Dalle testimonianze raccolte dagli agricoltori del luogo, la maggior parte di origine albanese, il vitigno in questione è presente in questa zona fin dal 1800, coltivato su terreni sabbiosi e aridi ed allevato ad alberello. Ci troviamo nel Molise, zona costiera adriatica, precisamente nei comuni di Campomarino e Termoli, in provincia di Campobasso. Parliamo del Sorantonio, vitigno autoctono a bacca nera, esclusivo di questa zona, che col passare degli anni era quasi del tutto scomparso. Il nome deriverebbe, sempre secondo le testimonianze, da un certo Signor Antonio, che per abbreviazione dialettale è diventato Sorantonio, che è stato il primo vignaiolo a coltivarlo. Oggi questa varietà è stata recuperata e messa a dimora con pochi e piccoli impianti con allevamento a controspalliera e nel 2021 è stato iscritto nel RNVV. Da successive analisi è stato evidenziato che il Sorantonio sarebbe legato da un rapporto di parentela col Bombino e col Montepulciano. Questa varietà ha una buona e regolare produttività ed ha una media resistenza sia agli agenti atmosferici che agli organismi nocivi. Il grappolo è di medie dimensioni, conico o cilindrico, compatto, alato, l'acino è medio, ellissoidale, con buccia molto pruinosa, di colore blu-nero. Molto adatto per la vinificazione in rosato, il vino ha un colore rosato abbastanza intenso con riflessi cerasuoli, caratterizzato da note floreali di gelsomino e geranio e fruttate di frutti di bosco e ciliegia, al gusto presenta una discreta intensità e persistenza gustativa ed è abbastanza equilibrato.

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