Da un po' di anni in Calabria è in atto una riscoperta e un salvataggio dall'estinzione di vitigni autoctoni, uno di questi è il Pedilongo, varietà a bacca nera, un tempo coltivato intensamente nella parte centro-meridionale della regione. Oggi lo ritroviamo in maniera sporadica in vecchi vigneti coltivato insieme ad altre varietà, pertanto le notizie sono molto scarse. E' un vitigno produttivo, il grappolo è di medie dimensioni, conico o cilindrico, spargolo a causa dell'acinellatura, a volte alato. l'acino è medio, sferoidale, con buccia di colore blu-nero. Non abbiamo notizie di vinificazioni in purezza, spesso è utilizzato in uvaggio con il Gaglioppo o con altre varietà locali.
martedì 28 febbraio 2023
lunedì 27 febbraio 2023
VITIGNO NERONE
Antico vitigno dalle origini ignote, già citato nel 19° secolo negli Atti della Giunta per la Inchiesta Agraria, il Nerone è una varietà a bacca nera del Lazio in via di estinzione. Presente in alcuni comuni della provincia di Roma e nell'Alta Valle dell'Aniene, grazie all'ARSIAL è in atto il progetto per il suo recupero. Il grappolo è medio-grande, conico, compatto, l'acino è medio, sferoidale, con buccia pruinosa, di colore blu-nero. Secondo alcune testimonianze questo vitigno produrrebbe un vino di qualità, ma non abbiamo notizie specifiche in merito.
mercoledì 22 febbraio 2023
VITIGNO MARA BIANCA
Il Mara Bianca è un vitigno autoctono a bacca bianca della Sardegna, salvato dall'estinzione grazie al progetto AKINAS della Regione Sardegna in collaborazione di AGRIS Sardegna. Confuso erroneamente col vitigno Retagliado Bianco, nel 2018 è stato iscritto nel RNVV. E' una varietà ancora in fase di sperimentazione di vinificazione e la sua coltivazione si attesta nella Sardegna Meridionale. E' molto sensibile alla peronospora e la sua maturazione è a metà di ottobre. Il grappolo è di medie dimensioni, forma ad imbuto, compatto, alato, l'acino è medio, sferoidale, con buccia di colore verde-giallo. Il vino, almeno dalle prime vinificazioni, ha un colore giallo paglierino con riflessi dorati, con note fruttate e floreali, al gusto si nota una elevata acidità, poca struttura e poca persistenza.
martedì 21 febbraio 2023
VITIGNO CASTAGNARA
Il Castagnara è un vitigno autoctono a bacca nera della Campania attualmente coltivato sui Monti Lattari, in provincia di Napoli, dove concorre alla DOC Penisola Sorrentina Rosso. Citato nel corso dei secoli da diversi ampelografi, questa varietà era diffusa in Campania già dal XIX secolo ed è conosciuto anche col sinonimo di Sarnese. Non abbiamo molte notizie in merito, sappiamo, però data la sua scarsa acidità, che viene utilizzato sempre in uvaggio col vitigno Piedirosso e Sciascinoso. Il grappolo è di medie dimensioni, cilindrico, alato, l'acino è piccolo, sferico, con buccia di colore blu-nero.
domenica 19 febbraio 2023
VITIGNO BOTTAIO BIANCO
Il Bottaio Bianco è un vecchio vitigno autoctono a bacca bianca della Toscana, oggi lo si trova in vecchi vigneti con pochi ceppi sparsi nel circondario di Arezzo, nella Val di Chiana e nel Casentinese. E' conosciuto con vari sinonimi, nell'Alto Casentino è chiamato Volpiccio, nella provincia di Firenze Promaticcia, in Umbria nella zona di Orvieto è chiamato Drupeggio o Canaiolo Bianco, in Emilia Romagna nella zona di Rimini e nella Repubblica di San Marino è conosciuto come Cargarello. Nel 1873 il Cinelli lo descrive nell'Ampelografia del Comune di Sinalunga come Bottaccione, mentre il Di Rovasenda nel 1877 collega questa varietà all'Empibotte, vitigno delle Marche. Il Bottaio Bianco è una varietà precoce e produttiva, è sensibile alle malattie fungine, il grappolo è di medie dimensioni, cilindrico, compatto, l'acino è medio, sferico, con buccia mediamente pruinosa e sottile, di colore verde-giallo. Utilizzato quasi sempre in uvaggio, il vino ha un colore giallo paglierino, fruttato e floreale, con un buon tenore alcolico.
venerdì 17 febbraio 2023
VITIGNO ANGELICA
L'Angelica è un vitigno autoctono a bacca bianca del Lazio, un tempo diffuso nel Frusinate ai confini con la Campania, oggi si trova in una piccola zona della Valle del Liri nel comune di Arce, in provincia di Frosinone. Apparterrebbe, molto probabilmente, alla famiglia dei Trebbiani ed è conosciuto anche col sinonimo di Tostarello o Biancuzzo. Salvato dall'estinzione grazie al progetto dell'ARSIAL del Lazio ed essendo in fase di studio, le notizie che ci giungono sono scarse. Il grappolo è di grande dimensione, cilindrico, compatto, a volte alato, l'acino è medio, ellissoidale, con buccia di colore verde-giallo.
VITIGNO UVA DELLA MACCHIA
Il Gargano è un promontorio della Puglia che nel periodo ellenico (Magna Grecia) è stato uno dei territori appetibili per la diffusione della vite insieme agli altri territori pugliesi costieri. Nel corso dei secoli la diffusione della vite in questa zona si è talmente sviluppata a tal punto da essere considerato un territorio vitivinicolo molto importante. Purtroppo col tempo questo interesse si è affievolito tanto da indurre molti coltivatori ad abbandonare i terreni. Oggi la caparbietà di un produttore e botanico di Vico del Gargano, in provincia di Foggia, amante del suo territorio, si è talmente intestardito da coinvolgere alla fine l'Ente Parco del Gargano, la Regione Puglia e la Provincia di Foggia in un progetto di recupero, classificazione e salvaguardia di antichi vitigni. Uno di questi è l'Uva della Macchia, vitigno autoctono a bacca nera, recuperato in un vecchio vigneto tra Peschici e Vieste, in contrada "Macchia", da cui il nome. La sua coltivazione oggi si estende in piccoli vigneti a Vieste e a Vico del Gargano, dove è conosciuto anche col sinonimo di Uva di Vieste. Gli esperimenti di vinificazione effettuati da questa varietà con altri vitigni salvati dall'estinzione, uno dei quali è il Nardobello, a bacca bianca di cui non si conoscono ulteriori notizie, hanno dato vita ad un vino chiamato Macchiatello, derivante dal nome del vitigno principale utilizzato in uvaggio, cioè l'Uva della Macchia. Questo è un vitigno molto produttivo e predilige terreni calcarei, siccitosi e poco profondi, il grappolo è lungo, conico-piramidale, compatto, alato, l'acino è medio-grande, sferico, con buccia molto pruinosa, sottile, di colore blu-violaceo. Il vino ha un colore rosso rubino con profumi fruttati e floreali, con buona alcolicità e acidità, ben strutturato e persistente.
martedì 14 febbraio 2023
VITIGNO TERRIBILE
Un altro vitigno "reliquia" salvato dall'estinzione, grazie al progetto dei ricercatori dell'Università di Catania in collaborazione con il CREA, Centro di Ricerca di Acireale, iniziato negli anni duemila, è il Terribile, varietà autoctona a bacca nera della Sicilia. E' un vitigno reperito in vecchi vigneti alle pendici dell'Etna, frammisto col altre varietà locali, e ripiantato in campi sperimentali per poterlo analizzare e studiare più approfonditamente. Il nome deriverebbe dal fatto che ha una capacità di resistenza alle principali malattie anche in condizioni climatiche difficili e si suppone, ma questo non è stato ancora confermato, che abbia resistito alla fillossera. Le fasi di studio finora analizzate ci confermano che il periodo di maturazione avviene a metà settembre. Il grappolo è di medie-piccole dimensioni, conico, alato, l'acino è medio, ovoidale, con buccia pruinosa, di colore blu-nero.
sabato 11 febbraio 2023
VITIGNO SALUDA E PASSA
Recuperato dal progetto AKINAS di Agris Sardegna, il Saluda e Passa è un vitigno autoctono a bacca nera della Sardegna, iscritto nel 2018 nel RNVV. Le zone di coltivazione di questa varietà sono il Campidano Meridionale, il Marmilla e il Barigadu ed ha una doppia utilizzazione sia come vino che come consumo diretto. Non abbiamo notizie di origine e storiche, sappiamo che è presente in queste zone già da diverso tempo secondo il Cettolini e il Cara, che non descrivono questo vitigno, ma lo citano anche col sinonimo di Aghina Cariasa o Ua Caressia. Questa varietà ha una certa sensibilità alla peronospora e la sua maturazione si concretizza a fine settembre o inizio di ottobre. Il grappolo è lungo di dimensioni, conico, mediamente compatto, con una o due ali, l'acino è medio-lungo, sferoidale, con buccia di colore rosso scuro violetto. Le vinificazioni sperimentali finora effettuate classificano un vino dal colore rosso rubino con riflessi granati, con profumi floreali, fruttati e speziati, in bocca le sensazioni di acidità e morbidezza la fanno da padrone, poco strutturato e poco persistente.
venerdì 10 febbraio 2023
VITIGNO ROSSESE DI CAMPOCHIESA
Confuso per molto tempo col più noto omonimo vitigno di Dolceacqua, da recenti analisi del DNA è stato accertato che il Rossese di Campochiesa, detto anche Rossese di Albenga, è un vitigno autoctono a bacca nera/rossa della Liguria. Prende il nome Campochiesa, frazione del comune di Albenga, in provincia di Savona, dove è maggiormente coltivato e concorre alla DOC Rossese Riviera Ligure di Ponente. Già nel 1964 il Dalmasso e il Mariano indicavano la presenza di un diverso Rossese nella zona di Albenga. Oggi la sua coltivazione si attesta principalmente, come detto, nella frazione di Campochiesa, zona collinare caratterizzato dai tipici terrazzamenti liguri, dove i terreni sono composti da sedimenti marini arenari, condizionati dal clima marino. Il grappolo è di medie-grandi dimensioni, cilindrico o conico, con una o due ali, mediamente compatto, l'acino è medio-piccolo, ellissoidale, con buccia mediamente pruinosa e di medio spessore, di colore blu-nero-rosso violaceo. Il vino ha un colore rosso rubino con profumi di frutti rossi, al gusto è equilibrato, fine ed elegante, la morbidezza e la durezza si equivalgono, l'alcolicità e la tannicità sono contenuti. E' un vino di pronta beva e la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.
martedì 7 febbraio 2023
VITIGNO PEDINO
Il Pedino è un vitigno a bacca bianca del Lazio, recuperato grazie al progetto dell'ARSIAL e oggi iscritto nel Registro Volontario Regionale delle Biodiversità Vegetali in via di estinzione. Non si conoscono le sue origini, la prima citazione documentata la ritroviamo negli "Atti della Giunta per la Inchiesta Agraria" del 1883 col nome di Petino in alcuni comuni, quali Montefiascone, Soriano sul Cimino, Marta, in provincia di Viterbo. Oggi viene coltivato, a rischio di estinzione, in pochissimi vigneti dell'Alto Viterbese., pertanto le notizie che abbiamo sono scarse. Il grappolo è di grande dimensione, conico, spargolo, spesso alato, l'acino è piccolo, sferoidale, con buccia mediamente pruinosa, di colore verde-giallo.
domenica 5 febbraio 2023
VITIGNO OCCHIO DI LEPRE
L'Occhio di Lepre è un vitigno a bacca bianca della Calabria ormai quasi in via di estinzione. La sua limitatissima presenza la troviamo in un vecchio vigneto del comune di Ferruzzano, in provincia di Reggio Calabria. Di questa varietà non si conosce quasi nulla, il nome lo si deve alla rotondità e alla trasparenza dei suoi acini che sembrano simili agli occhi di lepre o di gatto. Il grappolo è di piccole dimensioni, cilindrico, spargolo, l'acino è medio, sferico, con buccia di colore verde-giallo tendente al bianco. Molto probabilmente in passato veniva utilizzato in assemblaggio con altre varietà locali.
sabato 4 febbraio 2023
VITIGNO NERA DEI BAISI
La Nera dei Baisi è un antico vitigno a bacca nera del Trentino Alto Adige, recuperato dall'estinzione nel 2002 attraverso la Conservatoria delle Varietà Autoctone in Vallagarina, in collaborazione con la Fondazione Mach dell'Istituto Agrario di San Michele d'Adige. Il nome deriva dalla frazione Baisi del comune di Terragnolo, in provincia di Trento, dove veniva coltivato nell'unico vigneto esistente. Oggi la sua coltivazione viene effettuata in Valdadige nel comune di Dolcé, in provincia di Verona, nel Veneto, nel vigneto di proprietà dell'Azienda Albino Armani, fautore del salvataggio di questa varietà, che ha la caratteristica di essere resistente alle malattie fungine. E' un vitigno ancora in fase di studio e da recenti ricerche si è determinato che le sue origini sono oggetto di un incrocio tra una vite europea e una americana che corrisponde alla varietà Plantet o Incrocio Seibel 5455, conosciuta anche con i sinonimi di Pignoleta Nera o Solara. Il grappolo è di piccole-medie dimensioni, conico-piramidale, alato, mediamente compatto, l'acino è medio, sferoidale, con buccia pruinosa, di colore blu-nero. Dalle prime vinificazioni il vino si presenta di un rosso rubino con profumi di frutti rossi, ciliegia, fragola, more, floreali di rose, al gusto è fresco, morbido, con una alcolicità ben gestita, poco tannico e una buona struttura. E' un vino da tutto pasto che va bevuto ad una temperatura di 16°-18°.
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