martedì 31 maggio 2022

VITIGNO CURVIN

Il Curvin è un vitigno autoctono a bacca nera molto antico del Friuli Venezia Giulia, attualmente risulta  presente con pochi ceppi sparsi in alcuni vecchi vigneti nel territorio dei comuni di Faedis e Tarcento, nei dintorni dell'Abbazia di Rosazzo a Manzano, in provincia di Udine. Il nome sembrerebbe derivare dalla colorazione molto scura degli acini, simile alle penne dei corvi, e questa caratteristica non deve portare a confonderlo con il Corvina e il Corvinone. In una inchiesta del 1763 il Curvin risultava presente nella pianura in provincia di Gorizia e il Della Bona confermava nel 1844 la stessa tesi, mentre il Poggi nel 1939 confermava che questo vitigno era di sicura origine friulana. La sua produzione è media, il grappolo è di dimensioni medio-piccole, cilindrico o conico, compatto, alato, l'acino è medio-piccolo, sferico, con buccia pruinosa, di colore blu-nero. Utilizzato quasi sempre in uvaggio per rafforzare la colorazione delle altre varietà, il vino ha un colore rosso rubino molto intenso, con note fruttate che tendono allo sgradevole, presenta una alcolicità medio-bassa, una elevata acidità, una normale tannicità e una media struttura. 
 

lunedì 30 maggio 2022

VITIGNO CROVA

Il Crova è un vitigno a bacca nera attualmente diffuso in Emilia Romagna sui Colli Piacentini, in particolare nella Val Tidone e nella Val Trebbia, e in Lombardia, nell'Oltrepò Pavese. E' un vitigno conosciuto da molto tempo, infatti era coltivato dai monaci benedettini all'interno dei loro monasteri già nel Medioevo. La prima citazione è del Bramieri nel 1818, successivamente il Molon nel 1906 ne attribuisce vari sinonimi, quali Corva, Corbera, Crova di Bobbio e Crova di Voghera. E' in fase di accertamento la sua presunta identità con la Crovarina, detta anche Parmesana. Il nome potrebbe derivare dal cesto, detto corba, che serviva per trasportare le uve, oppure dalla colorazione molto scura degli acini. Il grappolo è grande, tozzo, piramidale o tronco-conico, compatto, l'acino è medio, ellissoidale, con buccia non molto spessa e poco consistente, di colore blu-nero. Utilizzato sempre in assemblaggio con altre varietà locali per dare colorazione, il Crova non possiede caratteristiche specifiche di aromaticità, nè grandi capacità di invecchiamento. 
 

domenica 29 maggio 2022

VITIGNO CODA DI PECORA

Il Coda di Pecora è un vitigno autoctono a bacca bianca della Campania, di recente sperimentazione, nel 2023 è stato iscritto nel RNVV. La sua coltivazione è nella zona compresa tra il Monte Maggiore e Roccamonfina, in provincia di Caserta. Secondo alcuni studiosi le sue origini possono risalire all'epoca della Magna Grecia e per molto tempo è stato confuso con l'altro vitigno campano, il Coda di Volpe. La prima citazione è ad opera del Frojo nel 1875 nei suoi lavori sulla viticoltura della Campania e secondo le sue descrizioni sarebbe simile ad altre varietà, quali il Verdicchio di Caiazzo e il Verdone di Puglia o Verdone di Bari, per numerosi caratteri morfologici. Nel 2005, grazie al ritrovamento fatto da una cantina locale, il Verro, è stato sottoposto alle analisi del DNA, che hanno stabilito la sua autenticità e quindi la netta distinzione con la Coda di Volpe. Il nome deriva dalla forma simile alla coda della pecora che assume il grappolo che è grande, di forma conico-piramidale, compatto, alato, l'acino è medio, ellissoidale, con buccia di colore verde-giallo. Il vino, in purezza, ha un colore giallo paglierino tendente al dorato, con note di ginestra, menta e mela annurca, al gusto è sapido, fresco, minerale, con buona alcolicità, lungo e persistente, con buon equilibrio. Si accompagna bene a piatti a base di mare, la temperatura di servizio consigliata è 12°-14°.
 

giovedì 26 maggio 2022

VITIGNO COCCALONA BIANCA E NERA


Il Coccalona Bianca è un vitigno a bacca bianca del Piemonte, un tempo coltivato nella zona di Novi Ligure e Gavi, in provincia di Alessandria, attualmente è presente con singole piante in vecchi vigneti adibiti per uva da mensa nella zona di Tortona, sempre in provincia di Alessandria. Questa varietà è a duplice attitudine, utilizzata per la vinificazione e anche come uva da mensa, è conosciuta anche col sinonimo di Invernassa. Il nome potrebbe derivare dal termine dialettale "cucàla", che indicherebbe un oggetto tondenggiante, riferito alla forma dei suoi acini. Il grappolo è di medie dimensioni, conico, mediamente compatto, alato, l'acino è medio, sferoidale, con buccia di colore verde-giallo, non vi sono riferimenti di vinificazione.

Esisterebbe anche una varietà a bacca nera, chiamata Coccalona Nera, che, secondo le analisi del DNA effettuate nel 2020, sembra essere un incrocio naturale tra Bottagera Falsa e un vitigno tuttora sconosciuto e sarebbe il genitore di diversi vitigni sia piemontesi che emiliani, non si sa nulla sulla possibile relazione genetica con la varietà bianca. In Emilia è conosciuta col sinonimo di Orsolina, ormai sembra che questa varietà sia del tutto estinta.
 

lunedì 23 maggio 2022

VITIGNO BSOLLA

Il Bsolla è un rarissimo vitigno a bacca bianca dell'Emilia Romagna, era diffuso nelle sole province di Ravenna e Forlì. La prima citazione è del conte Gallesio nel 1839 nei suoi appunti di viaggio, che lo ritrovò durante una visita al conte Tampieri di Solarolo, in provincia di Ravenna. Nel 1840 viene citato nel Vocabolario Romagnolo Italiano di Antonio Morri e nel 1878 compare nel Bollettino Ampelografico tra le uve coltivate nel circondario di Forlì. Questo vitigno era diffuso nelle vecchie alberate dove veniva maritato, detto anche lecciaia maritata, purtroppo col tempo anche queste alberate sono scomparse e non vi è quasi più traccia, anche se alcuni esemplari sono conservati nella collezione Astra Innovazione e Sviluppo di Tebano di Faenza, in provincia di Ravenna. Il Bsolla è una varietà molto sensibile all'oidio e alla botrite, meno alla peronospora. Il grappolo è lungo, conico, mediamente compatto, alato, l'acino è medio, sferico, con buccia di colore verde-giallo. Non abbiamo descrittori di vinificazione, ma pare che se ne possa ricavare un vino da pasto, da consumarsi giovane.
 

domenica 22 maggio 2022

VITIGNO VERNACCIA TRENTINA

La Vernaccia Trentina è un vitigno a bacca bianca del Trentino, che nell'Ottocento ebbe una forte diffusione, cosa che oggi è molto limitata. E' conosciuta anche con i sinonimi di Bianchetta Trevigiana, Vernazzola, Vernaccia del Cavalot e Vernaccia di Tezze. La prima citazione è  del conte Nicolò d'Arco nel Cinquecento nella sua ode dedicata alla Vernaccia di Drò, definita come il miglior vino bianco del Trentino. L'origine del nome forse viene da "verna" che significa "servo", questo farebbe supporre che il vino fosse destinato alla servitù. Il grappolo, leggermente sensibile alla botrite, è di medie dimensioni, conico, compatto, a volte alato, l'acino è medio, ellissoidale, con buccia mediamente spessa, di colore verde-giallo. Il vino ha un colore giallo paglierino, con note fruttate e speziate, fine, poco alcolico, di buona acidità, di struttura leggera e con retrogusto leggermente amarognolo.
 

venerdì 20 maggio 2022

VITIGNO SLARINA

Lo Slarina è un vitigno a bacca nera del Piemonte, un tempo assai diffuso nel Monferrato, in provincia di Alessandria, dove era chiamato anche Cellerina, oggi sembra ad un passo dall'estinzione a causa della scarsa resa in mosto. Nel 2007 è stato iscritto nel RNVV e oggi la sua attuale diffusione è la piana tra Alessandria, Novi Ligure e Tortona, area questa tradizionalmente detta "Fraschetta di Alessandria". Altro sinonimo dello Slarina usato nella piana di Alessandria è Cenerina, a causa dell'abbondante pruina sugli acini, mentre ad Agliano Terme, in provincia di Asti, è conosciuto come Balsamina. Il sinonimo Cenerina, qui citato, non va confuso con il vitigno Cenerina del Trentino Alto Adige, appartenente al germoplasma della Provincia di Trento. La prima citazione di questa cultivar è del Conte Nuvolone nel 1799, successivamente viene citato anche dal Di Rovasenda e dal Dalmasso. Lo Slarina è un vitigno molto rustico, predilige terreni sabbiosi-argillosi-calcarei, ha una media produttività, presenta spesso acinellatura, è resistente ai parassiti e agli attacchi di muffa. Il grappolo è di medie dimensioni, conico, allungato, mediamente spargolo, alato, l'acino è piccolo, sferoidale, con buccia molto pruinosa, consistente, di colore blu-nero. Il vino ha un colore rosso rubino intenso, con note fruttate e speziate, con una buona alcolicità, un'acidità nella norma, equilibrato, con buona struttura e persistenza gustativa.
 

giovedì 19 maggio 2022

VITIGNO PARMESANA

Il Parmesana è un vitigno a bacca nera dell'Emilia Romagna, presente anche nella zona di Tortona, in Piemonte, nell'Oltrepò Pavese e nel Bresciano, in Lombardia. In realtà oggi la sua diffusione si è ridotta in poche piante in vecchi vigneti di queste zone, che in passato avevano una estesa coltivazione. Ha diversi sinonimi secondo la zona di coltivazione, nella zona di Bobbio, in provincia di Piacenza, e nell'Oltrepò Pavese, in provincia di Pavia, è chiamato Crovarina, nella zona di Piacenza è chiamato Uva Parmigiana, nella Val d'Arda,nel comune di Vigoleno di Vernasca, sempre in provincia di Piacenza, è chiamato Plissona e nel Bresciano è chiamato Brugnera. La prima citazione è del Bramieri nel 1793, mentre il Comolli nel 1813 descrive la varietà Parmesana nella zona del Lago di Como. Questo è un vitigno che ha produzioni elevate, ma non abbiamo descrittori specifici per le qualità enologiche. Il grappolo è di medie dimensioni, conico, mediamente compatto, alato, l'acino è medio, ellissoidale, con buccia pruinosa, di colore blu-nero.
 

martedì 17 maggio 2022

VITIGNO FORCELLA

Il Forcella è uno dei vitigni a bacca bianca più antichi dell'Emilia Romagna, chiamato anche con i sinonimi di Furzela e Sfurzela. Il nome deriverebbe dal fatto che il grappolo presenta nella sua parte terminale una biforcazione, caratteristica questa che è comune a vari biotipi del vitigno Albana, per questo è conosciuto anche come Albana della Forcella, nella zona di Rimini, anche se alcuni lo ritengono un vitigno a se'. Citato verso la fine dell'Ottocento nel Bollettino della Commissione Ampelografica di Bologna, il Forcella, purtroppo in via di estinzione, è coltivato nel Bolognese e in Romagna e sporadicamente in alcune zone del Veneto, però la prima citazione è del Acerbi nel 1825, che lo inserisce nell'elenco delle "Viti de' contorni di Bologna". Il grappolo è di medie dimensioni, conico-cilindrico, mediamente compatto, alato, l'acino è medio, ellissoidale, con buccia pruinosa, di colore dorato che tende al colore rosato nelle parti più esposte al sole.
 

domenica 15 maggio 2022

VITIGNO CIVIDIN

Il Cividin è un vecchio vitigno a bacca bianca del Friuli Venezia Giulia, presente in pochi filari nelle Valli del Natisone, in provincia di Udine, dove, forse, siano da ricercare le sue origini, il nome, secondo alcuni, sia un omaggio alla città di Cividale. Di recente sono state trovate tracce di questo vitigno nella Valle del Vipacco, tra la Piana di Gorizia e la Conca di Postumia in Slovenia, e sull'altopiano carsico triestino. In passato, come già detto, concorreva alla produzione del vino Cividino, con l'altro vitigno friulano, il Cilia, nel 2006 il Cividin è stato iscritto nel RNVV. La sua diffusione, purtroppo, è molto limitata, dovuta probabilmente alla scarsa resistenza all'oidio. Il grappolo è di medie dimensioni, corto, cilindrico, compatto, alato, l'acino è medio-piccolo, ellissoidale, con buccia pruinosa, di colore verde-giallo.
 

giovedì 12 maggio 2022

VITIGNO CILIA

Il Cilia è un vitigno autoctono a bacca bianca del Friuli Venezia Giulia, originario delle Valli del Natisone, in provincia di Udine, dove vinificato con l'altro vitigno friulano, il Cividin, concorreva alla formazione di un vino chiamato Cividino. Nel 2006 è stato ritrovato in un vecchio vigneto del comune di San Pietro al Natisone e tuttora non abbiamo ulteriori notizie. Il grappolo è medio-piccolo, conico o piramidale, compatto, alato, l'acino è medio-piccolo, sferoidale, con buccia pruinosa e consistente, di colore verde-giallo.
 

VITIGNO CAVAZZA

Il Cavazza è un raro vitigno a bacca nera presente in qualche vigneto in provincia di Reggio Emilia. Non abbiamo notizie sulla sua origine, storia e identità, l'unica citazione è del Casali nel 1917 col termine dialettale di "Ova Cavazza", mentre nella Garfagnana, in Toscana, è conosciuta col sinonimo di Pallona Nera. Il grappolo è di medie dimensioni, corto, piramidale o a imbuto, compatto, l'acino è medio, obovoidale, con buccia pruinosa e consistente, di colore blu-nero. Non abbiamo notizie su eventuali vinificazioni.
 

lunedì 9 maggio 2022

VITIGNO FILUCCA

Il Filucca  è un antico vitigno autoctono a bacca nera dell'Emilia Romagna, presente nella provincia di Reggio Emilia, ormai con pochi ceppi, dove era coltivato soprattutto nella media collina. Le notizie sulla sua origine e identità sono scarse, è inserito nella collezione ampelografica dell'Istituto Superiore Antonio Zanelli di Reggio Emilia. Nel 1915 il Casali cita una Uva Flucca, riportando il termine dialettale di Ova Flocca o Ova Flucca, che con ogni probabilità sarebbe il Filucca. E' una varietà che ha una buona produttività ed una elevata acidità, qualità queste che la rendono ottima in assemblaggio con altre varietà locali. Il grappolo è di dimensioni medie-grosse, cilindrico, mediamente compatto, alato, l'acino è medio-grosso, sferoidale, con buccia molto pruinosa e spessa, di colore nero-violetto. Non abbiamo specifiche notizie di vinificazioni in purezza.
 

domenica 8 maggio 2022

VITIGNO AGHEDENE

L'Aghedene è un antico vitigno autoctono a bacca bianca del Friuli Venezia Giulia, già citato dal Di Rovasenda nel 1877 e successivamente nel Bollettino Ampelografico del 1893. E' conosciuto anche con i termini di Agadene e Agadele, quest'ultimo riferito al territorio di Cividale del Friuli, attualmente la sua presenza si attesta con alcuni ceppi sparsi in vecchi vigneti nel comune di Faedis. Questa varietà ha una maturazione tardiva, il grappolo è di medie dimensioni, piramidale o conico, spargolo, alato, l'acino è medio, sferico, con buccia pruinosa, di colore verde-giallo. Vinificato quasi sempre con la Ribolla Gialla, tende a dare dei vini piuttosto semplici e diluiti, poco consistenti e poco alcolici, il colore è un giallo paglierino scadente con riflessi verdognoli.
 

sabato 7 maggio 2022

VITIGNO DOLCIOLA

Il Dolciola è un rarissimo vitigno a bacca nera diffuso nel territorio della provincia di Reggio Emilia, in Emilia Romagna, conosciuto anche col sinonimo di Morettina o Filippina. E' presente in questa zona almeno dalla fine del Settecento, però non abbiamo notizie sulla sua origine, identità e storia. Nel 1811 il Dalla Fossa lo cita come vitigno molto produttivo, ma scarso di qualità, proponendone l'eliminazione. Il grappolo è di grande dimensione, piramidale, compatto, alato, l'acino è medio-grande, sferico, con buccia molto pruinosa, di colore blu-nero.
In Veneto nel comprensorio dei Colli Berici esiste un vitigno a bacca nera chiamato Pomela di Breganze, oggi quasi del tutto scomparso, che sopravvive solo in pochi esemplari. Secondo la testimonianza e la descrizione esaustiva del Marzotto del 1925 il Pomela viene citato anche con i sinonimi di Dolciola e Doziola. Tutto questo porterebbe a pensare che il Dolciola e il Pomela di Breganze siano la stessa varietà, ma questa è un'altra storia da verificare.
 

giovedì 5 maggio 2022

VITIGNO CUCCUAU

Il ritrovamento di questo vitigno rientra nel progetto Akinas, condotto da Agris Sardegna. Ritrovato in un vecchio vigneto del Barigadu (OR), il Cuccuau è un vitigno autoctono a bacca bianca, conosciuto anche con i sinonimi di Cuccuvaju e Cuccubaju, è iscirtto nel RNVV dal 2018. Il suo nome deriva dal fatto che il grappolo tende a "nascondersi" dietro il folto fogliame, infatti la parola "nascosto" in sardo viene detto in diversi modi, quali accuau, cuau, cuccuzzau. La zona di coltivazione in Sardegna è il Barigadu, è un vitigno produttivo e dal punto di vista enologico presenta un certo interesse. Il Cuccuau è un po' sensibile alla peronospora, il grappolo è di medie dimensioni, conico, compatto, l'acino è medio, ellissoidale, con buccia di colore verde-giallo. Da pochi anni si è sperimentato la sua vinificazione, il vino presenta un colore giallo paglierino intenso con riflessi dorati, con note di fiori d'arancio, pera, agrumi, al gusto presenta una buona sapidità, alcolicità, freschezza, persistenza e struttura.
 

VITIGNO CONEUTE O CUNEUTE

Il Coneute o Cuneute, chiamato anche Coniùte o Vercluna, è un antico vitigno autoctono a bacca nera del Friuli Venezia Giulia, diffuso nelle campagne intorno a Palmanova, in provincia di Udine. Non si conoscono le sue origini e nemmeno l'etimologia del nome, le notizie sono scarse, le uniche che abbiamo sono quelle riferite dai coltivatori locali, che sostengono la presenza del Coneute in questa zona da molti secoli, ha un rapporto di parentela di primo grado col Refosco Nostrano. Il grappolo è di medie dimensioni, conico o cilindrico, compatto, alato, l'acino è medio, sferico, con buccia pruinosa e sottile, di colore blu-nero. In purezza il vino ha un colore rosso violaceo intenso, dai profumi freschi ma leggeri, asciutto, sapido, di buon corpo.
 

martedì 3 maggio 2022

VITIGNO CASCAROLO

Il Cascarolo è un vitigno a bacca bianca del Piemonte, un tempo coltivato nel Pinerolese, nel Chierese, nei dintorni di Casale Monferrato e Moncalvo, dove veniva utilizzato anche come uva da mensa, da qualche decennio è stato recuperato tra le province di Torino e Asti. Oggi questo vitigno è quasi del tutto scomparso, la sua presenza è di pochi ceppi in qualche vecchio vigneto, ma sembra importante da un punto di vista genetico, perchè pare sia l'ascendente di alcuni vitigni tradizionali del circondario delle Alpi. Il nome deriverebbe dal fatto di essere soggetto ad una certa colatura, la prima citazione di questo vitigno lo dobbiamo a Giovan Battista Croce nel 1606, successivamente viene citato dal conte Nuvolone nel 1798. Il grappolo è di medie dimensioni, allungato, cilindrico, spargolo, l'acino è medio, sferoidale, con buccia di colore verde-giallo. Per ora non si conoscono le caratteristiche enologiche del Cascarolo, ne tantomeno le potenzialità aromatiche, però le prime indicazioni sembrerebbero indurre alla possibilità di questa varietà di produrre vini di una moderata alcolicità e acidità.
 

lunedì 2 maggio 2022

VITIGNO BRUCIAPAGLIAIO

Il Bruciapagliaio è un vitigno autoctono a bacca bianca della Liguria in via di estinzione, presente nella zona delle Cinque Terre, in provincia di La Spezia, con poche piante allo scopo di salvaguardare il materiale genetico e storico della vite in Liguria. In dialetto è detto "Brusapajà" e non si conosce l'origine del suo nome, spesso viene accostato e confuso con l'altro vitigno ligure, il Rollo. E' una varietà resistente alle crittogame, purtroppo non abbiamo riferimenti specifici sulla vinificazione. Il grappolo è di medie dimensioni, conico, spargolo, l'acino è medio, sferoidale, con buccia di colore verde-giallo