mercoledì 30 dicembre 2020
VITIGNO LANZESA
venerdì 18 dicembre 2020
VITIGNO ITALICA
mercoledì 16 dicembre 2020
VITIGNO GRAPARIOL
sabato 12 dicembre 2020
VITIGNO FARINELLA
giovedì 10 dicembre 2020
VITIGNO ELMO
venerdì 4 dicembre 2020
VITIGNO CALORIA
Presente in provincia di Massa Carrara, il Caloria è un vitigno autoctono a bacca nera della Toscana, iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite nel 1970. Non abbiamo riferimenti storici e notizie sulla sua origine origine, che erroneamente veniva identificato col Pollera Nera, varietà della confinante Liguria. La sua coltivazione non è molto estesa, il terreno è quello collinare argilloso-calcareo, la produzione è media e non presenta particolare sensibilità alle malattie della vite, anche se in alcuni ceppi si notano attacchi di erinosi, malattia dovuta ad un acaro, caratterizzato dalla presenza di bolle sulle foglie, destinate all'essicazione. Il grappolo è di dimensioni medio-piccolo, conico o cilindrico, compatto, alato, l'acino è medio, sferico, con buccia di colore rosso-blu. Utilizzato comunemente in uvaggi con altre varietà locali, il vino ha un colore rosso rubino scarico tendente al cerasuolo, dal profumo fruttato e floreale, fresco, sapido, mediamente alcolico. Vino da tutto pasto, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.
lunedì 30 novembre 2020
VITIGNO BONDA
giovedì 26 novembre 2020
VITIGNO ZIBIBBO NERO
Recuperato grazie al progetto dell'Assessorato all'Agricoltura della Regione Sicilia per la valorizzazione della piattaforma ampelografica, lo Zibibbo Nero, vitigno a bacca nera, attualmente è presente nella provincia di Trapani, mentre il Bollettino Ampelografico del 1883 lo segnalava presente in alcuni comuni della provincia di Palermo. Non avendo notizie certe sulla sua origine, recentemente alcune indagini molecolari hanno stabilito che l'origine di questa varietà è una mutazione a bacca nera del più noto Moscato d'Alessandria o, come conosciuto in Sicilia, Zibibbo a bacca bianca. Questa è una varietà aromatica che presenta una buona e costante produttività, molto sensibile all'oidio e alla peronospora. Il grappolo è di medie dimensioni, cilindrico o conico, alato, spargolo, l'acino è medio, ellissoidale, con buccia di colore rosso. Il vino ha un colore rosa chiaretto dal caratteristico profumo di moscato, con una buona gradazione alcolica e una sufficiente acidità, equilibrato e con buona struttura, molto indicato per la produzione di vini sia dolci che secchi. Il suo abbinamento varia da piatti a base di pesce a formaggi erborinati e pasticceria, la temperatura di servizio consigliata varia dai 8°-10° ai 12°-14°, secondo la tipologia.
mercoledì 25 novembre 2020
VITIGNO VALENTINO
lunedì 23 novembre 2020
VITIGNO USIRIOTO
venerdì 20 novembre 2020
VITIGNO TERMARINA NERA E TERMARINA O PASSERETTA BIANCA
La storia dei vitigni Termarini, sia nera che bianca, è un po' strana, in quanto sono vitigni cosidetti "apireni" per l'assenza dei vinaccioli nei piccolissimi acini, solo qualche acino un po' più grosso ne è provvisto. La Termarina Nera è un vitigno autoctono a bacca nera dell'Emilia Romagna, presente nel Parmense e nel Reggiano, e grazie al lavoro svolto dal Consorzio Tutela dei Vini Doc Reggiano e Colli di Scandiano e Canossa, è stato iscritto nel 2007 nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite, è conosciuto anche col sinonimo di Romanino. Questa era una varietà a duplice attitudine, in quanto veniva utilizzata sia come uva da mensa e per la produzione di marmellate, grazie al suo alto grado zuccherino, che per la vinificazione, ottimo per la produzione di passiti. E' un vitigno molto antico di origine sconosciuta, che negli ultimi anni è stato rivalutato, la sua coltivazione è sia in pianura che in collina su terreni di medio impasto, è poco produttivo ed è sensibile all'oidio e alla botrite. Il grappolo è di piccole dimensioni, conico, alato, compatto, l'acino è piccolissimo, rotondo, con buccia mediamente pruinosa, sottile, di colore rosato-blu. Il vino ha un colore rosso rubino, con note floreali e fruttate di rosa, frutti di bosco, ciliegia, in bocca ha una media acidità, sapidità, un alto grado alcolico, di corpo. Si presta come vino da tutto pasto, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.
VITIGNO TERMARINA BIANCA O PASSERETTA
La Termarina Bianca è un vitigno autoctono a bacca bianca dell'Emilia Romagna, presente nel Parmense e nel Reggiano già nel Settecento e Ottocento, ma di origine sconosciuta, è conosciuta anche con i sinonimi di Passeretta, Tremarina, Tramarina, Corinto Bianco. Come già precedentemente detto, anche questa è una varietà "apirena" e ultimamente recenti indagini molecolari hanno evidenziato la sinonimia col vitigno "Passeretta" del Piemonte. La Termarina Bianca o Passeretta, come la sua omonima Nera, era una varietà a duplice attitudine, sia utilizzata come una da tavola e per la produzione di marmellate, che come uva da vinificazione, ottima anch'essa per la produzione di passiti, è iscritta nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite dal 2016. Predilige terreni sia pianeggianti che collinari, ha una media e costante produzione, ha una media tolleranza alle malattie della vite, meno alla botrite. Il grappolo è di dimensioni medio-piccolo, cilindrico, alato, mediamente compatto, l'acino è molto piccolo, rotondo, con buccia pruinosa, sottile, di colore verde-giallo. Il vino ha un colore giallo paglierino scarico, dal profumo fruttato e floreale, con un elevato grado alcolico, poca acidità, sapido, di corpo. Si accompagna a primi e secondi di pesce e nella versione passito a formaggi erborinati e pasticceria, la temperatura di servizio consigliata è 8°-14° secondo la tipologia.
domenica 15 novembre 2020
VITIGNO RECUNU
Nel 2003 l'Assessorato Regionale all'Agricoltura della Sicilia ha iniziato un progetto denominato "Valorizzazione dei vitigni autoctoni siciliani", mirato al recupero e alla valorizzazione del patrimonio ampelografico degli antichi vitigni siciliani, cosidetti reliquia. In questo progetto è stato recuperato il Recunu, antico vitigno a bacca bianca nella zona dei Monti Nebrodi, in provincia di Messina, e alle falde dell'Etna, iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite nel 2018. Questa varietà ha una buona produttività con una maturazione medio-tardiva, ha una media tolleranza alle malattie della vite, il grappolo è di dimensione medio-lungo, cilindrico, alato, da medio a compatto, l'acino è medio, sferico, con buccia di colore verde-giallo. Il vino ha un colore giallo paglierino carico, con profumi fruttati di agrumi e floreali di fiori bianchi, al gusto ha una buona acidità, potenzialmente adatto come base spumante, poco alcolico, una spiccata sapidità, una sufficiente struttura, buona persistenza aromatica, equilibrato. L'abbinamento con primi e secondi piatti di pesce, carni bianche, formaggi poco stagionati, la temperatura di servizio consigliata è 12°-14°.
venerdì 13 novembre 2020
VITIGNO PAOLINA
Il Paolina, conosciuto anche col sinonimo di Montagna, è un vitigno a bacca bianca del Trentino Alto Adige, un tempo molto presente in provincia di Trento, nella Val di Sarca e Vallagarina, oggi è presente con qualche ceppo lungo le sponde del Lago di Canzolino e nella Valle del Sarca. Citato da vari autori, quali l'Acerbi nel 1825 e Perini nel 1852, oltre alla mappa Ampelografia Trentina, questa varietà è iscritta nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite dal 2009. Predilige terreni di collina sabbiosi con sedimenti alluvionali, ha una buona produzione, sopporta bene i freddi invernali e mostra una buona resistenza alla peronospora e all'oidio, meno alla botrite. Il grappolo è medio-grande, conico, mediamente compatto, alato, l'acino è medio, sferico, con buccia mediamente pruinosa, di colore verde-giallo. Indicato per la produzione di vini spumanti, il vino ha un colore giallo paglierino scarico con riflessi verdolini, dall'aroma fruttato, intenso, al gusto presenta una buona acidità e consistenza, una bassa alcolicità, di corpo leggero, con un finale amarognolo. Indicato per primi e secondi piatti poco strutturati, piatti a base di pesce, la temperatura di servizio consigliata è 12°-14°.
giovedì 12 novembre 2020
VITIGNO NEBBIERA
mercoledì 11 novembre 2020
VITIGNO MAJOLINA
martedì 10 novembre 2020
VITIGNO LAGARINO BIANCO
venerdì 6 novembre 2020
VITIGNO JULIUS
Grazie all'Istituto Genomica Applicata (IGA) e all'Università di Udine, il Friuli Venezia Giulia sta portando avanti un progetto di approfondimento e realizzazione della viticoltura regionale per il futuro. Lo Julius, vitigno a bacca nera che fa' parte della schiera dei cosidetti Vitigni Piwi, cioè resistenti alle malattie, è stato creato da questo istituto IGA insieme ad altri due vitigni a bacca bianca, il Soreli e il Fleurtai, che analizzeremo più avanti, per la realizzazione di varietà resistenti alle malattie e quindi per la riduzione del trattamento di prodotti chimici in vigna. Lo Julius è iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite dal 2015 ed è originato, molto probabilmente, dal vitigno Regent, a sua volta nato da un incrocio di vitigni in Germania. Questo vitigno predilige terreni collinari-pianeggianti alluvionali, misti di conglomerato, sabbia e argilla, si adatta a qualsiasi forma di allevamento, ha una produzione regolare e costante, resiste a minime invernali fino a -24°C, è inadatto ad essere coltivato in zone dal clima mediterraneo, ha una buona resistenza alla peronospora, un po' sensibile all'oidio. Il grappolo è di grandi dimensioni, cilindrico-conico, mediamente compatto, con 1 o 2 ali, l'acino è medio, ellissoidale, con buccia pruinosa, di colore blu-nero. Il vino ha un colore rosso rubino intenso con profumi fruttato di rabarbaro e floreale, intenso, con un buon tenore alcolico e di acidità, di corpo. La temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.
mercoledì 4 novembre 2020
VITIGNO IUVARELLO O IUVINO
domenica 1 novembre 2020
VITIGNO GOSEN
giovedì 29 ottobre 2020
VITIGNO FENILE
mercoledì 28 ottobre 2020
VITIGNO ERBANNO
lunedì 26 ottobre 2020
VITIGNO CABRUSINA
martedì 20 ottobre 2020
VITIGNO BARSAGLINA
lunedì 19 ottobre 2020
VITIGNO SANGINELLA BIANCA
venerdì 16 ottobre 2020
VITIGNO PAVANA
giovedì 15 ottobre 2020
VITIGNO BIANCACCIA
lunedì 12 ottobre 2020
VITIGNO BERLA GROSSA
sabato 10 ottobre 2020
VITIGNO ORPICCHIO
martedì 6 ottobre 2020
VITIGNO FRAUELER
venerdì 2 ottobre 2020
VITIGNI MINORI SARDEGNA
Il progetto AKINAS, in collaborazione con Agris Sardegna, consisteva nel campo vitivinicolo la ricerca di nuovi vitigni autoctoni dell'isola. Tutto questo ha portato alla scoperta di nuove varietà, sia a bacca nera che a bacca bianca, diffuse in tutta l'isola, che nel 2018 hanno ottenuto l'iscrizione nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite. Purtroppo non abbiamo, per ora, molte notizie, pertanto ci limitiamo a fare un elenco di questi nuovi vitigni, in attesa di ulteriori notizie più approfondite.
VITIGNI A BACCA NERA:
Gregu Nieddu, Medrulinu, Nera del Ponte, Niedda Carta, Saluda e Passa.
VITIGNI A BACCA BIANCA:
Condronisca, Crannaccia Arussa, Cuccuau, Licronaxu, Mara Bianca, Selezione Vedele, Bianca Remungia.
L'elenco successivo è relativo ai vitigni iscritti nel 2019 nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite.
VITIGNI A BACCA BIANCA:
Bianca Addusa, Sinnidanu, Doronadu, Granatza.
VITIGNI A BACCA NERA:
Aniga Bragia, Nigheddu Polchinu, Procu Nieddu.
VITIGNI A BACCA ROSA:
Rosonadu, Licronaxu Rosa, Nuragus Arrubiu.
VITIGNO FIUDEDDA
giovedì 1 ottobre 2020
VITIGNO PERLA DEI VIVI
giovedì 24 settembre 2020
VITIGNO RONDINELLA ROSA
martedì 22 settembre 2020
VITIGNO MANGIAGUERRA
Il Mangiaguerra è un vitigno antichissimo autoctono a bacca nera della Campania, diffuso nelle province di Napoli e Salerno, principalmente nell'Isola di Ischia e nel Parco del Cilento, è conosciuto anche col sinonimo di Serpentaria. Era conosciuto già nel Cinquecento tanto che Sante Lancerio, conoscitore di vini e bottigliere di Papa Paolo III, in una lettera al Cardinale Guido Ascanio Sforza, definisce questo vitigno e il vino prodotto come pericoloso per il clero, in quanto è ideale a scatenare la lussuria nelle cortigiane. Non abbiamo notizie sulla sua origine, spesso veniva associato al vitigno Piedirosso erroneamente, oggi possiamo affermare che è un vitigno a se' stante e nell'isola di Ischia viene coltivato come una reliquia, in quanto è considerato una chicca enologica. I terreni di coltivazione variano dall'argilloso al vulcanico, il sistema di allevamento è quello a spalliera, ha una produzione costante, una media resistenza alle avversità climatiche, ma una buona resistenza alle malattie crittogamiche. Il grappolo varia da piccolo a medio, conico, alato mediamente compatto, l'acino è grande, sferico, con buccia molto pruinosa, mediamente spessa, di colore rosso-nero. Il vino ha un colore rosso rubino intenso, con profumi di frutti rossi, sapido, di corpo, con una media acidità e alcolicità. Si abbina a primi e secondi piatti strutturati, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.
domenica 20 settembre 2020
VITIGNO BARBAROSSA
giovedì 17 settembre 2020
VITIGNO ORISI
martedì 15 settembre 2020
VITIGNO ROSSOLA NERA
domenica 13 settembre 2020
VITIGNO VIRGILIO
sabato 12 settembre 2020
VITIGNO MORELLONE
martedì 4 agosto 2020
VITIGNO CAPOLONGO
Grazie al progetto dell'Arsial (Agenzia Regionale per lo Sviluppo e Innovazione dell'Agricoltura del Lazio) recentemente è stato riscoperto il Capolongo, vitigno a bacca bianca autoctono del Lazio, conosciuto anche col sinonimo di Reale Gialla, diffuso principalmente nei comuni di Colle San Magno e Arce, in provincia di Frosinone. E' un vitigno coltivato da tempo immemorabile in questa zona, ma si conoscono scarse notizie in merito, nel 2009 è stato iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite. Colturalmente il Capolongo è un vitigno caratterizzato da un germogliamento mediamente tardivo che lo preserva contro gelate e brinate primaverili, si adatta senza problemi a qualsiasi tipo di terreno, sia a medio impasto che calcareo. La maggior parte delle viti sono franche di piede, in passato veniva allevato maritato all'olmo, oggi normalmente è allevato a spalliera, ha una bassa produttività ed ha una normale resistenza alle malattie. Il grappolo è di media grandezza, cilindrico o piramidale, mediamente compatto, a volte alato, l'acino è medio, tondo, con buccia spessa e consistente, mediamente pruinosa, di colore giallo dorato con caratteristica puntinatura. Vinificato di regola in assemblaggio, il vino ha un colore giallo paglierino carico, con aroma fruttato, poco floreale, con buona acidità e corpo robusto, destinato molto spesso al consumo familiare. Consigliato in abbinamento a primi e secondi piatti di pesce, la temperatura di servizio indicata è 12°-14°. mercoledì 15 luglio 2020
VITIGNO GIOSANA O IUSANA
sabato 27 giugno 2020
VITIGNO ARGU MANNU
venerdì 19 giugno 2020
VITIGNO FESTASIO
domenica 14 giugno 2020
VITIGNO ANIGA BRAGIA
sabato 13 giugno 2020
VITIGNO GRISA NERA E ROUSA
La Grisa Rousa è un vitigno autoctono a bacca rosa del Piemonte, conosciuto anche come Invernasso in Valle Susa, in provincia di Torino, Napoletana a Tortona e Soria a Novi Ligure e Gavi, in provincia di Alessandria e come Barbarossa Verduna nella Riviera di Ponente, in provincia di Imperia, in Liguria, mentre in Toscana in provincia di Massa Carrara è conosciuta come Uva Reina. Condivide col suo omonimo lo stesso areale di coltivazione, ma con una spiccata produzione nella Valle di Susa, in provincia di Torino. Non è da considerare una mutazione della Grisa Nera, ma un vitigno a se' che ha una moderata vigoria, ma una elevata produttività, anche se altalenante. Il grappolo è grande o molto grande, piramidale, compatto, alato, l'acino è di media grandezza, sferico, con buccia poco pruinosa, di medio spessore, di colore che varia dal rosa carico, al rosso violetto, al verde con sfumature rosa. L'uva, molto più adatta alla mensa, da' un vino scarsamente rosato, quasi bianco, poco alcolico, di pronta beva. La temperatura di servizio consigliata è 12°-14°.














































