La Cranaccia Arussa è un vitigno autoctono a bacca bianca della Sardegna, ritrovato e recuperato tramite il progetto Akinas e nel 2018 è stato iscritto nel RNVV. E' stato ritrovato in un vecchio vigneto della Marmilla, che è anche la zona della sua coltivazione. Il nome significa "Vernaccia Grossa", ma non ha alcun legame genetico con le varietà che hanno lo stesso nome. Sono in corso vari studi che confermerebbero un legame genetico con il Caddiu Bianco o Bianca Addosa e una possibile parentela con la Malvasia di Sardegna, ma sono necessari ulteriori approfondimenti. La Cranaccia Arussa è una varietà che preferisce terreni collinari di medio impasto, ha una discreta produzione, è poco sensibile alla peronospora e matura nella terza decade di settembre. Il grappolo è di medie dimensioni, lungo, conico, compatto, alato, l'acino è medio, sferoidale, con buccia di colore verde-giallo. Il vino ha un colore giallo paglierino con riflessi dorati, presenta profumi floreali di rosa, fruttati di mela e frutta esotica, al gusto ritornano le stesse sensazioni profumate, una buona sensazione alcolica, una media acidità, una buona persistenza gusto- olfattiva e una buona struttura. Ottimo l'abbinamento con i primi e secondi piatti di pesce, carni bianche, formaggi molli, la temperatura di servizio consigliata è 12°-14°.

Nessun commento:
Posta un commento