giovedì 9 ottobre 2014

VITIGNO AGLIANICO

foto Agraria.org
Vitigno di grande potenzialità a bacca nera della Campania e Basilicata (zona del Vulture,antico vulcano spento) presente anche in Puglia e Calabria, sempre in Basilicata, zona del Vulture, è chiamato anche Falerno. Le uve del vitigno Aglianico, iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite nel 1970, danno vita a grandi vini DOCG, il Taurasi e l'Aglianico del Taburno in Campania, mentre in Basilicata l'Aglianico del Vulture Superiore e Riserva, che è stato iscritto come vitigno nel Registro Nazionale nel 1971, tutti vinificati in purezza. E' un vitigno antico già esistente all'epoca di Orazio che ne cantò le sue qualità, viene coltivato su terreni collinari di origine vulcanica con allevamento a spalliera, ha foglia media pentagonale, grappolo medio cilindrico più o meno compatto con ali, acino di media grandezza sferoidale con buccia di media resistenza di colore nero. Il vitigno ha abbondante produzione e il vino che ne deriva è longevo e di grande personalità, per questo è chiamato il "Barolo del sud", ha un colore rosso rubino intenso tendente al granato con l'invecchiamento, previsto dal disciplinare di tre anni per la versione " base" e quattro anni per la versione "riserva", ha un profumo etereo, fruttato, floreale, speziato con note di ciliegia, frutti di bosco, viola, tabacco, vaniglia, il gusto è sapido, fresco, tannico, persistente, armonico e vellutato. L'Aglianico si abbina ai cibi territoriali, a primi piatti molto conditi, carni grigliate o al sugo, formaggi stagionati, ha un grado alcolico di 12%vol., la temperatura di servizio è tra i 18°-22°C.

Motto: Il vino non si beve soltanto, si annusa, si osserva, si gusta, si sorseggia
            e.... se ne parla. ( Re Edoardo VII )

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