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| foto divitignoinvini |
Vitigno autoctono a bacca nera del Piemonte coltivato nella zona delle Langhe e Roero, il
Nebbiolo è coltivato anche nelle province di Novara e Vercelli dove viene chiamato "
Spanna", nella bassa Valle d'Aosta col nome di "
Picotendre" e in Lombardia, zona Valtellina, col nome di "
Chiavennasca", ultimamente si sta cercando di coltivarlo anche in Basilicata.
Piccole produzioni di questo vitigno le ritroviamo in Sud America con scarsi risultati e in California, dove si ottiene qualche risultato importante. Il nome deriverebbe da due diverse e possibili etimologie: una si riferisce all'abbondante pruina sugli acini, al punto da farli sembrare ricoperti dalla nebbia; l'altra prende a pretesto l'epoca di maturazione tardiva delle uve, che coincide con la stagione delle nebbie nelle Langhe. Iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite nel 1970, le prime notizie certe di un vitigno chiamato
Nibiol le troviamo in un documento del 1268 nel quale si parla di un vigneto nei dintorni di Rivoli, vicino a Torino; solo successivamente appare a Canale, in provincia di Cuneo, e nell'Astigiano e, in seguito, nei dintorni di Alba, sempre in provincia di Cuneo. Nel corso dei secoli successivi viene citato dal marchese Leopoldo Incisa della Rocchetta, dagli ampelografi De Maria e Leardi, da Acerbi nel 1825 al Di Rovasenda nel 1872. Da questo vitigno sono prodotti due vini piemontesi eccellenti conosciuti in tutto il mondo,
Barolo DOCG e
Barbaresco DOCG, inoltre,
Gattinara, Ghemme, Roero, tutte
DOCG del Piemonte, infine, lo "
Sforzato di Valtellina DOCG" e il "
Valtellina Superiore DOCG", in Lombardia, oltre alle varie
Doc in Valle d'Aosta. Sono stati identificati tre cloni principali di questo vitigno il
Lampia, il Michet e il
Rosè. Il
Nebbiolo è un vitigno molto esigente, coltivato al di fuori delle zone citate non da' il meglio di sè, infatti predilige terreni argillosi-calcarei con buona esposizione solare, luminosi e non troppo asciutti. La foglia è di media grandezza, di forma pentagonale, il grappolo è di forma piramidale allungata con un'ala piuttosto sviluppata, l'acino è rotondo di colore violaceo scuro, dotato di una buccia robusta e pruinosa. La coltura del vitigno è a spalliera con il metodo Guyot, ha una grande vigoria, la maturazione è tardiva, verso metà ottobre, oggi viene prodotto anche nella versione spumante.
Il vino ha un colore rosso granato con riflessi aranciati, il profumo è intenso, etereo, speziato, tostato, con note fruttate e floreali di rosa,viola, lamponi, ribes, al palato è sapido con buona acidità, tannicità e alcolicità, buona struttura e armonico, ottimo per l'invecchiamento. L'abbinamento ideale del vino Nebbiolo è con primi piatti strutturati, brasati, stracotti, carni grigliate, selvaggina e formaggi stagionati, il grado alcolico va dai 12% ai 14% vol., la temperatura di servizio consigliata, dipende se il vino è giovane o invecchiato, va dai 18°C ai 22°C.
Motto: Il vino è il più certo, e senza paragone il più efficace consolatore.
( Giacomo Leopardi )
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