sabato 17 dicembre 2022

VITIGNO NEGRAT

Il Negrat è un vitigno autoctono a bacca nera del Friuli Venezia Giulia, citato già nella seconda metà del 1800 con un certo interesse dovuto all'ottima produttività. Oggi risulta quasi del tutto scomparso, la sua coltivazione è circoscritta al comprensorio del comune di S. Giorgio della Richinvelda, in provincia di Pordenone. Le notizie che riguardano questa varietà sono scarse, il nome deriverebbe dalla colorazione nera degli acini. Il grappolo è di medie dimensioni, conico, molto compatto, alato, l'acino è medio, sferoidale, con buccia pruinosa, di colore blu-nero. Le scarse vinificazioni indicano un vino dal colore rosso rubino intenso, odore vinoso, con una buona freschezza e sapidità e di media struttura.
 

mercoledì 14 dicembre 2022

VITIGNO MARRUGÀ

Il Marrugà, detto anche Marugà o, quanto sostenuto dal Musiani nel 1932, conosciuto in alcune zone del Chianti come Marruà o Marrucà, è un vitigno autoctono a bacca nera di antica coltivazione, rinvenuto nel comune di Gaiole in Chianti, in provincia di Siena, dove è poco diffuso. E' una varietà molto produttiva e costante negli anni, ha una normale resistenza alle principali malattie parassitarie e, di regola, è coltivato insieme ad altri vitigni a bacca nera. Il grappolo è di medie dimensioni, conico, alato, da compatto a mediamente spargolo, l'acino è medio, sferoidale, con buccia pruinosa e consistente, di colore blu-nero. Viene vinificato sempre con altre varietà a bacca nera locali, pertanto non si conoscono le caratteristiche organolettiche del vino che si ricava dalla sua vinificazione in purezza.
 

sabato 3 dicembre 2022

VITIGNO GREGU NIEDDU

Il Gregu Nieddu è un vitigno autoctono a bacca nera della Sardegna, presente nella zona di Oristano, nel Meridione della Sardegna, nella zona di Sassari e nel Sulcis, è iscritto nel RNVV dal 2018 grazie al progetto Akinas di Agris Sardegna. E' conosciuto con vari sinonimi, nel Sulcis è chiamato Vertudi o Vertura, nella zona di Sassari come Zirone di Spagna, è chiamato erroneamente Greco Nero, ma non ha nulla in comune con l'omonimo vitigno calabrese. Da recenti analisi si è evidenziato che il Gregu Nieddu è nato da un incrocio tra il vitigno francese Mourvedre e il vitigno Monica Bianca. Questo stesso incrocio lo ritroviamo nell'altro vitigno sardo, il Pascale. Il Gregu Nieddu ha una media produzione ed è mediamente sensibile alla peronospora, il grappolo è mediamente lungo, conico, mediamente spargolo, l'acino è medio, sferoidale, con buccia di colore blu-nero. Il vino ha un colore rosso granato intenso, con note di ciliegia, rosa, confettura e leggere speziature, al gusto ritornano le sensazioni olfattive con una certa intensità, strutturato e persistente, di corpo.
 

martedì 29 novembre 2022

VITIGNO GALLIZZONE

La sua prima citazione la ritroviamo nel 2009 ad opera di Torello, anche se il Raffaelli nel 1978 lo annovera nella "Monografia Storica e Agraria del circondario di Massa Carrara". Il Gallizzone è un vitigno, a rischio di estinzione, a bacca nera della Toscana, presente nella Garfagnana, in provincia di Lucca, e in Lunigiana, in provincia di Massa Carrara, anche Castelnuovo Magra e Arcola, in provincia di La Spezia. E' una varietà a duplice attitudine sia da vino che da tavola, matura precocemente, è discretamente produttivo ed è mediamente sensibile alla peronospora, meno all'oidio e alla botrite. Il grappolo è di medie dimensioni, conico, mediamente compatto, alato, l'acino è medio-piccolo, sferico o ellittico, con buccia molto pruinosa, mediamente spessa, di colore blu-nero. Viene di regola utilizzato in uvaggio.
 

VITIGNO DALL'OCCHIO

Il Dall'Occhio è un antico vitigno autoctono a bacca bianca del Veneto, coltivato fin dal 1700 nella zona di Conegliano, come testimoniato dal Caronelli. La sua coltivazione è quasi del tutto scomparsa e le notizie sono molto scarse. L'unica sua presenza è stata reperita in un vigneto di Osigo, frazione del comune di Fregona, in provincia di Treviso, ed è in corso il lavoro di recupero. E' una varietà poco vigorosa e poco sensibile alle malattie, il grappolo è di piccole dimensioni, conico, compatto, alato, l'acino è medio, sferico, con buccia mediamente pruinosa, spessa, di colore verde-giallo. Le risultanze delle poche vinificazioni annotano un vino dal colore giallo paglierino, leggermente aromatico, con profumi agrumati, fruttati e floreali, al gusto denota una elevata acidità e una gradazione alcolica contenuta.
 

venerdì 25 novembre 2022

VITIGNO CACAMOSCA

Il Cacamosca è un vitigno reliquia a bacca bianca della Campania, deve il suo particolare nome alle numerose macchie di colore marrone sulla buccia degli acini che ricordano i piccoli escrementi della mosca. E' conosciuto anche col sinonimo di Riciniello Bianco e Cacate di mosca, nel 2005 le analisi del DNA hanno rivelato una relazione genetica con il Fenile, altra varietà campana. Il Cacamosca è un antichissimo vitigno, a rischio di estinzione, che è riuscito a sopravvivere alla fillossera e attualmente è coltivato in piccoli appezzamenti a piede franco in Costiera Sorrentina nei comuni di Gragnano e Lettere, in provincia di Napoli. Non abbiamo molte notizie che riguardano questa varietà, sappiamo che è un vitigno poco produttivo, il grappolo è di piccole dimensioni, conico, alato, mediamente spargolo, l'acino è piccolo, sferoidale, con buccia di colore verde-giallo. Questo vitigno da' un vino quasi introvabile, ha scarsa acidità, ma un alto grado alcolico, grazie al suo elevato tenore zuccherino e per questa sua caratteristica viene utilizzato quasi sempre in uvaggio con altre varietà locali per rafforzare il loro grado alcolico.
 

venerdì 18 novembre 2022

VITIGNO BIANCO DI FERRUZZANO

Il Bianco di Ferruzzano è un vitigno a bacca bianca della Calabria, presente nel comune di Ferruzzano, in provincia di Reggio Calabria. E' una varietà molto simile alla Malvasia Lunga con caratteristiche ben distinte. Non abbiamo molte notizie in merito, ma le dicerie degli abitanti della zona vogliono farlo risalire all'epoca dei Tessali. E' un vitigno con una elevata produttività, il grappolo è di medie dimensioni, lungo, conico, spesso alato, mediamente compatto, l'acino è piccolo, sferoidale, con buccia sottile, di colore verde-giallo. Non abbiamo valutazioni enologiche di rilievo.

 

mercoledì 16 novembre 2022

VITIGNO ALBA ROSA

 Alba Rosa è un vitigno autoctono a bacca rosa del Lazio, rinvenuto in un vigneto di Grottaferrata, nei Castelli Romani, in provincia di Roma. E' una varietà molto rara, risalente molto probabilmente all'epoca dei Romani, ed è iscritto al Registro Volontario Regionale delle Biodiversità Vegetali a rischio di estinzione. Vi è un unico produttore della zona che lo ha salvato dalla probabile estinzione, in quanto poco produttivo, e le notizie per ora sono scarse. Il grappolo è di grande dimensione, conico, spargolo, l'acino è medio, sferoidale, con buccia poco pruinosa, di colore rosa. L'Alba Rosa da' un vino rosato con profumi di ciliegia, fragola e banana, morbido, fresco, sapido, di buona persistenza, ottimo come aperitivo. Viene vinificato anche nella tipologia rosso.
 

martedì 15 novembre 2022

VITIGNO ALBAROLA NERA

L'Albarola Nera è un vitigno a rischio di estinzione a bacca nera della Toscana, attualmente presente in poche aziende della Media Lunigiana, in provincia di Massa Carrara. La prima documentazione è del 1981 apparsa alla Mostra Etnografica sulla viticoltura delle Cinque Terre e della Lunigiana, successivamente viene citata nell'Almanacco Pontremolese del 1984 come uva che si deteriora facilmente a causa della buccia finissima dell'acino e da' un ottimo vino dolce, chiamato "fior d'Albarola" o "Vino del Prete". E' un vitigno che ha una media produttività, il grappolo è di dimensioni medio-corto, cilindrico, mediamente compatto, a volte alato, l'acino è piccolo, sferico, con buccia sottile, leggermente pruinosa, dal colore blu-nero. Per ora disponiamo di poche notizie che riguardano l'aspetto enologico e che hanno bisogno di ulteriori approfondimenti.
 

lunedì 31 ottobre 2022

VITIGNO VERDETTO

Originario della provincia di Rimini, il Verdetto è un vitigno a bacca bianca dell'Emilia Romagna, che in passato veniva spesso confuso con il Verdicchio, con il quale non ha nulla in comune, considerando la testimonianza delle recenti indagini. E' un vitigno a rischio di estinzione, attualmente esistono solo pochi ceppi in vecchi vigneti nella zona di San Giovanni in Marignano, in provincia di Rimini. Le prime notizie le ritroviamo nell'Ottocento, il De Bosis lo ricorda nei Bollettini Ampelografici del 1879. Il nome deriverebbe con ogni probabilità dal fatto che gli acini rimangono verdi anche in fase di maturazione e per questa ragione i contadini della zona solitamente tendevano piantarlo nei filari più distanti dalle abitazioni perchè erano sicuri che non sarebbero stati raccolti da altre persone, in quanto scambiati per immaturi. Il grappolo è di medie dimensioni, conico, compatto, alato, l'acino è medio, sferico, con buccia di colore verde. Attualmente non abbiamo una vinificazione specifica, anche se alcune prove hanno dimostrato che il Verdetto da' un vino molto identitario, un po' simile al Verdicchio.
 

venerdì 28 ottobre 2022

VITIGNO CUTRERA

Il Cutrera è un vitigno a bacca bianca della Sicilia, trovato nella zona dei Monti Nebrodi, in provincia di Messina. E' uno dei tanti vitigni siciliani chiamati "reliquia" per le sue caratteristiche. Attualmente non si hanno notizie storiche e valutazioni enologiche che sono in via di studio per una eventuale iscrizione nel Registro Nazionale.
 

domenica 23 ottobre 2022

VITIGNO UVA DI SAN GIACOMO

Vitigno a bacca bianca molto raro, a rischio di estinzione, l'Uva di San Giacomo è coltivato esclusivamente nella provincia di Treviso, in Veneto. Il nome deriverebbe, forse, dall'epoca di vendemmia, cioè verso il 25 di luglio, festa di S.Giacomo. Per salvarla dall'estinzione, questa varietà è stata inserita nel Progetto di Recupero e Valorizzazione del Germoplasma Viticolo messo in opera dal Centro di Ricerca per la Viticoltura di Conegliano in collaborazione con Veneto Agricoltura. Questa è una varietà utilizzata come uva da mensa, però potrebbe essere inserita nel progetto di vinificazione, per ora il tutto è in fase di studio e valutazione.
 

venerdì 21 ottobre 2022

VITIGNO SUPPEZZA

Il Suppezza è uno dei tanti vitigni minori a bacca nera della Campania, che ha trovato il suo habitat naturale nella Penisola Sorrentina, sui Monti Lattari, in particolare nei comuni di Gragnano, Pimonte, Lettere e Castellamare di Stabia, in provincia di Napoli. Secondo i contadini del posto il nome deriverebbe da una masseria dei Monti Lattari, tale Suppezza. Recenti studi del DNA hanno evidenziato che geneticamente questa varietà è diversa rispetto ad altre varietà campane. Il Suppezza è un vitigno piuttosto produttivo, presenta una discreta resistenza alla peronospora, mentre è alquanto sensibile alla muffa. Il grappolo è di medie dimensioni, cilindrico-piramidale, mediamente compatto, l'acino è medio, tondo, con buccia poco spessa, pruinosa, di colore blu-nero. Normalmente viene vinificato in assemblaggio, se vinificato in purezza da' un vino di media alcolicità e di acidità molto contenuta. Il Suppezza concorre come vitigno complementare alla produzione della DOC Penisola Sorrentina, sottozone Gragnano e Lettere.

giovedì 20 ottobre 2022

VITIGNO REDGA BIANCO E NERO

Di origine sconosciuta il Redga, nome dialettale di Retica, è un vecchio vitigno a bacca bianca dell'Emilia Romagna, coltivata nella zona di Reggio Emilia e a rischio di estinzione. Il nome deriverebbe, forse, dal fatto che gli acini in piena maturità evidenziano un reticolo trasparente. Le citazioni storiche sono molteplici, già nel I° secolo a.C. Virgilio nelle Georgiche e Plinio il Vecchio nella Naturalis Historia citavano una Uva Retica, però per ora non è noto se vi è un legame con questa uva del reggiano. Agli inizi del XX secolo il Molon e il Casali citano il vitigno Redga simile al Gradesana, un vitigno minore nella zona di Modena, ma l'identità tra i due vitigni non è certa e attualmente è in fase di verifica. Il Redga è un vitigno con una buona produttività e a duplice attitudine, purtroppo per via della sua sensibilità alla botrite e al marciume è quasi del tutto abbandonato, esistono ancora solo pochi ceppi tra cui alcuni conservati nella collezione ampelografica dell'Istituto Superiore Antonio Zanelli di Reggio Emilia. Il grappolo è medio-lungo, cilindrico o conico, compatto, con 1 o 2 ali, l'acino è medio, ellissoidale, con buccia pruinosa e spessa, di colore verde-giallo. Ulteriori caratteristiche enologiche sono in corso di valutazione.


Esiste anche una varietà Redga Nero che altro non è una mutazione di colore degli acini.
 

lunedì 10 ottobre 2022

VITIGNO VALNOSIA

Nel 1994 la Fondazione Edmund Mach ha selezionato il vitigno Valnosia, anch'esso della famiglia PIWI, incrociando la varietà Bianca con la varietà Nosiola ed iscritto nel RNVV nel 2020. E' una varietà a bacca bianca che, come tutti i vitigni della famiglia PIWI, è resistente alle malattie fungine ed è conosciuto anche col sinonimo di F26P92. Per ora non abbiamo molti riferimenti in merito, è una varietà adatta alla produzione di vini leggeri e bianchi oltre alla spumantizzazione. Il grappolo è corto e stretto, cilindrico, compatto, alato, l'acino è piccolo, sferoidale, con buccia di colore verde-giallo. Il vino ha un colore giallo paglierino con note fruttate, floreali ed erbe aromatiche, al gusto si presenta sapido, con buona acidità e ben strutturato.
 

giovedì 6 ottobre 2022

VITIGNO TERMANTIS

Creato nel 1994, come gli altri vitigni piwi, dalla Fondazione Edmund Mach incrociando il vitigno Teroldego con il vitigno Merzling, il Termantis è una varietà a bacca nera, resistente alle malattie fungine, iscritto nel RNVV nel 2020. E' conosciuto anche col sinonimo di F22P09 ed è molto simile come caratteristiche enologiche al vitigno Nermantis. L'unica differenza sta nel grappolo, il quale è mediamente lungo e stretto come larghezza, conico, mediamente compatto, alato, l'acino è medio-piccolo, sferoidale, con buccia mediamente pruinosa, di colore blu-nero.
 

VITIGNO NERMANTIS

Altro vitigno, a bacca nera, appartenente alla famiglia PIWI, creato e selezionato dalla Fondazione Edmund Mach, è il Nermantis, incrociando la varietà Teroldego con la varietà Merzling ed è conosciuto anche col sinonimo F22P10, nel 2020 è stato iscritto nel RNVV. Il nome deriva dall'unione di due parole "nera" e "manto" per il colore scuro dell'acino e la caratteristica di questa varietà, come tutte le altre varietà piwi, è la resistenza alle malattie fungine peronospora e oidio. Il grappolo è di medie dimensioni, allungato, conico, compatto, alato, l'acino è medio, sferoidale, con buccia mediamente pruinosa, consistente, di colore blu-nero. Il vino ha un colore rosso rubino intenso, con note fruttate di frutti di bosco e floreali di viola, una buona corposità e consistenza, un livello elevato di tannini.
 

martedì 4 ottobre 2022

VITIGNO CHARVIR

Appartenente alla famiglia dei vitigni PIWI, lo Charvir, sinonimo F23P65, è una varietà a bacca bianca creata dalla Fondazione Edmund Mach, incrociando il vitigno Merzling con la varietà Fr945-60, e nel 2020 è stato iscritto nel RNVV. Questa varietà, come tutte le altre varietà Piwi, è stata creata per avere una maggiore resistenza alle malattie, tipo peronospora e oidio, e per ora, secondo la legislazione italiana, non possono concorrere alle denominazioni DOC e DOCG. Lo Charvir ha un alto livello qualitativo interessante per la produzione di vino a base spumante. Il grappolo è lungo, cilindrico, mediamente compatto, alato, l'acino è medio-piccolo, sferoidale, con buccia consistente, di colore verde-giallo. Il vino ha un colore giallo paglierino con riflessi verdolini, con note fruttate e floreali, sapido, acidità da buona ad elevata e buona struttura.
 

sabato 1 ottobre 2022

VITIGNO VERNACCIA DI PERGOLA

La Vernaccia di Pergola, detta anche Vernaccia Moscatella, non è altro che un clone autoctono, ormai accertato, del vitigno Aleatico, adattandosi molto bene nella zona del comune di Pergola, nelle Marche, in provincia di Pesaro-Urbino. La storia in questo caso ci viene in soccorso, in quanto la città di Pergola fu fondata verso il 1200 da cittadini della città di Gubbio, in Umbria, e in quella occasione questo vitigno, già presente nella zona di Gubbio, probabilmente arrivato dalla vicina Toscana, fu introdotto in questa zona dal conte Ugolino d'Alberto. Nel corso dei secoli questo vitigno ha avuto una certa importanza nella zona, era allevato maritato ad alberi di acero. La fillossera, purtroppo, ha segnato il suo destino e quindi la sua quasi estinzione, solo negli anni '80 del secolo scorso è stato recuperato e ripiantato. Oggi la sua coltivazione si attesta su terreni collinari calcarei-ghiaiosi, ben esposti, ha una media resistenza alla peronospora e all'oidio, mentre mostra una certa sensibilità alla botrite. Il grappolo è di medie dimensioni, conico, alato, mediamente compatto, l'acino è medio, sferico, con buccia pruinosa, di colore blu-nero. Il vino ha un colore rosso rubino con profumi eleganti che ricordano frutti di bosco, amarena, ciliegia, rosa, viola, con un leggero tono speziato, al gusto si presenta morbido, pieno, armonico e ben equilibrato. La temperatura di servizio dipende dalla tipologia del vino inserita nel disciplinare della Pergola DOC.

venerdì 30 settembre 2022

VITIGNO VARANO NERO ROSA E BIANCO

Il Varano Nero è un vitigno a bacca nera della Toscana, presente nella zona della Lunigiana, in particolar modo nella frazione Varano del comune di Licciana Nardi, in provincia di Massa e Carrara, da cui ,forse, il nome. E' un vitigno a rischio di estinzione e le uniche citazioni le troviamo nell'Almanacco Pontremolese del 1984. Ha una media produttività ed è resistente al marciume e alla muffa, non abbiamo altre notizie di rilievo per quel che riguarda la vinificazione. Il grappolo è di medie dimensioni, conico, alato, mediamente compatto, l'acino è medio, sferico, con buccia pruinosa, di colore blu-nero.


Il Varano Rosa è un vitigno a bacca rosa dell'Emilia Romagna, presente nella zona della provincia di Rimini, in particolare nei dintorni del comune di Verucchio, dove vi è una località detta "Coste del Varano". Le prime citazione sono del Trinci nel 1726, lo ritroviamo nel Bollettino Ampelografico del Circondario di Rimini del 1879 e nella Collezione Ampelografica di Conegliano, è presente anche in Toscana. Anche di questo vitigno non abbiamo ulteriori notizie, sappiamo che era utilizzato sia in uvaggio che come uva da tavola. Il grappolo è grande, di forma piramidale, compatto, l'acino è grosso, sferico, di colore rosa.

Il Varano Bianco non è altro che una mutazione del Rosa ed è presente anche in Lunigiana.
 

sabato 24 settembre 2022

VITIGNO UVA DELLA QUERCIA

L'Uva della Quercia è un vitigno autoctono a bacca nera dell'Emilia Romagna, presente nelle colline della provincia di Reggio Emilia. Oggi è quasi scomparso e, oltre a quelli conservati nella Collezione Ampelografica dell'Istituto Superiore Antonio Zanelli di Reggio Emilia, sopravvive in pochi esemplari sotto le vecchie querce rimaste nelle campagne. Il nome deriva dal fatto che questo vitigno preferiva gli ambienti freschi e pertanto spesso veniva coltivato in alberata o maritata a grandi querce. Gli Etruschi furono i primi ad adottare la coltivazione della "vite alberata o maritata", però questo termine fu introdotto e utilizzato dai Romani dal I° secolo d.C. Il grappolo è di dimensioni medio-grande, conico, allungato, semicompatto, l'acino è medio, sferico, con buccia pruinosa, di colore blu-nero. Da' un vino dal colore rosso rubino, con profumi fruttati, di media acidità e buona gradazione alcolica.
 

venerdì 23 settembre 2022

VITIGNO SCORZA AMARA

La Scorza Amara, detto anche Nero di Gonzaga o Nerone di Gonzaga, è un vitigno autoctono a bacca nera dell'Emilia Romagna, coltivata fin dall'epoca dei Romani nelle province di Reggio Emilia e Modena, conosciuto anche col sinonimo di Scorza Amara della Val d'Elza, in estensione minore nella provincia di Parma e in Lombardia nella provincia di Mantova. Non sono state trovate citazioni e notizie storiche, il nome è dovuto al gusto amarognolo della buccia, dovuto alla ricchezza di tannini e antociani, che danno al vino un colore intenso e adatto all'invecchiamento. E' un vitigno che ha una buona vigoria ma una produttività incostante, per la quale la sua coltivazione si è molto ridotta e rischia quasi l'estinzione. La solerzia di qualche produttore sta cercando si salvarlo e a vinificarlo, oltre che in uvaggi anche in purezza. Il grappolo è di dimensioni medio-grandi, forma a imbuto, mediamente compatto, alato, l'acino è medio, sferoidale, con buccia pruinosa, di colore blu-nero. Oggi non è ancora molta la sua vinificazione, sappiamo che da' un vino dal colore rosso rubino intenso, dal profumo vinoso, con bassa acidità, buona alcolicità, struttura equilibrata e di corpo.
 

martedì 20 settembre 2022

VITIGNO RASTAJOLA

La zona dove oggi la sua coltivazione, limitata a poche piante nei vigneti, è il Novarese e più specificatamente nei comuni di Ghemme, Sizzano, Romagnano Sesia e Fara Novarese. Parliamo del vitigno Rastajola, autoctono a bacca nera del Piemonte, conosciuto anche col sinonimo di Durera, che un tempo la sua coltivazione era estesa a tutto il Piemonte settentrionale. Qualche pianta di Rastajola è stata trovata anche nel Canavese, zona in provincia di Torino, dove i contadini locali lo chiamano e lo identificano come Erbaluce Nero. Le prime notizie storiche le ritroviamo nel 1877 ad opera del Di Rovasenda, il quale pensava che il Rastajola fosse un sinonimo del vitigno Uva Rara, solo nel 1906 Gerolamo Molon stabilì che le due varietà erano distinte tra loro. E' una varietà di elevata produttività, ma incostante, il grappolo è di dimensioni medie, allungato, conico, mediamente compatto, a volte alato, l'acino è medio, sferoidale, con buccia pruinosa, di colore blu-nero. Utilizzato quasi sempre in uvaggio con altre varietà locali, le rare vinificazioni in purezza attestano che il vino ha un colore rosso rubino scarico e instabile, pertanto non abbiamo notizie enologiche approfondite.
 

venerdì 16 settembre 2022

VITIGNO MUETTO

La Val Borbera è un territorio di confine tra le province di Alessandria in Piemonte, Genova in Liguria, Pavia in Lombardia e Piacenza in Emilia Romagna. La zona più estesa di questa valle è nella provincia di Alessandria, dove si coltiva da sempre un antico e rarissimo vitigno autoctono a bacca nera, il Muetto. Con il tempo era stato quasi del tutto abbandonato, solo in questi ultimi anni è stato riscoperto  e ripiantato, grazie ad alcuni viticoltori, sostenuti anche dalla comunità territoriale, ed hanno costituito un progetto chiamato "Paradiso Val Borbera" per la valorizzazione del territorio. Il Muetto è una varietà che si adatta molto bene a questa valle, che è soggetta frequentemente ad escursioni termiche tra gelate e temperature basse, germoglia tardi e matura presto, nella seconda decade di settembre. Il grappolo è di medie dimensioni, conico-piramidale, mediamente compatto, alato, l'acino è medio, sferico, con buccia pruinosa, di colore blu-nero. Dalle risultanze delle prime vinificazioni il vino presenta un colore rosso rubino scarico, semiaromatico, con profumi fruttati di ciliegia, pesca e floreali di rosa ed ha una buona capacità di accumulo di zuccheri. Per ora non abbiamo ulteriori notizie.
 

mercoledì 14 settembre 2022

VITIGNO ZANELLO

Lo Zanello è un vitigno autoctono a bacca nera del Piemonte, diffuso nel Monferrato, zona tipica delle province di Alessandria e Asti. Non abbiamo notizie sulla sua origine, è conosciuto anche col sinonimo di Zanè. La prima citazione la ritroviamo nel 1798 ad opera del conte Nuvolone, nel 1875 il Demaria e il Leandri danno una descrizione dettagliata di questo vitigno e il Di Rovasenda nel 1877 lo descrive come varietà di tardiva maturazione, utilizzato come uva da mensa e da vino. La sua coltivazione oggi si attesta in pochissimi vecchi vigneti della zona, è suscettibile alla muffa. Il grappolo è di medie dimensioni, allungato, conico-cilindrico, compatto, con una o due ali, l'acino è medio, sferoidale, con buccia pruinosa, di colore blu-nero. Non abbiamo per ora notizie di vinificazione, pertanto rimandiamo il tutto a successivi aggiornamenti.
 

VITIGNO WEISSTERLANER

Questo vitigno a bacca bianca del Trentino Alto Adige è coltivato da secoli nella piana tra Bolzano e Merano, stiamo parlando del Weiss Terlaner o Bianca di Terlano, paese da cui prende il nome. Secondo alcuni viticoltori locali e ampelografi questa varietà sarebbe stata importata probabilmente dal Veneto, questa tesi, infatti, sarebbe avvalorata dal fatto che il Weissterlaner o Weiss Terlaner assomiglia al vitigno Garganega. In passato veniva impiegato in assemblaggio con altre varietà locali per produrre un vino da autoconsumo e, avendo problemi di fecondazione, con gli anni era quasi estinto. E' stato Sebastian Stocker a riscoprire e a salvarlo dall'estinzione e la sua coltivazione, oggi, si attesta in pochi vigneti, allevati a pergola trentina. Non abbiamo per ora molte notizie, sia ampelografiche che di vinificazione. Il grappolo è di medie dimensioni, conico-piramidale, compatto, con una o due ali, l'acino è incostante da piccolo a grosso, tondo, con buccia di colore verde-giallo. 
 

martedì 13 settembre 2022

VITIGNO UVA DELLA CASCINA

Conoscere le origini e a quale cascina possa riferirsi o appartenere, non è dato sapere. L'unica cosa che sappiamo, è che ci troviamo di fronte ad una vera rarità di vitigno, dimenticato perfino dai vivai. E' l'Uva della Cascina, vecchia varietà autoctona a bacca nera della Lombardia, ritenuta completamente perduta e che invece è ancora presente in maniera sporadica in alcuni vigneti dell'Oltrepò Pavese, in provincia di Pavia. Le poche notizie che abbiamo, riguardano l'aspetto ampelografico ed enologico. Questa varietà ha una maturazione precoce, il grappolo è medio-piccolo, conico, compatto, l'acino è medio, sferico, con buccia pruinosa, di colore blu-nero. Da' un vino dal colore rosso rubino con note di frutta rossa e spezie, leggermente aromatico, molto profumato, al gusto è fragrante, dolce, con una buona alcolicità, poco tannico e poca acidità, abbastanza corposo e piuttosto piacevole. 
 

domenica 11 settembre 2022

VITIGNO SABATO

Il Sabato o Uva di Sabato è un vitigno a bacca nera autoctono della Campania presente nella costiera sorrentina, principalmente nel comune di Vico Equense, in provincia di Napoli, e comuni limitrofi. Le sue origini risalgono all'epoca dei Romani, il nome, secondo alcune ipotesi, deriverebbe dal periodo di maturazione. L'uva matura tardivamente che secondo i Romani coinciderebbe con la sesta epoca di maturazione e molti agricoltori hanno pensato di far coincidere questa sesta epoca con il sesto giorno della settimana, da cui il nome "Uva di Sabato". E' una varietà non ancora classificata nell'atlante ampelografico nazionale e per questo nel 2014 è entrato nel progetto ANSENUM, finanziato dalla Regione Campania, per il recupero, la valorizzazione e la salvaguardia dei prodotti nel settore agroalimentare e vitivinicolo. La zona di produzione, come detto, è la costiera sorrentina, dominata dai Monti Lattari, e l'allevamento è a pergolato su terrazzamenti con una buona esposizione, non è un vitigno molto produttivo. Il grappolo è medio-piccolo, conico-piramidale, compatto, alato, l'acino è piccolo, sferico, con buccia pruinosa, di colore blu-nero. Il Sabato da' un vino dal colore rosso rubino intenso, dal profumo vinoso, floreale di viola, al gusto è intenso, alcolico, leggermente tannico, corposo, adatto ad un invecchiamento non molto lungo. Oltre a primi piatti strutturati si adatta ad arrosti, stufati, formaggi stagionati, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.
 

sabato 10 settembre 2022

VITIGNO RUSSIOLA

La Russiola, detto anche Rossiola, è un vecchio vitigno a bacca nera dell'Emilia Romagna, di cui rimangono poche piante nel territorio di Comacchio, in provincia di Ferrara, già presente in questa zona nell'Ottocento. Dalle poche notizie storiche che abbiamo, si deduce che in passato questa varietà godeva di una certa importanza nel campo ampelografico della zona, specialmente nelle aree prossime al mare. Oggi la sua produzione è prettamente relativa ad uso e consumo familiare. Il grappolo è di medie dimensioni, conico, piuttosto compatto, dotato di una o due ali, l'acino è medio, sferoidale, con buccia di colore rosso scuro- violetto. Da' un vino dal colore rosso rubino un po' scarico, limpido, fine, con un alto titolo alcolico, molto indicato come vino da dessert.
 

venerdì 9 settembre 2022

VITIGNO QUATTRO RAPPE

Vitigno autoctono a bacca nera della Sicilia dalle origini sconosciute il Quattro Rappe è ritenuto una varietà "reliquia" di questa regione, presente in via sporadica in vecchi vigneti coltivati ad alberello nella zona di Marsala, in provincia di Trapani. Il nome deriva dalla presunta fertilità dei germogli, ognuno dei quali darebbe origine a quattro grappoli. E' conosciuto col nome di Parpato o Peippato, suo nome originale, che in questa zona ha assunto il nome dialettale di Quattro Rappe o Quattro Grappoli. Questa varietà sarebbe un lontano parente della Granache e l'intelligenza e la testardaggine di alcuni vignaioli hanno messo su un progetto chiamato Halarà, derivante dal greco, che vuol dire "prenditela con calma", per valorizzare questo vitigno. Il grappolo è di medie dimensioni, conico o cilindrico, compatto, alato, l'acino è medio, sferico, con buccia pruinosa, di colore blu-nero. Il vino ha un colore rosso rubino, con note di frutta rossa di fragola e ciliegia, speziato di origano, in bocca è intenso, fine, con un tannino morbido e una freschezza misurata, una buona struttura e un lungo finale.
 

martedì 6 settembre 2022

VITIGNO QUAIARA

La Quaiara è un antico vitigno a bacca nera del Veneto, coltivato esclusivamente nel comune di Grezzana, in provincia di Verona. Gli unici cenni storici di cui siamo in possesso si riferiscono alla Monografia del 1880 del Conte Luigi Sormani Moretti, politico del Regno d'Italia e prefetto di Verona, grande appassionato di agricoltura. Questa varietà è noto anche con i sinonimi di Guajara o Cojara. Presenta un grappolo di medie dimensioni, conico, allungato, spargolo, alato, l'acino è medio, ellissoidale, con buccia pruinosa, mediamente consistente, di colore blu-nero. Questa varietà ha poca produttività e precoce, la sua uva, molto dolce, produce un vino di medio corpo. 
 

VITIGNO POSTIZZA

Il Postizza è un vitigno autoctono a bacca nera dell'Emilia Romagna, presente nelle province di Modena e Reggio Emilia. Citato già dal 1700 da vari autori, solo nel 1840 il Bertozzi, studioso reggiano, lo inserisce nell'elenco dei vitigni della provincia di Reggio, dove tuttora risulta presente in vecchi vigneti. Le sue origini sono sconosciute e molti autori sostengono che sia simile alla Schiava Grossa trentina e quindi un suo sinonimo. Le notizie sono alquanto scarse, quindi ci atteniamo alla descrizione ampelografica. Il grappolo è di medie dimensioni, conico, mediamente compatto, alato, l'acino è medio, sferoidale, con buccia di colore blu-nero. E' utilizzato di solito come uva da taglio per incrementare il grado alcolico degli altri vini rossi.
 

domenica 4 settembre 2022

VITIGNO NIBIÒ

Il Nibiò è un antico vitigno a bacca nera del Piemonte della zona del Monferrato Alessandrino, precisamente la zona compresa tra i comuni di Tassarolo e Gavi. Le sue tracce risalgono al X secolo, diffondendosi successivamente in altre zone, quali Oltrepò Pavese, in Liguria, nel Piacentino e nel Milanese. Nel corso del Novecento del secolo scorso la sua produzione si è ridotta per via della scarsa produttività alla sola zona dell'Alessandrino, dove è conosciuto col sinonimo di Nibiò dalla Picula Rusa, infatti questo vitigno altro non è che una varietà di Dolcetto dal peduncolo rossastro. Il Nibiò è un vitigno che predilige terreni argillosi collinari, ha una bassa produttività, il grappolo è medio-piccolo, conico, spargolo, l'acino è piccolo, sferico, con buccia di colore blu-nero e peduncolo rossastro. Il vino ha un colore rosso aranciato, con profumi di frutti di bosco, fragole e frutta  matura, corposo, asciutto, con tannini morbidi, buona acidità, e buona persistenza, intenso e armonico. Non è un vino da invecchiamento, va bevuto possibilmente giovane.
 

sabato 3 settembre 2022

VITIGNO MONTONICO PINTO BIANCO

Il Montonico Pinto Bianco è un vitigno a bacca bianca originario della Calabria che nel secolo scorso è stato introdotto in Puglia nella zona della Murgia Barese e nella Capitanata, in provincia di Foggia, con dei buoni risultati. Appartiene alla famiglia dei Montonici, da non confondere, perchè diverso, con i vitigni Montonico Bianco e Mantonico Bianco. In alcuni comuni della provincia di Cosenza è chiamato Montonico Ciarchiarisi. Questa varietà presenta una produzione costante, ha scarsa resistenza alle principali crittogame. Il grappolo è di medie dimensioni, allungato, conico o cilindrico, spargolo, alato, l'acino è medio-piccolo, ovale, con buccia poco pruinosa, sottile e consistente, di colore verde-giallo che in maturità assume colore ambrato con pigmentazioni punteggiate. Utilizzato in uvaggio per la DOC Pollino, spesso in Puglia viene utilizzato in purezza e il vino assume un colore giallo paglierino con profumi floreali e fruttati, con buona acidità e struttura, finemente aromatico, ottimo per il pasto completo. La temperatura di servizio consigliata è 12°-14°.
 

venerdì 2 settembre 2022

VITIGNO MOLINELLI

Vitigno a bacca bianca autoctono dell'Emilia Romagna, rinvenuto e scoperto  negli anni '60 del secolo scorso in un vigneto di Ziano Piacentino, in provincia di Piacenza, di proprietà del sig. Molinelli. Il prof. Mario Fregoni, studiando questa varietà nella compilazione della scheda ampelografica, non riscontrando alcun riferimento nel campo ampelografico, chiamò questo vitigno Molinelli, cognome del proprietario del vigneto. Da alcune indagini effettuate negli anni '90 del secolo scorso, è emerso che questo vitigno è uguale ad un vitigno presente in Veneto nella zona di Lonigo, in provincia di Vicenza, chiamato Uveta. Non abbiamo molte notizie di questa varietà, il grappolo si presenta medio-corto, conico, spargolo, l'acino è medio, ellissoidale, con buccia molto pruinosa, di colore verde-giallo. La pianta presenta una buona produttività e una buona tolleranza alla botrite. Il vino ha un colore giallo paglierino, intenso, con profumi floreali e un buon tenore alcolico. Ottimo come aperitivo, indicato per antipasti e piatti a base di pesce, la temperatura di servizio consigliata è 12°-14°.

martedì 28 giugno 2022

VITIGNO LAMBRUSCO PJCOL ROSS

Il Lambrusco Pjcol Ross proviene da un antico vitigno della Val d'Enza, in provincia di Reggio Emilia, abbandonato per la scarsa produttività, riscoperto e impiantato circa mezzo secolo fa dalla famiglia Rinaldini. Molti lo ritengono un clone del Lambrusco Gasparossa, mentre altri ritengono che sia un autoctono della zona. La sua coltivazione oggi è ancora molto rara, il grappolo è di medie dimensioni, conico, a volte alato, mediamente compatto, l'acino è medio, sferoidale, con buccia spessa e molto pruinosa. Il vino ha un colore rosso porpora, con bella schiuma rossa, vinoso, con sentori di lamponi, fresco, sapido, con buona acidità, equilibrato, persistente, fine e armonico. I piatti della tradizione emiliana sono il suo abbinamento ideale, anche se non disdegna piatti di zuppe di pesce saporite. La temperatura di servizio consigliata è 6°-10°. 
 

domenica 26 giugno 2022

VITIGNI PIWI

 Cosa sono i vitigni Piwi? Sono vitigni, detti anche ibridi, nati dall'incrocio di diverse varietà di vite, sia europee, americane o asiatiche, per avere più resistenza alle malattie e quindi meno utilizzo in vigna di prodotti chimici. PIWI non è altro che un acronimo derivante dal tedesco pilzwiderstandfahig che significa "viti resistenti ai funghi". Questi vitigni sono ancora poco conosciuti e rari anche se negli ultimi anni vi è stato un incremento grazie ai vari Istituti di Ricerca. Le prime esperienze sono iniziate verso la metà dell'Ottocento in Francia, oggi sono adottati anche da Germania, Austria e Svizzera. In Italia negli ultimi anni le uniche regioni interessate all'impianto di questi vitigni sono Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Veneto e anche Lombardia. La legislazione italiana in materia per ora prevede l'utilizzo di queste varietà solo per la produzione di vini comuni e IGT, è vietato per la produzione di vini DOC e DOCG, anche se si sta studiando di modificare il tutto. La ricerca e la sperimentazione di questi vitigni vedono particolarmente attive la Fondazione Edmund Mach-Istituto Agrario San Michele all'Adige,Università di Udine, Veneto Agricoltura, l'istituto privato Innovitis e il Crea-Ve. Ad oggi alcuni di questi vitigni sono stati iscritti nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite che vado ad elencare e chiaramente non possono essere ritenuti "autoctoni".

VITIGNI PIWI A BACCA BIANCA

Bronner, Cabernet Blanc, Charvir, Fleurtai(già postato), Kersus(già postato), Helios, Johanniter, Muscaris, Palma, Pinot Iskra, Sauvignon Kretos, Sauvignon Rytos, Sauvignon Nepis, Solaris, Soreli(già postato), Souvignier Gris, Valnosia.

VITIGNI PIWI A BACCA NERA

Cabernet Carbon, Cabernet Cortis, Cabernet Eidos, Cabernet Volos, Cabertin, Julius(già postato), Merlot Korus, Merlot Kanthus, Nermantis, Pinotin, Pinot Kors, Pinot Regina, Prior, Regent, Sevar, Termantis, Volturnis.

Tutti i vitigni Piwi hanno la particolarità di avere la buccia spessa.

VITIGNO CROVARO

Il Crovaro è un vitigno a bacca nera identificato nella Valle del torrente Curone e nella Val Borbera, in provincia di Alessandria, in Piemonte e nella Valle Staffora, nell'Oltrepò Pavese, in provincia di Pavia, in Lombardia, dove è conosciuto col sinonimo di Rossarone. Nel corso del 1800 vi è stato una certa confusione sull'identificazione di questa varietà, confusa spesso con altre varietà locali dal nome quasi simile, come ci riferisce il Giulietti nel 1884, riportando le parole di Giuseppe Giacobone di Varzi, in provincia di Pavia. Solo nel 2005 vi è stata una descrizione più attuale e approfondita di questa varietà ad opera del Raimondi. Il grappolo è di medie dimensioni, conico, mediamente compatto, a volte alato, l'acino è medio, ellissoidale, con buccia di colore blu-violetto. Dai viticoltori locali il Crovaro veniva sempre utilizzato in uvaggio con altre uve locali per dare colorazione al vino, pertanto non abbiamo una scheda esplicativa che riguarda la sua vinificazione. 
 

venerdì 24 giugno 2022

VITIGNO VALCAMONEC

Il nome ci indica la provenienza e l'origine di questo vitigno, il Valcamonec, varietà a bacca nera della Valcamonica, in provincia di Brescia, dove era coltivato da moltissimo tempo ma che oggi risulta quasi scomparso. Il grappolo è di medie dimensioni, piramidale, compatto, con due o più ali, l'acino è medio-piccolo, sferico o leggermente appuntito, con buccia pruinosa, consistente, di medio spessore. Produceva un vino dal colore rosso rubino chiaro, leggero di corpo e di grado alcolico, ma con una acidità molto marcata.
 

martedì 14 giugno 2022

VITIGNO BURIAN BIANCO

Il Burian Bianco è un vitigno autoctono a bacca bianca della Toscana, censito nel 2015 dal D'Onofrio in Garfagnana, in provincia di Lucca, dove è conosciuta anche col sinonimo Buriana. Già nel 1992 il Basso lo aveva ritrovato in un vecchio vigneto considerandolo un biotipo del Trebbiano Toscano, ma recenti studi hanno evidenziato che non vi è  nessuna parentela tra i due vitigni, anche se in zona le due varietà vengono ancora confuse. La prima citazione potrebbe essere quella del Redi del 1883 col nome di "Buriano di Pescia" nel suo libro Bacco in Toscana. Non abbiamo molte notizie di questa varietà, però pare, secondo quanto ci riferisce il D'Onofrio, che abbia una relazione di parentela di primo grado col vitigno Nicola, già autoctono della Garfagnana, e col vitigno Sciaccarello della Corsica. Il grappolo è di medie dimensioni, conico o piramidale, mediamente compatto, alato, l'acino è medio, sferoidale, con buccia spessa, di colore verde-giallo.
 

domenica 12 giugno 2022

VITIGNO MILLEGUSTI

Il Millegusti è un vitigno a bacca nera leggermente aromatico del Piemonte, ritrovato in un vecchio vigneto della frazione Rampina di Villaromagnano, nei Colli Tortonesi, in provincia di Alessandria. Non abbiamo notizie sia storiche che di origine di questo vitigno, sappiamo che un tempo era  ben presente in questo comune e in quelli limitrofi. Il grappolo è di dimensioni medio-lungo, cilindrico, mediamente compatto, l'acino è medio, sferoidale, con buccia di colore rosso-violetto. La poca uva prodotta veniva vinificata con le altre varietà presenti in zona, pertanto non abbiamo specifiche vinificazioni di questo vitigno con aroma di moscato.
 

venerdì 10 giugno 2022

VITIGNO MORETTINA O FILIPPINA

Il Morettina o Filippina (sinonimo di Dolciola) è un vecchio vitigno a bacca nera dell'Emilia Romagna, un tempo presente nella zona di Reggio Emilia, ormai quasi del tutto abbandonato per la scarsa produttività. Conservato nella collezione ampelografica dell'Istituto Superiore Antonio Zanelli di Reggio Emilia,  le notizie di questa varietà sono scarse. Il grappolo è di dimensioni medio-piccole, qualche volta alato, l'acino è piccolo, sferico, mediamente spargolo, con buccia pruinosa di colore blu-nero. Le poche notizie sulla vinificazione ci indicano che il vino prodotto ha un colore rosso rubino intenso, molto colorato, ricco di profumi e di zuccheri.
 

giovedì 9 giugno 2022

VITIGNO LAMBRUSCO NOBEL

Il Lambrusco Nobel è un vitigno a bacca nera dell'Emilia Romagna, presente con pochi ceppi in vecchi vigneti della provincia di Reggio Emilia, nonchè nella collezione ampelografica dell'Istituto Antonio Zanelli di Reggio Emilia. Non si conosce l'origine e tantomeno la storia di questo vitigno, sappiamo che ha una elevata produttività, cosa molto apprezzata in alcuni produttori. Il grappolo è di dimensioni medio-grandi, piramidale, compatto, a volte alato, l'acino è medio-piccolo, sferoidale, con buccia pruinosa, di medio spessore, di colore blu-nero. Il vino ha un colore rosso rubino, fruttato, con un elevato livello di acidità e un basso contenuto zuccherino, ma abbastanza armonico.
 

martedì 7 giugno 2022

VITIGNO CODA DI CAVALLO

Il Coda di Cavallo è un antico vitigno autoctono a bacca nera della Campania, attualmente presente, quasi in via di estinzione, sull'Isola di Ischia. Le sue origini sono ignote, pare sia una delle varietà più antiche dell'isola, citata già dalla metà del 1500. Il nome deriva probabilmente dalla forma del grappolo, le notizie ampelografiche e di vinificazione sono scarse. Il grappolo è di medie dimensioni, lungo, cilindrico, mediamente compatto, l'acino è medio, sferoidale, con buccia pruinosa e spessa, di colore blu-viola scuro.
 

lunedì 6 giugno 2022

VITIGNO BUCALO'

Il Bucalò è un vitigno a bacca bianca presente con pochi ceppi nei vecchi vigneti di Corte Bruganella e Ottone, in provincia di Piacenza, nell'Alta Val Trebbia ai confini tra Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte e Liguria. Le origini sono sconosciute e per le sue caratteristiche ampelografiche ed organolettiche sembra essere molto simile al Vermentino. E' una varietà vigorosa ma poco produttiva e predilige terreni fertili e ben esposti. Il grappolo è di medie dimensioni, piramidale, corto, mediamente compatto, l'acino è medio-piccolo, sferico, con buccia di colore verde-giallo. Utilizzato quasi sempre in uvaggio, se vinificato in purezza genera un vino dal colore giallo paglierino intenso con aromi fruttati e vegetali, fine, con un finale amarognolo e complessivamente di buona struttura. 
 

domenica 5 giugno 2022

VITIGNO VERNAZZOLA

Il Vernazzola è un vitigno autoctono a bacca bianca originario del Trentino, attualmente presente in rarissimi filari principalmente nei dintorni di Trento e purtroppo è a rischio di estinzione. E' presente in questa regione dal lontano '600, la prima citazione con relativa descrizione delle caratteristiche enologiche è del 1679 ad opera di Giacomo Agostinetti. Il Vernazzola viene associata da alcuni alla grande famiglia delle Malvasia, anche se dimostra di non assomigliare a nessuna delle altre in particolare, mentre altri lo associano alla famiglia delle Vernacce, con le quali non ha legami di parentela. Il nome deriva probabilmente dal termine latino "vernaculus", che significa "autoctono". Il grappolo è di medie dimensioni, conico, mediamente spargolo, a volte alato, l'acino è medio, sferoidale, con buccia di colore verde-giallo. Il vino ha un colore giallo paglierino, con note fruttate, floreali ed erbacee, leggermente aromatico, al gusto è fragrante, asciutto, persistente, di buon corpo e struttura.
 

sabato 4 giugno 2022

VITIGNO MALVASIA NERA LUNGA

La Malvasia Nera Lunga, detta anche Moscatella o Malvasia rosa, è un vitigno autoctono aromatico del Piemonte, attualmente diffuso sulle colline del Monferrato Astigiano, nei comuni di Castelnuovo Don Bosco, Passerano Marmorito, Pino d'Asti, in provincia di Asti, dove concorre con la Malvasia di Schierano alla produzione della DOC Malvasia di Castelnuovo Don Bosco. Un tempo era quasi sempre confusa con la Malvasia di Schierano, dalla quale si distingue morfologicamente solo per la forma allungata del grappolo. Le analisi genetiche hanno stabilito che si tratta di biotipi diversi e negli ultimi decenni la Malvasia Nera Lunga sta soppiantando quella di Schierano, dovuta principalmente alla sua maggiore produttività e tolleranza alle malattie e nel 2002 è stata iscritta nel RNVV. Il grappolo è di medie dimensioni, allungato, cilindrico, mediamente compatto, alato, l'acino è medio-piccolo, sferoidale, con buccia pruinosa e spessa, di colore blu-violetto. Il vino, in purezza, ha un colore rosso rubino intenso, aromatico e fruttato, fine, intenso, dolce, persistente, di corpo. Si abbina a crostate di frutta, pasticceria secca, ottimo a fine pasto, la temperatura di servizio consigliata è 8°-10°.
 

venerdì 3 giugno 2022

VITIGNO SOPERGA

Il Soperga è un vitigno a bacca nera del Piemonte, ottenuto dal prof.Dalmasso nel 1937 incrociando il vitigno Barbera col vitigno Chatus, detto anche Nebbiolo di Dronero, e per questo è conosciuto anche col sinonimo di Incrocio Dalmasso 4/31, è stato iscritto nel RNVV nel 1977. Il Dalmasso cercava di ottenere con questo incrocio le qualità dei due vitigni. Il Soperga è una varietà dalla produzione abbondante, ha una maturazione medio-tardiva, ha una media resistenza alle avversità climatiche e agli agenti parassitari. Il grappolo è di medie dimensioni, piramidale, compatto, talvolta alato, l'acino è medio-piccolo, ellittico, con buccia molto pruinosa, consistente, mediamente spessa, di colore blu-nero. Utilizzato sia come uva da mensa che da vino, se ne ricava un vino dal colore rosso rubino mediamente intenso, fruttato, poco alcolico, leggero di corpo. In Piemonte la sua coltivazione è scarsamente diffusa.
 

giovedì 2 giugno 2022

VITIGNO PARPORIO

Il Parporio è un vitigno a bacca nera del Piemonte, un tempo coltivato nella zona di Saluzzo, in provincia di Cuneo, dove si otteneva un vino in purezza che veniva consumato appena fermentato, questo è quello che citava il Di Rovasenda nel 1877. Scomparso dopo l'avvento dell'oidio, il Parporio oggi è una rarità ampelografica del Piemonte che si trova in pochissimi ceppi in vecchi vigneti. Il grappolo è di medie dimensioni, conico, particolarmente arcuato, compatto, alato, l'acino è medio, sferico schiacciato, con buccia pruinosa, di colore blu-nero. Questo vitigno finora non ha avuto le attenzioni dovute, cosa che meriterebbe, visto alcuni caratteri enologici positivi, pertanto non abbiamo notizie specifiche di vinificazione.
 

martedì 31 maggio 2022

VITIGNO CURVIN

Il Curvin è un vitigno autoctono a bacca nera molto antico del Friuli Venezia Giulia, attualmente risulta  presente con pochi ceppi sparsi in alcuni vecchi vigneti nel territorio dei comuni di Faedis e Tarcento, nei dintorni dell'Abbazia di Rosazzo a Manzano, in provincia di Udine. Il nome sembrerebbe derivare dalla colorazione molto scura degli acini, simile alle penne dei corvi, e questa caratteristica non deve portare a confonderlo con il Corvina e il Corvinone. In una inchiesta del 1763 il Curvin risultava presente nella pianura in provincia di Gorizia e il Della Bona confermava nel 1844 la stessa tesi, mentre il Poggi nel 1939 confermava che questo vitigno era di sicura origine friulana. La sua produzione è media, il grappolo è di dimensioni medio-piccole, cilindrico o conico, compatto, alato, l'acino è medio-piccolo, sferico, con buccia pruinosa, di colore blu-nero. Utilizzato quasi sempre in uvaggio per rafforzare la colorazione delle altre varietà, il vino ha un colore rosso rubino molto intenso, con note fruttate che tendono allo sgradevole, presenta una alcolicità medio-bassa, una elevata acidità, una normale tannicità e una media struttura.