lunedì 14 febbraio 2022

VITIGNO MOSTARINO

Citato e descritto per la prima volta da Giuseppe Moretti nell'opera "Delle viti italiane", il Mostarino è un vitigno autoctono a bacca nera dell'Emilia Romagna, ormai relegato a pochi ceppi nella zona di Bobbio, in provincia di Piacenza, e nell'Alta Val Borbera, in provincia di Alessandria. Nel corso degli anni questa varietà è stata citata da vari autori dal Di Rovasenda al Giulietti, il quale nel 1884 affermava che esisteva una varietà bianca di Mostarino nella zona di Voghera, in provincia di Pavia, però l'ultima descrizione più vicina al nostro periodo è quella del prof. Fregoni nel 2002. Il nome è dovuto, probabilmente, all'elevata resa in mosto, nonostante abbia una produttività contenuta, ed ha una discreta resistenza alle principali crittogame. Il grappolo è di dimensione medio-corto, cilindrico, mediamente compatto, l'acino è medio, sferoidale, a volte alato, con buccia di colore rosso-violetto. Nelle poche prove di vinificazione delle sue uve si è evidenziato un colore del vino tendente al rosa tenue, quasi bianco, con una scarsa acidità. I parametri analitici attestano una sua buona potenzialità enologica, tanto che un tempo veniva vinificato in versione dolce attraverso ripetute filtrazioni.
 

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