Altro antico vitigno "reliquia" della Sicilia, recuperato in questi ultimi anni, è il Giugnaiola a bacca nera. Le notizie che riguardano questa varietà sono scarse, in quanto è ancora in fase di sperimentazione. Il grappolo è medio, cilindrico o conico, compatto, con 1 o 2 ali, l'acino è medio, sferoidale, con buccia di colore blu-nero.
lunedì 18 dicembre 2023
giovedì 14 dicembre 2023
VITIGNO FIORELLA
Il Fiorella è un vitigno a bacca bianca della Basilicata, recuperato di recente grazie al DICEM (Dipartimento delle Culture Europee e del Mediterraneo) e alla Fondazione Ager PSR della Regione Basilicata. Anche di questa varietà non abbiamo notizie, pertanto ci soffermiamo alla descrizione del grappolo, che è medio, conico, mediamente compatto, l'acino è medio, sferoidale, con buccia di colore verde-giallo.
VITIGNO ALZANO
L'Alzano è uno dei vitigni "reliquia" a bacca bianca della Sicilia, recuperato dalla ricerca scientifica promossa dalla Regione Sicilia e da Assovini in collaborazione con l'Università di Milano, Roma e il Centro Ricerche di Marsala. Le notizie che riguardano questa varietà sono talmente poche che ci soffermiamo per ora alla descrizione del grappolo. Esso è corto come grandezza, conico, da spargolo a mediamente compatto, con 1 o 2 ali, l'acino è medio, ellissoidale, con buccia di colore verde-giallo.
venerdì 1 dicembre 2023
VITIGNO POLPOSA
Altro vitigno a bacca bianca del Friuli Venezia Giulia è il Polposa. Nel 2006 è stato individuata una singola vite in un vigneto storico di Dolegnano, frazione di San Giovanni al Natisone, in provincia di Udine, e Carlo Petrussi l'ha denominata Polposa. Chiaramente non abbiamo ulteriori notizie, ci soffermiamo alla descrizione del grappolo, che è di medie dimensioni, conico, molto compato, con 3 o 4 ali. L'acino è medio, sferoidale, con buccia di colore verde-giallo.
sabato 25 novembre 2023
VITIGNO NIGRUT
Il Nigrut è un antico vitigno a bacca nera del Friuli Venezia Giulia. Nel 2005 è stato ritrovato una singola vite in un vigneto storico messo a dimora nel 1896 in località Colle Villano di Faedis, in provincia di Udine, tuttora esistente e Carlo Petrussi lo ha denominato Nigrut. Questa varietà ha una media produttività, le sue uve nella piena maturità presentano una media quantità di zuccheri e un'acidità molto alta. Il grappolo è di medie o piccole dimensioni, conico, molto compatto, con 1 o 2 ali, l'acino è piccolo, sferoidale, con buccia di colore blu-nero. Il vino presenta una colorazione rosso rubino, con un buon tannino ed una intensità aromatica nella media.
venerdì 24 novembre 2023
VITIGNO COVRA
Il Covra è un antico vitigno a bacca nera dell'Emilia Romagna. La prima citazione di questa varietà, anche col sinonimo di Nigrone, è del 1752 ad opera di Niccolò Caula nel volumetto " I vini Modenesi. Baccanale d'un Accademico Dissonante colle Annotazioni". Successivamente viene citato da altri autori, quali Filippo Re, Dalla Fossa, Gallesio, Vincenzo Bertozzi, Aggazzotti. Il Casali nel 1915 cita vari sinonimi dialettali di questo vitigno, quali crova, ova covra, crovetta, crovacin. Oggi la sua coltivazione molto rara si attesta nella zona di Reggio Emilia. Non avendo ulteriori notizie, mi soffermo sulla descrizione del grappolo, che è medio/corto, cilindrico, molto compatto, a volte alato, l'acino è medio, ellissoidale, con buccia di colore blu-nero.
martedì 14 novembre 2023
VITIGNO CODELUNGJE
Il Codelungje è un antico vitigno storico a bacca nera del Friuli Venezia Giulia, coltivato sia nelle zone di collina che in quelle di pianura. Non si hanno notizie specifiche, sia storiche che di produzione. Il nome deriverebbe probabilmente dalla lunghezza del grappolo, che è molto lungo, cilindrico, molto compatto, con 1 o 2 ali, l'acino è medio, sferoidale, con buccia di colore blu-nero.
venerdì 3 novembre 2023
VITIGNO VINOSO ROSSO
In un vigneto storico del Friuli, messo a dimora nel 1896 nella località Colle Villano di Faedis, in provincia di Udine, sono stati individuati due viti a bacca nera, alle quali è stato il nome di Vinoso Rosso. Secondo le prime analisi si è evidenziato una certa parentela di primo grado di questa varietà col Refosco Nostrano, servono, però, ulteriori analisi per poter accettare questa ipotesi. Il grappolo è di medie dimensioni, conico, mediamente compatto, con 1 o 2 ali, l'acino è medio, sferoidale, con buccia di colore blu-nero.
VITIGNO PIÇULE
Nel 2005 in un vigneto storico del Friuli, nella località di Campeglio di Faedis, in provincia di Udine, è stata ritrovata una singola vite a bacca nera. Carlo Petrussi, noto agronomo e selezionatore di viti storiche, le ha dato la denominazione di Piçule. Il grappolo è di dimensioni medie, conico, molto compatto, con 3 o 4 ali, l'acino è medio, sferoidale, con buccia di colore blu-nero.
lunedì 16 ottobre 2023
VITIGNO PEVERINA
Nel 2004 in un vecchio vigneto del Friuli Venezia Giulia, nella zona di Badia di Rosazzo, in provincia di Udine, è stata individuata una singola vite di questa varietà a bacca nera, alla quale Carlo Petrussi ha dato il nome di Peverina. Il grappolo è di medie dimensioni, conico, compatto, con 1 o 2 ali, l'acino è medio, sferoidale, con buccia di colore blu-nero.
VITIGNO NERATA
In un vecchio vigneto del Friuli è stata individuata questa varietà a bacca nera, alla quale è stato data il nome di Nerata da Carlo Petrussi. Il grappolo è di dimensioni medio-lunghe, conico, mediamente compatto, con 1 o 2 ali, l'acino è medio, ellissoidale, con buccia di colore blu-nero.
VITIGNO GRAN RAP NERI
In un vigneto storico di Tocai Friulano e Ribolla Gialla nella zona di Prepotto, in provincia di Udine, in Friuli Venezia Giulia, è stata ritrovata nel 2004 una singola vite di questa varietà a bacca nera, che Carlo Petrussi ha denominata Gran Rap Neri. Il grappolo è di grandi dimensioni, lungo, conico, mediamente spargolo, con 3 o 4 ali, l'acino è medio, ellissoidale, con buccia di colore blu-nero.
giovedì 5 ottobre 2023
VITIGNO DURINA
Nel 2006 nei pressi delle colline di Prepotto, in provincia di Udine, in Friuli Venezia Giulia, è stata individuata una singola vite a bacca bianca in uno storico vigneto impiantato nel 1926 che Carlo Petrussi ha denominata Durina. Il grappolo è medio-lungo, cilindrico, mediamente compatto, con 1 o 2 ali, l'acino è medio, sferoidale, con buccia di colore verde-giallo.
VITIGNO CJAVALGIAN
Il Cjavalgian è un vitigno autoctono a bacca nera del Friuli Venezia Giulia, in passato era molto diffuso nella pianura di Udine e Cividale del Friuli, mentre nella zona di Nimis veniva vinificato con il Berzamino o Merzamino, il Curvin ed altre varietà locali a bacca nera. Oggi la sua produzione è molto limitata in tutta la Regione e si attesta perlopiù nella zona di Nimis, in provincia di Udine. Ha una media produttività, il grappolo è di medie dimensioni, cilindrico o conico, compatto, con 1 o 2 ali, l'acino è medio, sferoidale, con buccia di media consistenza, di colore blu-nero. Il vino ha un colore rosso rubino, intenso, con profumi di mirtillo, caffè, erbe aromatiche e frutta secca, morbido, con una acidità media e una gradazione alcolica medio-bassa, mediamente corposo.
martedì 26 settembre 2023
VITIGNO BLANCJAS
Il Blancjas è un vitigno a bacca bianca del Friuli Venezia Giulia, messo a dimora nel 1926, individuato nel 2005 in un vecchio vigneto storico di Campeglio di Faedis, in provincia di Udine, e così denominato da Carlo Petrussi. Il grappolo è di corte dimensioni, conico, compatto, con 1 o 2 ali, l'acino è medio, sferoidale, con buccia di colore verde-giallo.
VITIGNO BIANCHELLA
Altro vitigno del Friuli Venezia Giulia, dimenticato e riscoperto nel 2006 da Carlo Petrussi in un vecchio vigneto di Buttrio in Monte, in provincia di Udine, è il Bianchella, denominato così dal Petrussi, a bacca bianca. Il grappolo è medio-corto, conico, compatto, con 1 o 2 ali, l'acino è medio, sferoidale, con buccia di colore verde-giallo.
martedì 5 settembre 2023
VITIGNO SIORA
Il Siora è un vitigno a bacca bianca del Friuli Venezia Giulia, scoperto e denominato da Carlo Petrussi nel 2006 in un vecchio vigneto in località Colle Villano di Faedis, in provincia di Udine. In quel periodo, sempre in Friuli, sono stati individuati altri vitigni, insieme al Siora, ormai dimenticati, tutti in fase di studi, che citerò successivamente. Mi limiterò, pertanto, a descrivere il grappolo che è medio-lungo, cilindrico o conico, compatto, con 1 o 2 ali, l'acino è medio, sferoidale, con buccia di colore verde-giallo.
mercoledì 30 agosto 2023
VITIGNO SERACANA NERA
Identificato recentemente in Garfagnana, in provincia di Lucca, in Toscana, essendo sconosciuto come vitigno, gli è stato attribuito il nome di Seracana Nera, forse dovuto al luogo del suo ritrovamento nella frazione di Sillicagnana del Comune di San Romano in Garfagnana. E' un vitigno a bacca nera che, secondo le analisi del profilo, è stato evidenziato la somiglianza ad un genotipo che in varie zone della Toscana è conosciuto con diversi nomi, quali Mammolo Peccioli, Colorino Americano. Attualmente non si hanno ulteriori notizie, pertanto ci limitereremo alla descrizione del grappolo che è medio-lungo, conico, compatto, a volte alato, l'acino è medio, sferoidale, con buccia consistente, di colore blu-nero.
VITIGNO NIGRISELLA
Il Nigrisella è un vitigno a bacca nera dell'Emilia Romagna, oggi raramente diffuso nella provincia di Reggio Emilia. I primi riferimenti storici sono del 1811 ad opera di Dalla Fossa, successivamente viene citato dal Franceschini e Premuda nel 1922 in un convegno a Reggio Emilia. Come detto questa varietà oggi è molto rara nel territorio reggiano e la sua utilizzazione è prettamente in assemblaggio con altri vitigni della zona per dare colorazione ai vini, grazie al colore scuro dei suoi acini. Il grappolo è di dimensioni medio-corto, cilindrico o conico, mediamente compatto, con 1 o 2 ali, l'acino è medio-piccolo, sferoidale, con buccia di colore blu-nero.
giovedì 24 agosto 2023
VITIGNO MOCULA
Questo vitigno a bacca bianca è stato ritrovato nel 2004 in un vecchio vigneto della frazione Spessa di Cividale del Friuli, in provincia di Udine e Carlo Petrussi, esperto di viti storiche, lo ha denominato Mocula. E' una varietà con una bassa produttività, la sua maturazione è tardiva e le uve a maturazione presentano una media alcolicità e acidità. Il grappolo è di piccole dimensioni, cilindrico, spargolo, con 1 o 2 ali, l'acino è medio-piccolo, sferoidale, con buccia di colore verde-giallo. Il vino ha un colore giallo paglierino, con profumi fruttati, con buona alcolicità e media acidità. Questa sua caratteristica aromatica spesso lo rende simile allo Chardonnay.
venerdì 18 agosto 2023
VITIGNO GARGOLA
Il Gargola è un vitigno autoctono a bacca nera dell'Emilia Romagna, ritrovato in un vigneto della provincia di Reggio Emilia. Di questa varietà non si hanno documenti storici né notizie specifiche, sappiamo soltanto che il nome deriva da un termine dialettale che fa riferimento alle galle, cioè trasformazioni che si notano sulle foglie o sul tronco delle querce di questa zona. Il grappolo è di piccole dimensioni, corto, cilindrico, compatto, alato, l'acino è medio, sferoidale, con buccia di colore blu-nero.
mercoledì 16 agosto 2023
VITIGNO BUBBIA
Il Bubbia è un vitigno autoctono a bacca nera del Piemonte, attualmente non si hanno descrizioni aggiornate, dovuto anche al poco interesse suscitato nel corso dei secoli per la sua duplice attitudine, sia come uva da vino che come uva da tavola, come ci descrivono il Viala e Vermorel nella loro opera. La prima citazione che abbiamo è del 1835 di Giovanni Eandi nella sua opera "Statistica della Provincia di Saluzzo", dove si attesta la diffusione di questa varietà sulle colline dei comuni di Costigliole, Verzuolo, Saluzzo, Pagno e Castellar, pianura saluzzese, in provincia di Cuneo. Attualmente non si hanno notizie di impianti di vigneti di questa varietà, se non quelli per la conservazione del germoplasma, dove sono in programmazione prove di vinificazione anche in purezza. Il grappolo è di medie dimensioni, conico, mediamente compatto, alato, l'acino è medio, ellissoidale, con buccia di colore blu-nero.
sabato 12 agosto 2023
VITIGNO BRAMBANA
Il Brambana è un vitigno a bacca nera del Friuli Venezia Giulia, un tempo coltivata nella zona di Latisana e Precenicco, in provincia di Udine. Nel corso degli anni è stato citato con vari nomi, quali Brambona, Brombone. Una sua descrizione la ritroviamo nel 1991 nell'opera di Calò e Costacurta. Non abbiamo notizie approfondite di questa varietà, pertanto ci limitiamo alla descrizione del grappolo, che è di medie dimensioni, cilindrico, compatto, alato, l'acino è medio, sferoidale, con buccia pruinosa, di colore blu-nero.
VITIGNO BONARDINA
La Bonardina è un vitigno a bacca nera del Piemonte, coltivata principalmente nel Pinerolese, in provincia di Torino, ed è conosciuto anche come Bonarda di Borgomasino. Da recenti analisi del DNA questa varietà, si presume, abbia origine da un incrocio naturale tra la Malvasia Aromatica di Candia e la Croatina, che, pur distinguendosi da quest'ultima, vi assomiglia per alcuni caratteri. La Bonardina ha una produzione abbondante e matura nella seconda metà di settembre. Il grappolo è di dimensioni medie, conico, allungato, spargolo, alato, l'acino è medio-piccolo, sferoidale, con buccia spessa e pruinosa, di colore blu-nero. Attualmente la sua vinificazione è in assemblaggio con altre uve nere della zona, principalmente con la Bonarda.
mercoledì 9 agosto 2023
VITIGNO UVA VIPERA
La zona del Sud Pontino che va da Terracina a Formia, in provincia di Latina, siamo nel Lazio, è la patria di un altro vitigno autoctono di nicchia a bacca nera che è l'Uva Vipera. Anche questa è una varietà molto antica, già presente all'epoca dei Romani, purtroppo le notizie che la riguardano sono scarse, pertanto rimandiamo a ulteriori notizie in prossimi aggiornamenti. Deve il suo nome alla forma dell'acino molto simile alla testa della vipera. Da un esame genetico è stato stabilito una parentela di primo grado tra questa varietà con quella dell'Uva Serpe.
lunedì 7 agosto 2023
VITIGNO SAN GIUSEPPE NERO
Altro vitigno autoctono di nicchia a bacca nera del Lazio, presente nella zona del Sud Pontino che va da Terracina a Formia, in provincia di Latina, è il San Giuseppe Nero. Potrebbe essere identico al vitigno Abbuoto, coltivato nella stessa zona, però si è in attesa di eventuali analisi del DNA che possano confermare la loro identità. Purtroppo le notizie che riguardano questa varietà sono scarse, rimandiamo il tutto per eventuali nuovi aggiornamenti.
domenica 6 agosto 2023
VITIGNO SAN COLOMBANA BIANCA
Il San Colombana Bianca è un vitigno autoctono a bacca bianca della Toscana, conosciuto anche come Colombana di Peccioli, Colombana Bianca o San Colombano. In Lombardia, nel Lodigiano, è conosciuto col nome di Verdea, mentre in Emilia, nel Piacentino, è conosciuto col nome di Besgano Bianco. E' un vitigno a duplice attitudine, può essere sia vinificato che consumato come uva da tavola. La prima citazione è del XIV secolo in una novella del Sacchetti, successivamente è citato dal Soderini nel 1600, dal Trinci nel 1738, descritta nel 1869 dalla Commissione Ampelografica del Comizio di Firenze, per passare al Di Rovasenda nel 1877 nel suo saggio. A cavallo della metà del 1600 e gli inizi del 1700 il pittore, alla Corte dei Medici, Bartolomeo Bimbi raffigura questo vitigno in un suo quadro. La sua diffusione è attestata sulle Colline Pisane, nei comuni di Peccioli, Lari e Terricciola, recentemente è stata censita anche in Garfagnana, in provincia di Lucca. Questo vitigno presenta una buona produttività, è poco sensibile al marciume. Il grappolo è di dimensioni medie o medio-grandi, conico, spargolo, alato, l'acino è medio, sferico, con buccia consistente, di colore verde-giallo. Il vino ha un colore giallo paglierino scarico, leggero, fruttato, con buona acidità, delicato, utilizzato spesso per ottenere Vin Santo, ottimo come aperitivo.
martedì 13 giugno 2023
VITIGNO ROSSOLETTA
Il Rossoletta è un vitigno a bacca nera del Piemonte, presente in Val d'Ossola, provincia di Verbania, e in Lombardia, nella Valtellina, nei comuni di Teglio e Grosotto, in provincia di Sondrio, dove è chiamato Rossolino Rosa. Attualmente la sua presenza in queste zone è di poche piante sparse in vecchi vigneti, pertanto non abbiamo molte notizie. La sua utilizzazione è per la vinificazione, mescolata ad altre uve locali, per migliorare la tonalità del vino. Il grappolo è di medie dimensioni, conico o cilindrico, compatto, a volte alato, l'acino è medio, ellissoidale, con buccia pruinosa, di colore rosso scuro-violetto.
sabato 3 giugno 2023
VITIGNO PINTIROLA
Il Pintirola è un vitigno autoctono a bacca nera dell'Emilia Romagna, presente raramente nella pianura della provincia di Reggio Emilia. Non si conoscono annotazioni o citazioni di questa varietà, pertanto le notizie sono molto scarse o quasi nulle, ci limitiamo, quindi, alla descrizione del grappolo, che è di media grandezza, conico, compatto, l'acino è medio, ellissoidale, con buccia pruinosa, di colore blu-nero.
lunedì 29 maggio 2023
VITIGNO NERETTO DI SALTO
Il Neretto di Salto è un vitigno autoctono a bacca nera del Piemonte, presente ancora oggi sporadicamente in vecchi vigneti della zona di Ivrea, il Canavese, in provincia di Torino. Prende il nome della località Salto Canavese, frazione del Comune di Cuorgné, in provincia di Torino. I primi riferimenti storici risalgono agli inizi dell'800 ad opera di Giorgio Gallesio, che lo cita nella sua opera "Pomona", del Gatta nel 1838 ed era confuso con alcuni Neretti presenti in Regione, mentre oggi possiamo ritenerlo ben distinto da tutti gli altri Neretti piemontesi, anche se a rischio di estinzione. Non abbiamo notizie ed esperienze di vinificazione specifiche, il grappolo è di medie dimensioni, conico, compatto, con 1 o 2 ali, l'acino è medio, sferoidale, con buccia pruinosa, di colore blu-nero.
giovedì 25 maggio 2023
VITIGNO MINNELLA NERA
L'areale delle pendici dell'Etna è il luogo di coltivazione della Minnella Nera, a bacca nera, in provincia di Catania, in Sicilia, varietà reliquia quasi in via di estinzione. In questa zona viene coltivata anche la Minnella Bianca, più diffusa della Nera, già descritta in un precedente post. Questa varietà è stata descritta per la prima volta nel 1812 dal Sestini e il nome deriva dalla parola dialettale "minna" che vuol dire "mammella" per la forma oblunga degli acini. La sua coltivazione è molto limitata e la sua presenza è all'interno di vecchi vigneti destinati ad altre varietà. Rispetto alla sua omonima "Bianca" si differenzia solo per la colorazione degli acini. Il grappolo è di medie dimensioni, conico o piramidale, alato, da compatto a spargolo, l'acino è medio, ellissoidale oblungo, con buccia pruinosa, di colore blu-violetto-nero. Il vino ha un colore rosso rubino scarico, con note di ciliegia, al gusto presenta una buona alcolicità e una sufficiente acidità con un finale lievemente amaro, mentre la persistenza e la struttura sono medie o scarse.
lunedì 22 maggio 2023
VITIGNO BASOLEINA
Il Basoleina è un vitigno autoctono dell'Emilia Romagna a bacca nera. Una prima citazione di questo vitigno è del 1771 ad opera del Du Tillot col nome di Bazolina, coltivata nel Ducato di Parma e Piacenza. Nel 1840 Vincenzo Bertozzi, membro della Società Agraria del Dipartimento del Crostolo, compilò un elenco delle uve della provincia di Reggio Emilia, indicando questa varietà col nome di Bazzolina. Nel corso degli anni viene citato da altri autori con vari nomi anche dialettali fino a giungere ai nostri giorni col termine modificato in Basoleina. Un riferimento più recente di questa varietà si trova nell'Informatore Agrario del 2013, dove sono riportati i risultati di una ricerca dei vecchi vitigni presenti sul territorio della provincia di Reggio Emilia. A tutt'oggi non abbiamo ulteriori notizie che riguardano questa varietà, ci limiteremo alla descrizione del frutto. Il grappolo è di medie dimensioni, cilindrico o conico, compatto, con 1 o 2 ali, l'acino è medio, sferoidale o ellissoidale, con buccia pruinosa, di colore blu-nero.
venerdì 19 maggio 2023
VITIGNO VURPIN
Il Vurpin è un vitigno autoctono a bacca nera del Piemonte, nel Saluzzese, in provincia di Cuneo, è conosciuto col sinonimo di Volpino. La prima citazione è del 1835 ad opera di Eandi, che elenca un Vorpin a bacca nera e un Vorpin a bacca bianca(di cui si son perse le tracce), coltivato nella zona di Barge e Bagnolo, in provincia di Cuneo. Nel 1877 il Di Rovasenda cita nel suo Saggio un vitigno Volpin nella zona di Saluzzo, in provincias di Cuneo. Attualmente questa varietà, la cui produzione è molto limitata, è stata recuperata in una località della Val Bronda, nel Saluzzese, in provincia di Cuneo ed è oggetto di studio, pertanto non abbiamo ulteriori notizie. Il grappolo è di medie dimensioni, conico, compatto, a volte alato, l'acino è medio, sferoidale, con buccia pruinosa, di colore blu-nero.
giovedì 18 maggio 2023
VITIGNO UA DELLA VIGNA
Altro vitigno autoctono, di cui non conosciamo notizie e messo a dimora per lo studio e la valutazione nel campo sperimentale del Comune di Amelia, in provincia di Terni, dal progetto autorizzato della Regione Umbria, in collaborazione con la Facoltà di Agraria dell'Università degli Studi di Perugia e il Centro Regionale Servizi alla Vitivinicoltura di Orvieto, è l'Ua della Vigna, varietà a bacca nera. E' una varietà questa molto sensibile all'oidio, il grappolo è medio, composto, conico o piramidale, mediamente spargolo, l'acino è medio-piccolo, ellissoidale, con buccia mediamente spessa e pruinosa, di colore blu-nero. Dalle prime valutazioni enologiche il vino è rosso rubino, con note floreali, vinoso, intenso, con buona tannicità e acidità, ben equilibrato e adatto per assemblaggio con altre varietà locali.
mercoledì 17 maggio 2023
VITIGNO FERRANTE
La scoperta e la valorizzazione di vitigni autoctoni minori nella zona del Comune di Amelia, in provincia di Terni, in Umbria, sono oggi oggetto di studio e non ancora di commercializzazione. Pertanto la Regione Umbria, in collaborazione col Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali Facoltà di Agraria dell'Università degli Studi di Perugia e del Centro Regionale Servizi alla Vitivinicoltura di Orvieto, ha autorizzato l'impianto di un vigneto sperimentale nel Comune di Amelia, mettendo a dimora diverse varietà sia a bacca nera che a bacca bianca. Una di queste varietà è il Ferrante a bacca bianca. Il grappolo è di medie dimensioni, piramidale, con 1 o 2 ali, mediamente compatto, l'acino è medio, sferoidale, con buccia di colore verde-giallo, mediamente spessa. Dalle prime valutazioni enologiche il vino ha un colore giallo paglierino con riflessi dorati, con note floreali, con buona acidità. leggermente amarognolo, nel complesso strutturalmente sufficiente.
sabato 13 maggio 2023
VITIGNO BARBAROSSA TOSCANA
Il Barbarossa Toscana è un vitigno autoctono a bacca rosa della Toscana, individuato e riscoperto pochi anni fa' in qualche vigneto della provincia di Pistoia e Lucca dal Gruppo di Ricerca di Viticoltura dell'Università di Pisa. E' stato inserito nel vigneto di collezione "Colignola" del Dipartimento di Scienze Agrarie e Alimentari dell'Università di Pisa. Secondo alcune testimonianze questo vitigno Barbarossa dovrebbe corrispondere a quello citato dal Soderini nel 1600 e successivamente dal Trinci nel 1726. Da recenti analisi ampelografiche è stato evidenziato che questa varietà di Barbarossa è totalmente diversa da tutte le altre varietà di Barbarossa presenti in Piemonte e Liguria. Non abbiamo notizie di vinificazioni, pertanto ci soffermiamo alla descrizione del grappolo, che è medio, conico, mediamente spargolo, a volte alato, l'acino è medio, sferoidale, con buccia di colore rosa.
mercoledì 10 maggio 2023
VITIGNO VITE DI ROTEGLIA
Questa varietà, costituita da un unico ceppo di grande dimensione (solo alla base misura 1 metro), è una vite ultracentenaria molto rustica che ha resistito alla fillossera ed è stata salvata dall'abbandono dal proprietario proprio per la sua unicità. Parliamo della Vite di Roteglia, conosciuto anche come Sconosciuta di Castellarano o Uva di Castellarano, vitigno autoctono a bacca nera dell'Emilia Romagna, rinvenuto in un vecchio vigneto tra i filari di lambrusco nella frazione di Roteglia del Comune di Castellarano, in provincia di Reggio Emilia. Questa varietà, oltre ad essere presente nel stesso vigneto del proprietario, è stata introdotta nell'Azienda Agraria dell'Istituto di Istruzione Superiore Zanelli di Reggio Emilia grazie ad un progetto della Provincia di Reggio Emilia e della Regione Emilia Romagna. Questo progetto dovrebbe servire ad uno studio più approfondito del DNA, origine e valorizzazione di questo vitigno, anche se da un primo controllo avrebbe dei caratteri che lo rendono simile al vitigno Ancellotta. Il grappolo è di dimensioni medio-lungo, conico, compatto, alato, l'acino è medio, sferoidale o ellissoidale, con buccia di colore blu-nero.
martedì 9 maggio 2023
VITIGNO VENERE
Ritrovato nel 2001 in un vecchio vigneto del Friuli nella zona di Percoto, frazione del Comune di Pavia di Udine, in provincia di Udine, il Venere è un vitigno autoctono a bacca bianca, il nome lo si deve ad Augusto Fabbro, dottore agronomo e tecnico viticolo del Friuli. Non abbiamo per ora molte notizie di questa varietà, però dalle prime avvisaglie di analisi potrebbe discendere e avere una certa parentela col vitigno Picolit. Per confermare questa ipotesi sono necessarie ulteriori analisi molecolari, per ora ci soffermiamo a descrivere il grappolo che è medio-lungo, conico, compatto, alato, l'acino è medio, sferoidale o ellissoidale, con buccia di colore verde-giallo.
lunedì 8 maggio 2023
VITIGNO TOSTOLELLO
Il Tostolello è un vitigno autoctono a bacca bianca dell'Umbria, attualmente presente soltanto in alcuni vecchi vigneti del Comune di Amelia, in provincia di Terni. Non abbiamo scritti o documenti che testimoniano la sua presenza nel passato, le uniche testimonianze che abbiamo, sono quelle raccolte in questa zona. E' un vitigno che ha una buona produttività e una buona resistenza alle malattie, la sua maturazione è a metà settembre. Il grappolo è composto-medio, cilindrico-conico, mediamente spargolo, l'acino è medio-piccolo, sferoidale, con buccia mediamente spessa, di colore verde-giallo. Il vino ha un colore giallo paglierino con riflessi leggermente verdi, con profumi floreali ed erbacee delicati, con un'ottima acidità, secco, persistente, di buon corpo.
mercoledì 3 maggio 2023
VITIGNO MOSCATELLO NERO DI SEULO
Come già scritto in altre occasioni, il progetto AKINAS, finanziato dalla Regione Sardegna, ha l'obiettivo di recuperare varietà autoctone della Regione e studiarle dal punto di vista ampelografico, analitico e sensoriale. Tra i tanti è stato recuperato il Moscatello Nero di Seulo, varietà a bacca nera, individuato in un vigneto a Seulo nella Barbagia, in provincia di Nuoro. E' un vitigno molto aromatico appartenente alla famiglia dei Moscati e secondo le analisi del DNA avrebbe una certa affinità e identità col Brachetto di Nizza, in Piemonte, da non confondere col più famoso Brachetto di Acqui. Il grappolo è di dimensioni medie, lungo, conico o a imbuto, molto compatto, l'acino è medio, sferoidale, con buccia di colore rosso scuro-violetto. Il vino ha un colore rosso rubino scarico, dall'aroma classico dei Moscati, con sentori fruttati e floreali, con buona intensità e di corpo.
domenica 30 aprile 2023
VITIGNO BARBAROSSA DI FINALE
La presenza del vitigno Barbarossa lo ritroviamo in varie regioni italiane, quali Piemonte, Toscana, Emilia Romagna, Puglia, ma con caratteristiche ben diverse tra di loro. Qui tratteremo del vitigno Barbarossa di Finale, autoctono a bacca rossa differente da tutti gli altri, attualmente presente nella Riviera di Ponente Ligure, principalmente nel comune di Finale, in provincia di Savona. Questa varietà a doppia attitudine, sia da tavola che da vino, fu descritta dal Gallesio agli inizi del '800 e citata dalla Commissione Ampelografica Provinciale di Porto Maurizio nel 1881. Le sue uve danno un vino rosato tenue, ma poco stabile, per questo sono più adatte ad una vinificazione in bianco e grazie alla buona acidità si prestano alla spumantizzazione. Il grappolo è di medie dimensioni, corto, conico, alato, mediamente spargolo, l'acino è medio, ellissoidale, con buccia di colore rosa.
sabato 29 aprile 2023
VITIGNO VAIANO
Il Vaiano, detto dialettalmente Vajano, è un vitigno autoctono a bacca nera dell'Umbria. L'area di diffusione si attesta nel solo territorio del comune di Amelia, in provincia di Terni. E' conosciuto anche con i sinonimi di Cannella Nera in Puglia in provincia di Foggia, Panfinone nella zona di Orvieto, in provincia di Terni e Zagarese di Manduria in Puglia,in provincia di Taranto. Ad oggi non esistono testimonianze o documenti scritti della sua presenza in passato, le prime citazioni si riferiscono all'inizio del '900 del secolo scorso. Il grappolo è di forma lungo, conico, alato, mediamente spargolo, l'acino è medio, sferoidale, con buccia pruinosa, di colore blu-nero. Le sue uve si prestano molto bene alla produzione di vini rosati.
giovedì 27 aprile 2023
VITIGNO UVA SERPE
La storia di questo vitigno, associato all'altro vitigno laziale della stessa zona, l'Abbuoto, si perde nella notte dei tempi e dagli studi effettuati si evince che non ha riscontri di parentela con alcun altro vitigno oggi utilizzato al mondo. Parliamo del vitigno Uva Serpe, autoctono del Lazio a bacca nera. Ma andiamo con ordine. Un primo accenno di notizia la ritroviamo nel 312 a.C. grazie ad Appio Claudio Cieco, che nella costruzione della Via Appia che collega Roma a Brindisi detta Regina Viarum, trovò una grossa difficoltà per i lavori nella zona tra Fondi e Formia, oggi in provincia di Latina, a causa dei terreni impervi e collinari. Questo inconveniente causò un certo ritardo nei lavori, che Appio Claudio Cieco oziava occupare con lauti pranzi e bevute di un vino locale talmente buono da farlo conoscere a Roma. Il vino in oggetto era il Caecubum, oggi Cècubo, nome coniato dai termini Caecus, che deriva da Appio Claudio Cieco e Bibendum, che deriva da bere. Nel corso dei secoli questo vino destò un tale interesse da essere citato e apprezzato da Plinio il Vecchio, che lo classificò migliore del Falerno, e dal Columella, che nella sua opera De Agricoltura individuò la zona di produzione tra Itri e Sperlonga, in provincia di Latina. Sempre nella sua opera il Columella, siamo nel I° secolo d.C., parlava di un vitigno chiamato Dracontion, termine greco che significa "serpente", da cui veniva prodotto il vino Cècubo (oggi in assemblaggio con l'altro vitigno laziale Abbuoto). L'Uva Serpe ha una costante produzione, predilige terreni poco fertili, il grappolo è di medie dimensioni, conico, compatto, l'acino è medio, sferoidale, con buccia pruinosa, di colore blu-nero. Il vino ha un colore rosso rubino, intenso, con profumi fruttati e floreali, alcolico, corposo e strutturato. Questo vino è talmente carico di colore tanto da tingere il pavimento, come ricordava Orazio in un famoso suo verso "Vero tinget pavimentum superbo".
giovedì 20 aprile 2023
VITIGNO UVA NERA ANTICA
Molte varietà di uva oggi esistenti hanno probabilmente materiale genetico di vecchie viti coltivate moltissimi secoli fa già all'epoca dei Greci o dei Romani. Una di queste potrebbe essere l'Uva Nera Antica, vitigno a bacca nera, rinvenuto in provincia di Chieti e presa in carico come "accessione" per poterla studiare, fotografare ampelograficamente dall'Assessorato della Regione Abruzzo. Questa varietà veniva utilizzata nel secolo scorso anche come uva da tavola e le notizie che oggi disponiamo sono molto scarse, in quanto ancora, forse, in fase di studio. Il grappolo è di dimensioni medie, corto, conico, alato, spargolo, l'acino è medio-grosso, sferoidale, con buccia di colore blu-nero.
martedì 18 aprile 2023
VITIGNO MASSARDA O TABACCA
Resistito alla fillossera e ancora oggi coltivato a piede franco, il Massarda, detto anche Tabacca o Mortolata, è un vitigno autoctono a bacca bianca della Liguria, attualmente diffuso in vecchi vigneti misto ad altre varietà nell'estremo Ponente Ligure, zona che va da Sanremo a Ventimiglia, in provincia di Imperia. Il nome Tabacca deriverebbe molto probabilmente dal caratteristico colore marrone chiaro che assume l'acino in fase di maturazione. La prima citazione di questa varietà è del 1825 ad opera dell'Acerbi, successivamente viene citata da altri autori, però una descrizione più dettagliata ci viene fornita nel 1881 dalla Commissione Ampelografica di Porto Maurizio. Questo vitigno predilige terreni calcarei, arieggiati e ben esposti al sole, posti ad una certa altezza, in quanto a quote basse non riesce a maturare perfettamente, la sua coltivazione di regola è ad alberello. Ha una discreta produttività, la maturazione è tardiva, il grappolo è medio-grande, piramidale o conico, alato, mediamente compatto, l'acino è grosso, ellissoidale, con buccia coriacea, di colore verde-giallo. Il vino ha un colore giallo paglierino con profumi floreali e fruttati, morbido, con un buon tenore alcolico, una buona sapidità, una elevata freschezza, nel complesso una discreta struttura.
sabato 1 aprile 2023
VITIGNO ROMANESCO
Il Romanesco è un vecchio vitigno autoctono a bacca bianca del Lazio, la cui presenza è documentata fin dal 19° secolo negli "Atti della Giunta per l'Inchiesta Agraria" del 1883, coltivato in diversi comuni della provincia di Viterbo, quali Canepina, Bomarzo, Montefiascone, Vitorchiano etc. e nei comuni di Anagni, Acuto e Fiuggi, in provincia di Frosinone. Nella provincia di Frosinone non si trova più traccia di questa varietà e le notizie sulla sua origine sono ignote. E' una varietà rientrata nel progetto di recupero e rivalutazione dell'ARSIAL, pertanto le notizie sono ancora scarse. Il grappolo è di grandi dimensioni, conico, mediamente compatto, l'acino è piccolo, sferoidale, con buccia di colore verde-giallo.
giovedì 30 marzo 2023
VITIGNO PROCU NIEDDU
Iscritto nel RNVV nel 2019, il Procu Nieddu è un vitigno autoctono a bacca nera della Sardegna, presente in vecchi vigneti della parte meridionale dell'isola nella zona Marmilla e Mogoro. Al momento non abbiamo molte informazioni su questa varietà, pertanto ci limitiamo alla descrizione del grappolo, che è medio-piccolo, di forma tronco-conica, molto compatto, a volte alato, l'acino è medio, ellissoidale, con buccia pruinosa, di colore blu-nero.
mercoledì 29 marzo 2023
VITIGNO PEZZOLA
Il Pezzola è un antico vitigno autoctono a bacca bianca del Veneto, indicato dal Marzotto nel 1825 come varietà coltivata nei Colli Berici nella zona di Nanto, in provincia di Vicenza, e conosciuto anche col sinonimo di Mattozzo. Spesso è confuso erroneamente col vitigno Pinella, coltivato nei Colli Euganei, per via di molte analogie ampelografiche. Il Pezzola è una varietà che predilige terreni collinari ben arieggiati, soleggiati e non è adatta ad essere coltivata in pianura per via della sua sensibilità al marciume. Il grappolo è di medie dimensioni, cilindrico o conico, alato, compatto, l'acino è medio, sferico, con buccia di colore verde-giallo. Attualmente è stato inserito nel progetto di Valorizzazione e Recupero del Germoplasma Viticolo dell'Istituto Sperimentale per la Viticoltura di Conegliano Veneto in collaborazione con Veneto Agricoltura.
martedì 28 marzo 2023
VITIGNO NOSTRANO NERO
Il Nostrano Nero è un vecchio vitigno autoctono a bacca nera del Lazio, ritrovato e recuperato dal progetto dell'ARSIAL. Non abbiamo notizie sulle sue origini, però viene documentata la sua presenza fin dal 19° secolo negli "Atti della Giunta per l'Inchiesta Agraria" nei comuni di Acuto e di Piglio, in provincia di Frosinone, come Cesanese Nostrale e nel comune di Anticoli di Campagna (così era chiamato anticamente l'odierna Fiuggi), sempre in provincia di Frosinone, come Uva Nera Nostrale per distinguerlo dal Cesanese d'Affile. Il grappolo è medio-grande, cilindrico, spargolo, alato, l'acino è medio, ellissoidale, con buccia mediamente pruinosa, di colore blu-nero. Il vino ha un colore rosso rubino con riflessi violacei, con note di frutti rossi, con una tannicità nella media e una buona struttura.
sabato 25 marzo 2023
VITIGNO NERO DI SCILLA
Il Nero di Scilla è un vitigno a bacca nera, diffuso nel sud della Calabria, in provincia di Reggio, in vecchi vigneti insieme ad altre varietà. E' un vecchio vitigno ritrovato e per ora, tramite un progetto, sottoposto a studi del DNA e ampelografici, ha una produzione elevata e predilige terreni piuttosto siccitosi. Il grappolo è di medie dimensioni, conico, alato, prevalentemente compatto, l'acino è medio, sferoidale, con buccia pruinosa, di colore blu-nero. La sua utilizzazione è prevalentemente in assemblaggio con altre varietà locali per dare colore e alcolicità ai vini.
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