Fin dalla fine del 1600 si hanno citazioni da parte di alcuni autori di un gruppo di vitigni esistenti in Veneto dal nome molto simili, quali Recantina, Recondino, Recaldina, Recandina e questa somiglianza ha creato una certa confusione. Qui ci occuperemo del vitigno Recaldina Nera, a bacca nera, chiamato, forse, anche Recantina pecolo rosso, ed iscritto nel RNVV nel 2020. Già alla fine del 1700 Domenico Zambenedetti, in una memoria presentata all'Accademia Agraria degli Asperanti di Conegliano, consigliava di piantare nelle colline la varietà Recaldina. Nel 1868 viene descritta una "Recaldina Nera" nell'Ampelografia Generale della Provincia di Treviso e nel 1877 il Di Rovasenda lo elenca nel suo "Saggio di una Ampelografia Universale. Successivamente nel 1909 la "Recaldina Nera" viene citata da Viala e Vermorel nell'opera "Ampelographie", indicandola come vitigno di Treviso. Oggi la sua collocazione ed autorizzazione è esclusivamente nella zona della "DOC Montello" e dei "Colli Asolani. Essendo un vitigno ancora in fase di sperimentazione, dopo il suo ritrovamento, non disponiamo di molte notizie, pertanto ci limitiamo alla descrizione del grappolo e ad un primo accenno di vinificazione. Il grappolo è di medie dimensioni, conico, compatto, alato, l'acino è medio, sferoidale, con buccia molto pruinosa e spessa, di colore blu-nero. Il vino ha un colore rosso rubino intenso con riflessi viocalei, con note di frutti di bosco e ciliegia, ha una elevata acidità ed una media intensità olfattiva ed aromatica, presenta un buon corpo.
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