mercoledì 8 ottobre 2014

VITIGNO ANSONICA o INZOLIA BIANCA E NERA

foto Acquabonaelba.it
 Vitigno a bacca bianca della Sicilia, chiamato Inzolia, e della Toscana ( Isola d'Elba, Isola del Giglio e Argentario ), chiamato Ansonica, iscritto nel Registro Nazionale nel 1970, presente anche in Calabria e Sardegna ma meno diffuso. Il termine Inzolia è riservato esclusivamente per il vitigno siciliano, mentre nelle altre zone del continente il termine usato è Ansonica. Pur avendo origini incerte, molti studiosi concordano sulla sua importazione in Sicilia durante il dominio normanno nel Mediterraneo. Predilige terreni argillosi-calcarei,permeabili che garantiscono al vitigno una buona riserva d'acqua nei periodi di siccità, viene coltivato nelle zone costiere o collinari con clima caldo e ventilato. Anni fa veniva coltivato ad alberello, oggi  molte aziende vitivinicole preferiscono la coltivazione a spalliera per una  migliore qualità produttiva, infatti questo vitigno ha un'ottima vigoria e produttività, le uve maturano nelle prime due settimane di settembre. La foglia è media di forma pentagonale, il grappolo è medio-grande di forma tronco-piramidale con una o due ali, l'acino è medio-grande di forma ellissoidale con buccia spessa di colore giallo dorato tendente all'ambrato. Il vino ha un colore giallo paglierino con riflessi verdolini con sentori di frutta, di fiori, di erba con note di pesca, albicocca, melone, noce, mandorla, fieno, ha un buon corpo, sapido con acidità contenuta. L'uva ha una buona concentrazione di zuccheri, una ottima attitudine all'appassimento per la produzione di vini dolci e per queste sue caratteristiche viene utilizzato in uvaggio con altri vitigni alla produzione del famoso Marsala. Il vino Ansonica o Inzolia, secondo la tipologia, si abbina a tutti i piatti di pesce, sia grigliati che fritti, ai crostacei, alle zuppe di pesce, pasticceria secca, dolci alla crema, la temperatura di servizio consigliata varia dai 8°-14°.

VITIGNO INZOLIA NERA
Varietà autoctona a bacca nera della Sicilia, è stata considerata per lungo tempo una mutazione cromatica della varietà bianca. Recuperato grazie al progetto dell'Assessorato all'Agricoltura della Regione Sicilia per la valorizzazione dell'ampelografia regionale, recenti ricerche sulla sua origine genetica hanno dimostrato che l'Inzolia Nera è un incrocio per libera impollinazione tra il vitigno Sangiovese e un altro vitigno non ancora identificato, pertanto è da considerare una varietà distinta, iscritta nel Registro Nazionale nel 2018, oggi la sua coltivazione è limitata alla sola provincia di Trapani. La prima citazione è del 1696 ad opera del Cupani, successivamente nel 1825 dall'Acerbi, nel 1835 dal Geremia, per finire al 2014 dal De Lorenzis. Ama i terreni vulcanici misti di argilla e arenosi, ha una buona produttività, leggermente sensibile alla peronospora, mediamente tollerante alle altre pricipali crittogame della vite. Il grappolo è di media grandezza, cilindrico o conico, con 1 o 2 ali, mediamente compatto, l'acino è medio, ellissoidale, con buccia pruinosa, di colore blu-nero. Il vino ha un colore rosso rubino poco intenso, dal profumo scarsamente complesso e poco intenso, caratterizzato da note speziate e vegetali, al gusto è poco strutturato e poco equilibrato con note amare nel finale ed una persistenza aromatica sufficiente, può essere utilizzato anche come uva da tavola. La temperatura di servizio consigliata è 14°-16°.

Motto: Dio creò l'acqua, ma l'uomo creò il vino. (V.Hugo)

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