Iscritto nel RNVV nel 2019, il Procu Nieddu è un vitigno autoctono a bacca nera della Sardegna, presente in vecchi vigneti della parte meridionale dell'isola nella zona Marmilla e Mogoro. Al momento non abbiamo molte informazioni su questa varietà, pertanto ci limitiamo alla descrizione del grappolo, che è medio-piccolo, di forma tronco-conica, molto compatto, a volte alato, l'acino è medio, ellissoidale, con buccia pruinosa, di colore blu-nero.
giovedì 30 marzo 2023
mercoledì 29 marzo 2023
VITIGNO PEZZOLA
Il Pezzola è un antico vitigno autoctono a bacca bianca del Veneto, indicato dal Marzotto nel 1825 come varietà coltivata nei Colli Berici nella zona di Nanto, in provincia di Vicenza, e conosciuto anche col sinonimo di Mattozzo. Spesso è confuso erroneamente col vitigno Pinella, coltivato nei Colli Euganei, per via di molte analogie ampelografiche. Il Pezzola è una varietà che predilige terreni collinari ben arieggiati, soleggiati e non è adatta ad essere coltivata in pianura per via della sua sensibilità al marciume. Il grappolo è di medie dimensioni, cilindrico o conico, alato, compatto, l'acino è medio, sferico, con buccia di colore verde-giallo. Attualmente è stato inserito nel progetto di Valorizzazione e Recupero del Germoplasma Viticolo dell'Istituto Sperimentale per la Viticoltura di Conegliano Veneto in collaborazione con Veneto Agricoltura.
martedì 28 marzo 2023
VITIGNO NOSTRANO NERO
Il Nostrano Nero è un vecchio vitigno autoctono a bacca nera del Lazio, ritrovato e recuperato dal progetto dell'ARSIAL. Non abbiamo notizie sulle sue origini, però viene documentata la sua presenza fin dal 19° secolo negli "Atti della Giunta per l'Inchiesta Agraria" nei comuni di Acuto e di Piglio, in provincia di Frosinone, come Cesanese Nostrale e nel comune di Anticoli di Campagna (così era chiamato anticamente l'odierna Fiuggi), sempre in provincia di Frosinone, come Uva Nera Nostrale per distinguerlo dal Cesanese d'Affile. Il grappolo è medio-grande, cilindrico, spargolo, alato, l'acino è medio, ellissoidale, con buccia mediamente pruinosa, di colore blu-nero. Il vino ha un colore rosso rubino con riflessi violacei, con note di frutti rossi, con una tannicità nella media e una buona struttura.
sabato 25 marzo 2023
VITIGNO NERO DI SCILLA
Il Nero di Scilla è un vitigno a bacca nera, diffuso nel sud della Calabria, in provincia di Reggio, in vecchi vigneti insieme ad altre varietà. E' un vecchio vitigno ritrovato e per ora, tramite un progetto, sottoposto a studi del DNA e ampelografici, ha una produzione elevata e predilige terreni piuttosto siccitosi. Il grappolo è di medie dimensioni, conico, alato, prevalentemente compatto, l'acino è medio, sferoidale, con buccia pruinosa, di colore blu-nero. La sua utilizzazione è prevalentemente in assemblaggio con altre varietà locali per dare colore e alcolicità ai vini.
VITIGNO PERUGINO
Coltivato in Toscana nelle province di Firenze ed Arezzo, il Perugino è un vitigno autoctono a bacca bianca, reperito in un vigneto del Comune di Terranova Bracciolini, in provincia di Arezzo. Citato da vari autori tra cui il Davanzati, il Vigiani e il Marzotto, in passato aveva una piccola diffusione nella Valdichiana, in provincia di Siena, dove era conosciuto col sinonimo di Pulcinculo. Da recenti analisi molecolari è stato evidenziato una somiglianza genetica col vitigno Pignoletto, coltivato in Emilia Romagna, e col vitigno Grechetto di Todi, coltivato in Umbria e il nome Perugino probabilmente deriva proprio dalla zona di provenienza, cioè l'Umbria. Oggi la sua coltivazione si è molto diradata e la sua presenza in vecchi vigneti con altre varietà è molto rara. E' una varietà con una normale e costante produzione con poca tolleranza alla siccità ma una discreta tolleranza alle malattie. Il grappolo è di medie dimensioni, cilindrico, da compatto a mediamente compatto, l'acino è medio, sferico o ellittico, con buccia mediamente spessa, di colore verde-giallo. Il vino ha un colore giallo paglierino, con profumi floreali e fruttati, con un elevato grado zuccherino e poca acidità, dal gusto pieno e di buona struttura.
venerdì 24 marzo 2023
VITIGNO MUSCATEDDA
Uno dei tanti vitigni "reliquia" della Sicilia è il Muscatedda a bacca bianca, che è il nome locale della prima uva che si vendemmia. E' un vitigno probabilmente originario della Grecia, citato in passato già da Columella, Plinio il Vecchio e nei Bollettini Ampelografici del '800, prediletto dalle api per il sapore dolce delle bacche. La valorizzazione di questa varietà è dovuta al progetto, tutto siciliano, "Archeologia del Vino in Italia", condotto dal IBAM- CNR in collaborazione con la Cattedra di Metodologie dell'Università di Catania col supporto dell'Assessorato Agricoltura Regione Siciliana. Secondo le analisi del DNA effettuate nel 2018 è emerso che questo vitigno ha origine da un incrocio presumibilmente naturale tra il Moscato Bianco e un vitigno partner per ora sconosciuto. Il grappolo è di medie dimensioni, cilindrico o conico, compatto, alato, l'acino è medio, sferico, con buccia di colore verde-giallo-dorato.
mercoledì 22 marzo 2023
VITIGNO NARDOBELLO
Altro vitigno autoctono a bacca bianca della Puglia, ritrovato e in fase di recupero nel Gargano nella zona di Vico, Peschici e Vieste, è il Nardobello. E' un vecchio e storico vitigno col tempo dimenticato e ora oggetto di approfondimento, pertanto le notizie sono scarse. Sappiamo che concorre in piccola percentuale alla composizione del vino Macchiatello con altri vitigni, dei quali il principale è l'Uva della Macchia. E' un vitigno rustico, il grappolo è di medie dimensioni, conico, compatto, spesso alato, l'acino è medio, sferico, con buccia di colore verde-giallo. Da' un vino molto dolce e leggermente aromatico.
martedì 21 marzo 2023
VITIGNO MOSCATO NERO D'ACQUI
Il Piemonte è la regione dove il Moscato Nero d'Acqui, vitigno autoctono a bacca nera, è attualmente diffuso e un tempo veniva coltivato anche come uva da tavola. Nel 1971 è stato iscritto nel RNVV e non va confuso con il Moscato d'Amburgo. Secondo la zona di coltivazione assume vari nomi: nella zona di Acqui Terme è chiamato Moscato Nero o Malaga, nell'Astigiano è chiamato Maliga, nella zona di Tortona, in provincia di Alessandria, è chiamato Aleatico, da non confondere con il suo omonimo più famoso e nei dintorni di Calosso, in provincia di Asti, è stata recuperata questa varietà col nome di Balaran, ma pare si tratti di un errore. Oggi la sua coltivazione è molto diminuita e l'utilizzo delle sue uve è quasi sempre in assemblaggio col Brachetto. Questa varietà ha una media produzione e una buona tolleranza al marciume, dovuto anche al grappolo spargolo. Il grappolo è di dimensioni medio-piccolo, cilindrico o conico, spargolo, a volte alato, l'acino è medio-grande, sferico, con buccia di colore nero-violetto.
lunedì 20 marzo 2023
VITIGNO MOSCATO DI BASELICE
Il Moscato di Baselice è un vitigno autoctono a bacca bianca della Campania, coltivato nel comune di Baselice, in provincia di Benevento. I vigneti sono coltivati ad alberello e non vi è una grande estensione di coltivazione. La produzione è bassa e tradizionalmente le sue uve vengono utilizzate per la produzione di vini passiti. Il grappolo è di medie-piccole dimensioni, cilindrico, spargolo, l'acino è medio, sferico, con buccia di colore verde-giallo-dorato. La vendemmia è nella seconda decade di settembre e i grappoli vengono sottoposti ad appassimento nei fruttai. Il vino ha un colore giallo paglierino tendente al dorato, con profumi agrumati e frutta esotica, al gusto l'aroma è intenso e persistente con una buona acidità e alcolicità, morbido. Va da sé che l'abbinamento ideale è con pasticceria secca e torte alla crema.
sabato 18 marzo 2023
VITIGNO MARINELLO
La Lunigiana è un territorio a cavallo della Toscana, Emilia Romagna e Liguria ed è una delle aree più ricche di vitigni autoctoni in Italia. Per secoli è stata terra di passaggio di genti e merci, vedi Via Francigena e Via del Sale, e forse proprio per questo il patrimonio vitivinicolo si è arricchito. Oggi tutte queste varietà sono oggetto di studio e approfondimenti da parte dell'Università di Pisa. Una delle tante varietà è il Marinello, vitigno a bacca nera della Toscana, conosciuto nella Bassa Lunigiana, in provincia di Lucca, anche col nome di Pinco Marino. Non abbiamo molte notizie in merito, sappiamo che ha una bassa produzione ed ha una buona resistenza alle malattie. Il grappolo è di piccole dimensioni, conico o cilindrico, l'acino è piccolo, sferico, con buccia di colore blu-nero.
giovedì 16 marzo 2023
VITIGNO CREPOLINO
Non abbiamo nessuna menzione o descrizione di questo vitigno, salvo un piccolo e possibile accenno da parte del Di Rovasenda nel suo Bollettino Ampelografico del 1877 col nome di Crepino senza alcuna informazione. Stiamo parlando del vitigno Crepolino a bacca bianca, coltivato e diffuso sporadicamente nella provincia di Arezzo, in Toscana. Secondo la zona di coltivazione è conosciuto con diversi sinonimi: nell'Alto Casentino è conosciuto come Crepolino, nel Valdarno è conosciuto come Cascarella e nel cincondario di Arezzo è conosciuto come Budellina. Il nome potrebbe derivare dal fatto che la buccia sottile degli acini a causa delle pioggie mostra delle fenditure nella fase di maturazione. Questo vitigno ha una media produzione e le sue uve vengono utilizzate sia per la produzione di vini che per l'utilizzo a tavola. Il grappolo è di medie dimensioni, conico, alato, spargolo, l'acino è medio, sferico, con buccia sottile ma consistente, di colore verde-giallo.
lunedì 13 marzo 2023
VITIGNO CRANACCIA ARRUSA
Grazie al progetto AKINAS è stato rinvenuto in un vecchio vigneto della Marmilla, in Sardegna, il Cranaccia Arrusa, vitigno a bacca bianca. Non abbiamo notizie che riguardano questa varietà, il nome vorrebbe dire "Vernaccia Grossa", ma non ha nessun legale genetico con le varietà che condividono il suo nome. Nel 2018 è stato iscritto nel RNVV e alcuni studi genetici confermano una vicinanza con il Caddiu Bianco, mentre un altro studio ancora in corso farebbe pensare ad una parentela con la Malvasia di Sardegna, ma tutto questo ha bisogno di maggiori approfondimenti. E' un vitigno con una buona produttività, poco sensibile alla peronospora, la sua zona di coltivazione è la Marmilla e la sua maturazione è a fine settembre. Il grappolo è di medie dimensioni, lungo, conico, compatto, con 1 o 2 ali, l'acino è medio, sferoidale, con buccia di colore verde-giallo. Il vino ha un colore giallo paglierino con riflessi dorati, al naso si percepiscono note floreali, fruttate e tostate di rosa, mela e miele, al gusto ritornano le sensazioni nasali, una buona alcolicità, una acidità nella media, una buona struttura e una persistenza olfattiva e gustativa.
sabato 11 marzo 2023
VITIGNO CORSO
Il Corso è un vitigno autoctono a bacca bianca, coltivato in pochi ceppi isolati e rinvenuto in provincia di Grosseto. E' una varietà con una produttività regolare e costante, è resistente alle principali malattie e la maturazione è all'inizio di ottobre. Il grappolo è di medie dimensioni, conico, mediamente compatto, a volte alato, l'acino è medio, sferoidale, con buccia di colore verde-giallo. Non viene quasi mai vinificato in purezza.
venerdì 10 marzo 2023
VITIGNO CORBERA
Il Corbera è un vitigno a bacca nera del Trentino Alto Adige, diffuso in Valsugana mescolato nei vigneti con altre varietà locali. Non si conoscono le sue origini, si ipotizza una sua provenienza dalla zona della provincia di Vicenza, in Veneto e presenta una somiglianza con le Corbine citate dal Di Rovasenda nel 1877. Il Corbera è una varietà caratterizzata da un'ottima produzione, è resistente alla peronospora, meno all'oidio e alla botrite. Il grappolo è ddi dimensioni medio-grandi, conico, compatto, a volte alato, l'acino è grosso, sferoidale, con buccia di colore blu-nero. Utilizzato anche in uvaggio, il vino, in purezza, assume un colore rosato tendente al granato, con profumi fruttati di frutti di bosco e marasca, al gusto si presenta leggero di corpo, con una nota leggermente acida e con un finale amarognolo.
giovedì 9 marzo 2023
VITIGNO COLOMBAIA BIANCA
Altro vitigno minore autoctono a bacca bianca della Lombardia è la Colombaia Bianca, ancora presente con ceppi isolati in vecchi vigneti dell'Oltrepò Pavese, in provincia di Pavia. Un tempo la sua uva veniva utilizzata come uva da tavola anche in provincia di Piacenza, in Emilia Romagna. Il suo nome, molto probabilmente, deriva da San Colombano, monaco irlandese che fondò il monastero a Bobbio, in provincia di Piacenza e alcuni autori sostengono che questa varietà sia imparentata col vitigno Verdea di San Colombano nel Lodigiano. Non si conoscono le caratteristiche dei vini prodotti, il grappolo è di medie dimensioni, conico, mediamente compatto, l'acino è medio, tondo, con buccia di colore verde-giallo.
VITIGNO CIPRO NERO
Il Cipro Nero è un vitigno autoctono a bacca nera della Puglia, ritrovato in un vecchio vigneto insieme ad altre varietà nel comune di San Vito dei Normanni, in provincia di Brindisi. Alcuni lo associano al vitigno Mavro dell'isola di Cipro, ma tutto questo deve essere confermato. La sua maturazione è a metà settembre e tradizionalmente viene utilizzato in assemblaggio con altre varietà locali per arricchire gli uvaggi. Il grappolo è medio-piccolo, cilindrico-conico, spargolo, l'acino è medio, sferico, con buccia di colore nero-bluastro.
mercoledì 8 marzo 2023
VITIGNO CIMICIOLA
Il Cimiciola, detto anche Cimicì, è un antichissimo vitigno autoctono a bacca bianca delle Marche, diffuso in pochissimi ceppi isolati in vigneti della provincia di Macerata. Il nome potrebbe derivare, secondo le dicerie dei coltivatori della zona, dal fatto che l'acino, anche in piena maturazione, mantiene un colore verde, che lo rende simile alla cimice. Di questa varietà non si conoscono notizie sulle origini e sulla storia. Il grappolo è medio-piccolo, cilindrico, spargolo, l'acino è piccolo, tondo, con buccia di colore verde.
VITIGNO CHIAVENNASCA BIANCA
La Chiavennasca Bianca, conosciuta anche come Bianca Maggiore, è un vecchio vitigno autoctono a bacca bianca della Lombardia, coltivato almeno dal 1700 in Valtellina, in provincia di Sondrio. Attualmente è presente con pochi ceppi in alcuni vigneti della zona e viene ormai considerato una "reliquia". Alcuni sostengono che sia un parente del vitigno Trebbiano a causa di alcune analogie morfologiche, ma questo è tutto da verificare. E' una varietà che manifesta una buona resistenza al freddo, ma sensibile all'oidio e alla botrite. Il grappolo è di medie dimensioni, cilindrico-conico, alato, compatto, l'acino è medio, sferico, con buccia di colore verde-giallo. Da' un vino dal colore giallo paglierino, con profumo fruttato leggermente aromatico, sapido, buona acidità, di media struttura.
martedì 7 marzo 2023
VITIGNO CENERENTE
Il Cenerente è un antico vitigno autoctono a bacca nera del Veneto, coltivato fin dai tempi antichi sia a sud della provincia di Vicenza che nelle vicine province di Treviso e Verona. In queste zone è riconosciuto con vari sinonimi, quali Molinara Farinente, Farinente, Gambugliana o Gambugiana, come ci viene riferito da vari autori, mentre in provincia di Trento è conosciuto col sinonimo di Cenerina. Deve il suo nome all'abbondante pruina sugli acini da farli sembrare coperti di cenere o farina. Questo vitigno ha una ottima produzione ed ha una una buona resistenza alle malattie parassitarie, meno alla peronospora. Il grappolo è di medie dimensioni, conico, alato, compatto, l'acino è medio, sferico, con buccia molto pruinosa, di colore blu-nero. Il vino ha un colore rosso rubino tenue, quasi rosato, con profumi di frutti rossi, al gusto presenta un buon corpo e una spiccata acidità. Questa varietà entra nella composizione dei vini Arcugnano, Barbarano Rosso e Orgiano rosso.
lunedì 6 marzo 2023
VITIGNO CAVECCIA
Il Caveccia, conosciuto anche come Cavecia, è un vitigno autoctono a bacca bianca dell'Emilia Romagna, attualmente diffuso nei comuni di Faenza, Castel Bolognese, Russi e Lugo, in provincia di Ravenna. Il nome potrebbe derivare dal primo luogo del suo ritrovamento. In passato il vino prodotto da questo vitigno, veniva utilizzato per consumo casalingo. Oggi si sta studiando e valorizzando per un uso strettamente commerciale, pertanto le notizie sono alquanto limitate. Il grappolo è di medie dimensioni, cilindrico-conico, spargolo, l'acino è medio, sferoidale, con buccia di colore verde-giallo ed ha una discreta resistenza alle malattie. Le poche vinificazioni finora effettuate danno un vino dal colore giallo paglierino con riflessi verdognoli, con profumi di agrumi e fiori bianchi, al gusto si presenta con una buona struttura, una buona acidità e una alcolicità nella norma. E' un vino molto indicato come aperitivo e con piatti a base di pesce, la temperatura di servizio consigliata è 10°-12°.
domenica 5 marzo 2023
VITIGNO BUTTIGIASCA O SERAXINA
Oggi voglio parlarvi di due vitigni, o per meglio dire di uno, autoctoni a bacca nera della Liguria ritrovati nella Val di Vara, ma andiamo con ordine. Nel Bollettino Ampelografico del 1883 vengono citati due vitigni coltivati nella Val di Vara, che allora era in provincia di Genova, ora in provincia di La Spezia, parliamo del Buttigiasca e Seraxina. Col tempo di questi due vitigni si son perse le tracce, solo ultimamente sono stati ritrovati uno in un vigneto del comune di Montale e l'altro nel comune di Carro, sempre in provincia di La Spezia. Recentemente l'Istituto di Virologia Vegetale del CNR di Grugliasco (TO) ha prelevato alcuni campioni di questi due vitigni per analizzarli ampelograficamente ed effettuare l'analisi del DNA. Il risultato di queste analisi hanno evidenziato che i due vitigni sono identici, un unico vitigno, vigoroso, robusto e resistente alle malattie parassitarie. Il grappolo è di dimensioni medie, conico, alato, compatto, l'acino è medio, sferico appiattito, con buccia di medio spessore, pruinosa, di colore rosso-violetto.
sabato 4 marzo 2023
VITIGNO BUGNOLINO
Il Bugnolino è un vitigno autoctono a bacca bianca della Toscana, rinvenuto e rappresentato da pochissimi esemplari nel comune di Gaiole in Chianti, in provincia di Siena. Le pochissime e frammentarie notizie che abbiamo, son dovute ad informazioni verbali che rivelano l'esistenza e la coltivazione di questa varietà in questa zona da molto tempo. La sua coltivazione, come detto, è rappresentato da pochissimi esemplari in vecchi vigneti insieme ad altri vitigni. Il Bugnolino ha una produttività regolare ed elevata con una normale tolleranza alle malattie parassitarie. Il grappolo è di medie dimensioni, conico, alato, mediamente compatto, l'acino è medio, sferico, con buccia mediamente pruinosa, di colore verde tendente al giallo. Generalmente è vinificato con altre varietà della zona e il suo mosto ha un elevato contenuto di zuccheri ed una media acidità.
giovedì 2 marzo 2023
VITIGNO UVA MECELLA
Altro vitigno autoctono del Lazio salvato dall'estinzione, grazie al progetto dell'ARSIAL, è l'Uva Mecella, varietà a bacca bianca, di origini ignote di cui non abbiamo nessuna documentazione. E' stato reperito in alcuni vecchi vigneti del comune di Pescosolido, in provincia di Frosinone, ed è iscritto nel Registro Volontario Regionale delle Biodiversità Vegetali. Il grappolo è di dimensioni medio-piccole, cilindrico, spargolo, l'acino è piccolo, sferoidale, con buccia mediamente pruinosa, di colore verde-giallo.
mercoledì 1 marzo 2023
VITIGNO SANVICETRO
Del vitigno Sangiovese abbiamo postato e discusso spesso, sappiamo che è diffuso in quasi tutte le regioni italiane dove è riconosciuto con vari e svariati sinonimi. Anche in Toscana, sua patria di elezione, assume diversi sinonimi, tra i tanti vi è il Sanvicetro, a bacca nera, chiamato così dai vecchi viticoltori nella zona del Valdarno Aretino, in provincia di Arezzo. Sempre in questa zona il Sanvicetro veniva anche chiamato Sangiovese Montanino, se coltivato in montagna, e Sangiovese Pianurino, se coltivato in pianura. Il Sanvicetro ha una media produzione e una buona resistenza alle malattie fungine, il grappolo è medio-piccolo, conico, alato, mediamente compatto, l'acino è medio, ellittico, con buccia spessa e molto pruinosa, di colore blu-nero. Non abbiamo riferimenti di vinificazione, sappiamo, però, che le sue uve hanno un elevato grado zuccherino.
Iscriviti a:
Commenti (Atom)























