NERO ROSA E BIANCO

Il Varano Nero è un vitigno a bacca nera della Toscana, presente nella zona della Lunigiana, in particolar modo nella frazione Varano del comune di Licciana Nardi, in provincia di Massa e Carrara, da cui ,forse, il nome. E' un vitigno a rischio di estinzione e le uniche citazioni le troviamo nell'Almanacco Pontremolese del 1984. Ha una media produttività ed è resistente al marciume e alla muffa, non abbiamo altre notizie di rilievo per quel che riguarda la vinificazione. Il grappolo è di medie dimensioni, conico, alato, mediamente compatto, l'acino è medio, sferico, con buccia pruinosa, di colore blu-nero.


Il Varano Rosa è un vitigno a bacca rosa dell'Emilia Romagna, presente nella zona della provincia di Rimini, in particolare nei dintorni del comune di Verucchio, dove vi è una località detta "Coste del Varano". Le prime citazione sono del Trinci nel 1726, lo ritroviamo nel Bollettino Ampelografico del Circondario di Rimini del 1879 e nella Collezione Ampelografica di Conegliano, è presente anche in Toscana. Anche di questo vitigno non abbiamo ulteriori notizie, sappiamo che era utilizzato sia in uvaggio che come uva da tavola. Il grappolo è grande, di forma piramidale, compatto, l'acino è grosso, sferico, di colore rosa.

Il Varano Bianco non è altro che una mutazione del Rosa ed è presente anche in Lunigiana.
 

sabato 24 settembre 2022

VITIGNO UVA DELLA QUERCIA

L'Uva della Quercia è un vitigno autoctono a bacca nera dell'Emilia Romagna, presente nelle colline della provincia di Reggio Emilia. Oggi è quasi scomparso e, oltre a quelli conservati nella Collezione Ampelografica dell'Istituto Superiore Antonio Zanelli di Reggio Emilia, sopravvive in pochi esemplari sotto le vecchie querce rimaste nelle campagne. Il nome deriva dal fatto che questo vitigno preferiva gli ambienti freschi e pertanto spesso veniva coltivato in alberata o maritata a grandi querce. Gli Etruschi furono i primi ad adottare la coltivazione della "vite alberata o maritata", però questo termine fu introdotto e utilizzato dai Romani dal I° secolo d.C. Il grappolo è di dimensioni medio-grande, conico, allungato, semicompatto, l'acino è medio, sferico, con buccia pruinosa, di colore blu-nero. Da' un vino dal colore rosso rubino, con profumi fruttati, di media acidità e buona gradazione alcolica.
 

venerdì 23 settembre 2022

VITIGNO SCORZA AMARA

La Scorza Amara, detto anche Nero di Gonzaga o Nerone di Gonzaga, è un vitigno autoctono a bacca nera dell'Emilia Romagna, coltivata fin dall'epoca dei Romani nelle province di Reggio Emilia e Modena, conosciuto anche col sinonimo di Scorza Amara della Val d'Elza, in estensione minore nella provincia di Parma e in Lombardia nella provincia di Mantova. Non sono state trovate citazioni e notizie storiche, il nome è dovuto al gusto amarognolo della buccia, dovuto alla ricchezza di tannini e antociani, che danno al vino un colore intenso e adatto all'invecchiamento. E' un vitigno che ha una buona vigoria ma una produttività incostante, per la quale la sua coltivazione si è molto ridotta e rischia quasi l'estinzione. La solerzia di qualche produttore sta cercando si salvarlo e a vinificarlo, oltre che in uvaggi anche in purezza. Il grappolo è di dimensioni medio-grandi, forma a imbuto, mediamente compatto, alato, l'acino è medio, sferoidale, con buccia pruinosa, di colore blu-nero. Oggi non è ancora molta la sua vinificazione, sappiamo che da' un vino dal colore rosso rubino intenso, dal profumo vinoso, con bassa acidità, buona alcolicità, struttura equilibrata e di corpo.
 

martedì 20 settembre 2022

VITIGNO RASTAJOLA

La zona dove oggi la sua coltivazione, limitata a poche piante nei vigneti, è il Novarese e più specificatamente nei comuni di Ghemme, Sizzano, Romagnano Sesia e Fara Novarese. Parliamo del vitigno Rastajola, autoctono a bacca nera del Piemonte, conosciuto anche col sinonimo di Durera, che un tempo la sua coltivazione era estesa a tutto il Piemonte settentrionale. Qualche pianta di Rastajola è stata trovata anche nel Canavese, zona in provincia di Torino, dove i contadini locali lo chiamano e lo identificano come Erbaluce Nero. Le prime notizie storiche le ritroviamo nel 1877 ad opera del Di Rovasenda, il quale pensava che il Rastajola fosse un sinonimo del vitigno Uva Rara, solo nel 1906 Gerolamo Molon stabilì che le due varietà erano distinte tra loro. E' una varietà di elevata produttività, ma incostante, il grappolo è di dimensioni medie, allungato, conico, mediamente compatto, a volte alato, l'acino è medio, sferoidale, con buccia pruinosa, di colore blu-nero. Utilizzato quasi sempre in uvaggio con altre varietà locali, le rare vinificazioni in purezza attestano che il vino ha un colore rosso rubino scarico e instabile, pertanto non abbiamo notizie enologiche approfondite.
 

venerdì 16 settembre 2022

VITIGNO MUETTO

La Val Borbera è un territorio di confine tra le province di Alessandria in Piemonte, Genova in Liguria, Pavia in Lombardia e Piacenza in Emilia Romagna. La zona più estesa di questa valle è nella provincia di Alessandria, dove si coltiva da sempre un antico e rarissimo vitigno autoctono a bacca nera, il Muetto. Con il tempo era stato quasi del tutto abbandonato, solo in questi ultimi anni è stato riscoperto  e ripiantato, grazie ad alcuni viticoltori, sostenuti anche dalla comunità territoriale, ed hanno costituito un progetto chiamato "Paradiso Val Borbera" per la valorizzazione del territorio. Il Muetto è una varietà che si adatta molto bene a questa valle, che è soggetta frequentemente ad escursioni termiche tra gelate e temperature basse, germoglia tardi e matura presto, nella seconda decade di settembre. Il grappolo è di medie dimensioni, conico-piramidale, mediamente compatto, alato, l'acino è medio, sferico, con buccia pruinosa, di colore blu-nero. Dalle risultanze delle prime vinificazioni il vino presenta un colore rosso rubino scarico, semiaromatico, con profumi fruttati di ciliegia, pesca e floreali di rosa ed ha una buona capacità di accumulo di zuccheri. Per ora non abbiamo ulteriori notizie.
 

mercoledì 14 settembre 2022

VITIGNO ZANELLO

Lo Zanello è un vitigno autoctono a bacca nera del Piemonte, diffuso nel Monferrato, zona tipica delle province di Alessandria e Asti. Non abbiamo notizie sulla sua origine, è conosciuto anche col sinonimo di Zanè. La prima citazione la ritroviamo nel 1798 ad opera del conte Nuvolone, nel 1875 il Demaria e il Leandri danno una descrizione dettagliata di questo vitigno e il Di Rovasenda nel 1877 lo descrive come varietà di tardiva maturazione, utilizzato come uva da mensa e da vino. La sua coltivazione oggi si attesta in pochissimi vecchi vigneti della zona, è suscettibile alla muffa. Il grappolo è di medie dimensioni, allungato, conico-cilindrico, compatto, con una o due ali, l'acino è medio, sferoidale, con buccia pruinosa, di colore blu-nero. Non abbiamo per ora notizie di vinificazione, pertanto rimandiamo il tutto a successivi aggiornamenti.
 

VITIGNO WEISSTERLANER

Questo vitigno a bacca bianca del Trentino Alto Adige è coltivato da secoli nella piana tra Bolzano e Merano, stiamo parlando del Weiss Terlaner o Bianca di Terlano, paese da cui prende il nome. Secondo alcuni viticoltori locali e ampelografi questa varietà sarebbe stata importata probabilmente dal Veneto, questa tesi, infatti, sarebbe avvalorata dal fatto che il Weissterlaner o Weiss Terlaner assomiglia al vitigno Garganega. In passato veniva impiegato in assemblaggio con altre varietà locali per produrre un vino da autoconsumo e, avendo problemi di fecondazione, con gli anni era quasi estinto. E' stato Sebastian Stocker a riscoprire e a salvarlo dall'estinzione e la sua coltivazione, oggi, si attesta in pochi vigneti, allevati a pergola trentina. Non abbiamo per ora molte notizie, sia ampelografiche che di vinificazione. Il grappolo è di medie dimensioni, conico-piramidale, compatto, con una o due ali, l'acino è incostante da piccolo a grosso, tondo, con buccia di colore verde-giallo. 
 

martedì 13 settembre 2022

VITIGNO UVA DELLA CASCINA

Conoscere le origini e a quale cascina possa riferirsi o appartenere, non è dato sapere. L'unica cosa che sappiamo, è che ci troviamo di fronte ad una vera rarità di vitigno, dimenticato perfino dai vivai. E' l'Uva della Cascina, vecchia varietà autoctona a bacca nera della Lombardia, ritenuta completamente perduta e che invece è ancora presente in maniera sporadica in alcuni vigneti dell'Oltrepò Pavese, in provincia di Pavia. Le poche notizie che abbiamo, riguardano l'aspetto ampelografico ed enologico. Questa varietà ha una maturazione precoce, il grappolo è medio-piccolo, conico, compatto, l'acino è medio, sferico, con buccia pruinosa, di colore blu-nero. Da' un vino dal colore rosso rubino con note di frutta rossa e spezie, leggermente aromatico, molto profumato, al gusto è fragrante, dolce, con una buona alcolicità, poco tannico e poca acidità, abbastanza corposo e piuttosto piacevole. 
 

domenica 11 settembre 2022

VITIGNO SABATO

Il Sabato o Uva di Sabato è un vitigno a bacca nera autoctono della Campania presente nella costiera sorrentina, principalmente nel comune di Vico Equense, in provincia di Napoli, e comuni limitrofi. Le sue origini risalgono all'epoca dei Romani, il nome, secondo alcune ipotesi, deriverebbe dal periodo di maturazione. L'uva matura tardivamente che secondo i Romani coinciderebbe con la sesta epoca di maturazione e molti agricoltori hanno pensato di far coincidere questa sesta epoca con il sesto giorno della settimana, da cui il nome "Uva di Sabato". E' una varietà non ancora classificata nell'atlante ampelografico nazionale e per questo nel 2014 è entrato nel progetto ANSENUM, finanziato dalla Regione Campania, per il recupero, la valorizzazione e la salvaguardia dei prodotti nel settore agroalimentare e vitivinicolo. La zona di produzione, come detto, è la costiera sorrentina, dominata dai Monti Lattari, e l'allevamento è a pergolato su terrazzamenti con una buona esposizione, non è un vitigno molto produttivo. Il grappolo è medio-piccolo, conico-piramidale, compatto, alato, l'acino è piccolo, sferico, con buccia pruinosa, di colore blu-nero. Il Sabato da' un vino dal colore rosso rubino intenso, dal profumo vinoso, floreale di viola, al gusto è intenso, alcolico, leggermente tannico, corposo, adatto ad un invecchiamento non molto lungo. Oltre a primi piatti strutturati si adatta ad arrosti, stufati, formaggi stagionati, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.
 

sabato 10 settembre 2022

VITIGNO RUSSIOLA

La Russiola, detto anche Rossiola, è un vecchio vitigno a bacca nera dell'Emilia Romagna, di cui rimangono poche piante nel territorio di Comacchio, in provincia di Ferrara, già presente in questa zona nell'Ottocento. Dalle poche notizie storiche che abbiamo, si deduce che in passato questa varietà godeva di una certa importanza nel campo ampelografico della zona, specialmente nelle aree prossime al mare. Oggi la sua produzione è prettamente relativa ad uso e consumo familiare. Il grappolo è di medie dimensioni, conico, piuttosto compatto, dotato di una o due ali, l'acino è medio, sferoidale, con buccia di colore rosso scuro- violetto. Da' un vino dal colore rosso rubino un po' scarico, limpido, fine, con un alto titolo alcolico, molto indicato come vino da dessert.
 

venerdì 9 settembre 2022

VITIGNO QUATTRO RAPPE

Vitigno autoctono a bacca nera della Sicilia dalle origini sconosciute il Quattro Rappe è ritenuto una varietà "reliquia" di questa regione, presente in via sporadica in vecchi vigneti coltivati ad alberello nella zona di Marsala, in provincia di Trapani. Il nome deriva dalla presunta fertilità dei germogli, ognuno dei quali darebbe origine a quattro grappoli. E' conosciuto col nome di Parpato o Peippato, suo nome originale, che in questa zona ha assunto il nome dialettale di Quattro Rappe o Quattro Grappoli. Questa varietà sarebbe un lontano parente della Granache e l'intelligenza e la testardaggine di alcuni vignaioli hanno messo su un progetto chiamato Halarà, derivante dal greco, che vuol dire "prenditela con calma", per valorizzare questo vitigno. Il grappolo è di medie dimensioni, conico o cilindrico, compatto, alato, l'acino è medio, sferico, con buccia pruinosa, di colore blu-nero. Il vino ha un colore rosso rubino, con note di frutta rossa di fragola e ciliegia, speziato di origano, in bocca è intenso, fine, con un tannino morbido e una freschezza misurata, una buona struttura e un lungo finale.
 

martedì 6 settembre 2022

VITIGNO QUAIARA

La Quaiara è un antico vitigno a bacca nera del Veneto, coltivato esclusivamente nel comune di Grezzana, in provincia di Verona. Gli unici cenni storici di cui siamo in possesso si riferiscono alla Monografia del 1880 del Conte Luigi Sormani Moretti, politico del Regno d'Italia e prefetto di Verona, grande appassionato di agricoltura. Questa varietà è noto anche con i sinonimi di Guajara o Cojara. Presenta un grappolo di medie dimensioni, conico, allungato, spargolo, alato, l'acino è medio, ellissoidale, con buccia pruinosa, mediamente consistente, di colore blu-nero. Questa varietà ha poca produttività e precoce, la sua uva, molto dolce, produce un vino di medio corpo. 
 

VITIGNO POSTIZZA

Il Postizza è un vitigno autoctono a bacca nera dell'Emilia Romagna, presente nelle province di Modena e Reggio Emilia. Citato già dal 1700 da vari autori, solo nel 1840 il Bertozzi, studioso reggiano, lo inserisce nell'elenco dei vitigni della provincia di Reggio, dove tuttora risulta presente in vecchi vigneti. Le sue origini sono sconosciute e molti autori sostengono che sia simile alla Schiava Grossa trentina e quindi un suo sinonimo. Le notizie sono alquanto scarse, quindi ci atteniamo alla descrizione ampelografica. Il grappolo è di medie dimensioni, conico, mediamente compatto, alato, l'acino è medio, sferoidale, con buccia di colore blu-nero. E' utilizzato di solito come uva da taglio per incrementare il grado alcolico degli altri vini rossi.
 

domenica 4 settembre 2022

VITIGNO NIBIÒ

Il Nibiò è un antico vitigno a bacca nera del Piemonte della zona del Monferrato Alessandrino, precisamente la zona compresa tra i comuni di Tassarolo e Gavi. Le sue tracce risalgono al X secolo, diffondendosi successivamente in altre zone, quali Oltrepò Pavese, in Liguria, nel Piacentino e nel Milanese. Nel corso del Novecento del secolo scorso la sua produzione si è ridotta per via della scarsa produttività alla sola zona dell'Alessandrino, dove è conosciuto col sinonimo di Nibiò dalla Picula Rusa, infatti questo vitigno altro non è che una varietà di Dolcetto dal peduncolo rossastro. Il Nibiò è un vitigno che predilige terreni argillosi collinari, ha una bassa produttività, il grappolo è medio-piccolo, conico, spargolo, l'acino è piccolo, sferico, con buccia di colore blu-nero e peduncolo rossastro. Il vino ha un colore rosso aranciato, con profumi di frutti di bosco, fragole e frutta  matura, corposo, asciutto, con tannini morbidi, buona acidità, e buona persistenza, intenso e armonico. Non è un vino da invecchiamento, va bevuto possibilmente giovane.
 

sabato 3 settembre 2022

VITIGNO MONTONICO PINTO BIANCO

Il Montonico Pinto Bianco è un vitigno a bacca bianca originario della Calabria che nel secolo scorso è stato introdotto in Puglia nella zona della Murgia Barese e nella Capitanata, in provincia di Foggia, con dei buoni risultati. Appartiene alla famiglia dei Montonici, da non confondere, perchè diverso, con i vitigni Montonico Bianco e Mantonico Bianco. In alcuni comuni della provincia di Cosenza è chiamato Montonico Ciarchiarisi. Questa varietà presenta una produzione costante, ha scarsa resistenza alle principali crittogame. Il grappolo è di medie dimensioni, allungato, conico o cilindrico, spargolo, alato, l'acino è medio-piccolo, ovale, con buccia poco pruinosa, sottile e consistente, di colore verde-giallo che in maturità assume colore ambrato con pigmentazioni punteggiate. Utilizzato in uvaggio per la DOC Pollino, spesso in Puglia viene utilizzato in purezza e il vino assume un colore giallo paglierino con profumi floreali e fruttati, con buona acidità e struttura, finemente aromatico, ottimo per il pasto completo. La temperatura di servizio consigliata è 12°-14°.
 

venerdì 2 settembre 2022

VITIGNO MOLINELLI

Vitigno a bacca bianca autoctono dell'Emilia Romagna, rinvenuto e scoperto  negli anni '60 del secolo scorso in un vigneto di Ziano Piacentino, in provincia di Piacenza, di proprietà del sig. Molinelli. Il prof. Mario Fregoni, studiando questa varietà nella compilazione della scheda ampelografica, non riscontrando alcun riferimento nel campo ampelografico, chiamò questo vitigno Molinelli, cognome del proprietario del vigneto. Da alcune indagini effettuate negli anni '90 del secolo scorso, è emerso che questo vitigno è uguale ad un vitigno presente in Veneto nella zona di Lonigo, in provincia di Vicenza, chiamato Uveta. Non abbiamo molte notizie di questa varietà, il grappolo si presenta medio-corto, conico, spargolo, l'acino è medio, ellissoidale, con buccia molto pruinosa, di colore verde-giallo. La pianta presenta una buona produttività e una buona tolleranza alla botrite. Il vino ha un colore giallo paglierino, intenso, con profumi floreali e un buon tenore alcolico. Ottimo come aperitivo, indicato per antipasti e piatti a base di pesce, la temperatura di servizio consigliata è 12°-14°.