mercoledì 23 marzo 2022

VITIGNO RUZZESE

Antico vitigno autoctono a bacca bianca, un tempo diffuso su tutto il territorio della Liguria, specialmente in provincia di La Spezia, e del Basso Piemonte, quasi del tutto scomparso per la scarsa produttività, il Ruzzese è stato recuperato, la sua coltivazione oggi si attesta, ancora per pochi ettari, nel Levante Ligure, nella Cinque Terre, in provincia di La Spezia, e nel 2009 è stato iscritto nel RNVV. Presente sul territorio ligure da molto tempo, nel Cinquecento il Ruzzese era il vitigno da cui, allora, si produceva un ottimo vino passito, l'antico antenato del famoso Sciacchetrà, tanto apprezzato da Papa Paolo III Farnese, e nell'Ottocento è stato citato nell' opera "Pomona Italiana" dal conte Giorgio Gallesio. Oltre al suo termine tradizionale, viene conosciuto anche col sinonimo di Razzese, Rocese o Rossese di Arcola e spesso veniva confuso erroneamente col Rossese Bianco. Il grappolo è di medie dimensioni, cilindrico, poco compatto, alato, l'acino è medio-piccolo, ellissoidale, con buccia pruinosa, di colore verde-giallo e un po' ambrato se esposto al sole. Il vino ha un colore giallo paglierino con riflessi verdolini, con note di agrumi e salvia, al gusto si presenta sapido, persistente, equilibrato, con una buona struttura, una accentuata acidità ed un elevato tenore alcolico. L'ideale abbinamento è quello con i piatti di pesce e la temperatura di servizio consigliata è 12°-14°.
 

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