Il Simesara è un vecchio vitigno autoctono a bacca nera del Veneto, di cui si conoscono poche notizie. Il nome deriva dal termine "simese", che vuol dire "cimice". La prima descrizione la troviamo agli inizi dell'800 ad opera dell'Acerbi, che annota questa varietà nella zona di Bassano e Marostica, successivamente agli inizi del 900 il De Leonardis la individua nella zona della Valpolicella e a Bardolino. Negli anni '70 del secolo scorso il Simesara fu al centro di un progetto di recupero, che non diede risultati positivi per via, forse, delle sue scarse caratteristiche, da allora non abbiamo notizie relativa alla sua coltura. Il grappolo è di grande dimensione, piramidale, mediamente spargolo, con una o due ali, l'acino è medio-grande, ellissoidale, con buccia pruinosa, spessa, di colore blu-viola. Il vino ha un colore rosso rubino, con profumi vinosi, sapido, abbastanza armonico.

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